Nonostante i disastri di una gestione tecnica e mentale da parte di Spalletti, l'Inter si è qualificata  per la prossima Champions League. Le lacune della squadra non giustificano il rischio di non andare in Champions League con questa concorrenza.

Con la Roma che è implosa, con squadre come Milan e Atalanta che sono inferiori. La squadra ha dimostrato anche con l'Empoli la mancanza di gioco, di meccanismi collaudati, la difficoltà a segnare. Ci vuole un grande Handanovic e l'auto traversa di D'Ambrosio per spingere la squadra in Champions League.  

Marotta lo ha sempre difeso in questi mesi e  non sono d'accordo con chi dice che sia stato delegittimato. Tutti gli allenatori che siedono su panchine si un certo livello devono convivere con queste "voci". Gattuso, Di Francesco dalle prime difficoltà iniziali, Allegri. Tutti.  
Però in questi due anni non ha costruito nulla. Un gioco basato sempre con lo stesso modulo, senza schemi o meccanismi. Appena cambia modulo per disperazione, si vede l'improvvisazione. Una grande squadra deve saper giocare a calcio e saper attuare diversi meccanismi con diversi moduli. 

Handanovic, Skriniar, D'Ambrosio, Vecino e Nainggolan sono i migliori in campo. Keita ha segnato ma dopo il pareggio ha sbagliato un goal clamoroso e ha fatto un fallo inutile vanificando il 3 a 1 di Brozovic. Icardi è una storia a parte.
Ieri sera l'importante era arrivare in Champions League, anche soffrendo così. Però la squadra è da ricostruire come mentalità e gioco, praticamente assenti. 

A Marotta il compito di far si che la squadra possa diventare competitiva e non perdere 23 punti con le medio piccole, non soffrendo in maniera straziante come quest'anno per andare in Champions League. Riuscire a tornare competitivi e valorizzare giocatori.

 

Bassano Giancarlo