Archiviata la pratica Europa League (due a zero sul campo del Ludogorets che facilita di molto il cammino in vista del ritorno) per l'Inter è tempo di campionato con la partita contro la Sampdoria che rischia di diventare il vero spartiacque della stagione visto che arriva a distanza di una settimana dal k.o. dell'Olimpico e a sette giorni dal derby d'Italia con la Juventus.
Sul cammino dei nerazzurri arriva quindi la Sampdoria di Ranieri alla ricerca spasmodica di punti salvezza e che cercherà di strappare almeno un punto dalla proibitiva (almeno sulla carta) trasferta di Milano.

Quella che andrà in scena nel week-end sarà una giornata di testacoda, perchè oltre alla sfida tra Inter e Sampdoria, vedrà la Juventus impegnata sul campo ostico della Spal (forse all'ultima chiamata per raddrizzare la stagione) e la Lazio attesa dalla trasferta di Genova contro i rossoblù di Nicola (in ottima forma come dimostrano gli otto punti conquistati nelle ultime quattro giornate).

Contro la Sampdoria è obbligatorio vincere per la squadra di Conte, che dalla partita di Europa League ha finalmente ottenuto risposte positive da alcuni giocatori come Eriksen e Sanchez, ma anche da calciatori come Moses e Godin (quest'ultimo spesso in difficoltà nella difesa a tre).
Contro il Ludogorets il protagonista incontrastato della partita è stato sicuramente Eriksen capace dopo un primo tempo piuttosto ordinario di scatenarsi nella ripresa segnando il gol del vantaggio (dopo averlo sfiorato in precedenza), colpendo una traversa e creando i presupposti per il calcio di rigore arrivato su azione d'angolo battuto proprio da lui.
Importante, poi, anche la prestazione di Sanchez capace di tenere l'attacco sulle sue spalle vista la prestazione sottotono di Lautaro. Proprio l'argentino è la nota dolente delle ultime partite dei nerazzurri: dopo la squalifica, infatti, il "toro" non è più lo stesso come dimostrano le ultime prestazioni incolore fornite dall'Argentino forse frastornato dalle continue voci di mercato che lo vedrebbero in direzione Barcellona per la prossima stagione.
Se Lautaro vive un momento complicato e Sanchez sembra poter essere finalmente d'aiuto alla causa nerazzurra, Lukaku continua ad essere una certezza per Conte e per i tifosi interisti. Partito dalla panchina nella sfida europea è riuscito in pochi minuti ha far svoltare la partita regalando l'assist del gol a Eriksen e creando diversi presupposti per il raddoppio arrivato poi dagli undici metri grazie proprio all'attaccante belga.

Contro la Sampdoria, Conte dovrà ancora una volta fare la conta degli indisponibili anche se al netto del portiere, l'undici che andrà in campo può considerarsi quello titolare. Tra i pali spazio a Padelli (Handanovic mette nel mirino la Juventus per il suo rientro in campo), in difesa dovrebbe passare la linea dell'esperienza con Godin, De Vrij e Skriniar (attenzione però a Bastoni che potrebbe prendere il posto da titolare ai danni di Godin), a centrocampo torna dal primo minuto Brozovic con Barella e Eriksen ai suoi lati, mentre sugli esterni spazio a Candreva e Young tenuti a riposo in Bulgaria. In avanti la coppia Lukaku-Lautaro, con l'argentino chiamato alla prova del riscatto in vista della Juventus. Attenzione poi alla variabile tattica con la posizione di Eriksen che potrebbe variare nel corso della partita: spesso potrebbe agire dietro le punte (cosa spesso fatta da Sensi nella prima parte di stagione) dando così la possibilità a Barella e Brozovic di muoversi come mezze ali e agli esterni di puntare il fondo per crossare all'interno di un'area di rigore che potrebbe essere molto affollata. Un'altra variabile potrebbe essere l'utilizzo della difesa a quattro vista già nel forcing finale contro la Lazio, ma soprattutto nei venti minuti finali di Europa League. Come spiegato da Conte al termine della partita di giovedì la base di partenza sarà sempre il 3-5-2 (modulo ormai collaudato e chiave di lettura del gioco nerazzurro) ma in alcuni casi la squadra potrebbe cambiare pelle e il 4-3-1-2 visto in Europa potrebbe essere il modulo giusto per sfruttare al meglio le qualità della rosa e per scombinare i piani degli allenatori avversari ormai tarati sul 3-5-2 di Conte.

Ad affrontare i nerazzurri sarà quindi la Sampdoria, che dopo essere uscita dalle sabbie mobili della zona retrocessione deve fare i conti con le ultime prestazioni ed i soli quattro punti racimolati nelle ultime cinque giornate che hanno permesso alle inseguitrici (specialmente il Genoa) di avvicinarsi ai blucerchiati.
Per cercare di arginare la forza degli avversari Ranieri dovrebbe abbandonare il classico 4-4-2 e affidarsi al 3-5-2 in modo da giocare a specchio rispetto agli avversari. Davanti ad Audero dovrebbero giocare Bereszynski (adattato nella difesa a tre), Tonelli e Yoshida (sarebbe l'esordio in Italia per il giapponese), in mezzo al campo Vieira, Ekdal e Linetty con Depaoli e Augello sugli esterni. In avanti il tandem titolare Quagliarella-Gabbiadini, chiamato a superarsi contro una delle difese più forti del campionato.

Al di là del vestito tattico sarà importante evitare i cali di concentrazione che in molte partite hanno colpito i giocatori di Ranieri che spesso sono finiti in balia degli avversari come dimostrano i cinque gol presi da Lazio e Fiorentina e i quattro subiti dal Napoli.