La due giorni europea è giunta al termine, buone sono state le notizie giunte dal San Paolo, mentre per l'Inter la qualificazione non e' stata raggiunta. Bastava un pareggio, è arrivata una sconfitta di misura che non compromette niente, ma cambia gli equilibri del girone.
Adesso serve una vittoria nell'ultima partita. A Wembley il Totthenam ha dimostrato di essere migliore dell' Inter. Icardi ha perso nettamente il confronto con Keane.
Pochettino ha giocato la partita che aveva preparato. Senza frenesia, anche se solo con un risultato a disposizione. L'impressione è che quando ha voluto cambiare passo ha vinto l'incontro. A molti esperti del settore quest'Inter e' piaciuta. Hanno visto autorità ed un possesso palla importante. Tutto vero ma fine a se stesso non in funzione di andare a far male all'avversario.
Quando l'Inter è stata veramente pericolosa? Io non mi ricordo occasioni da rete limpide col Totthenam veramente alle corde. Al contrario i londinesi quando attaccavano davano preoccupazioni. Ricordiamo le tante parate di Handanovic e la traversa clamorosa. L'Inter del campionato ha risolto parecchi problemi, si sta ritrovando consapevole della sua forza. Il secondo posto non e' lontano, la crescita continua.
In Europa i progressi fatti sono ancora troppo piccoli per metterle al livello delle migliori. Questa sconfitta non deve far crollare le certezze ma inculcare ancora il lavoro. La distanza c'è ma si sta piano piano riducendo. Alcuni giocatori non hanno ancora nemmeno la giusta esperienza europea, la rosa ha qualche lacuna. Giocando sempre è inevitabile dover cambiare sempre qualcosa. Spalletti è troppo intelligente per non capire che la strada è giusta. Perdere a Wembley ci po' stare, senza tirare in porta o meno.
Quello che si temeva è accaduto: giocare per il pareggio ha forse bloccato la squadra. Fino a 15 minuti dalla fine il piano tattico aveva funzionato. Troppo poco e forse limitativo.

Adesso ci sarà la partita che segnerà il destino europeo. Da vincere, un unico risultato, vitale, l'obiettivo chiesto dalla società per poter crescere ancora. Occorrono i soldi degli ottavi, altrimenti ancora si parla di una piccola Inter.