Inter-Juventus è stata una partita emozionante, ma assegnarle questo “semplice” aggettivo sarebbe un errore gigantesco, perché la partita andata in scena questa sera è stata molto altro: questo è stato infatti il derby delle prime volte. E al di là del risultato, anche i tifosi interisti dovrebbero esserne felici, con la consapevolezza di essere tornati ai fasti di un tempo.

Un primo tempo formato “turbo”

La visione dei primi quarantacinque minuti di gioco non è consigliabile per un cardiopatico: è successo di tutto, e a ritmi altissimi, forse anche aldilà di quelli di un “big match” di Premier League, ci verrebbe da dire se dovessimo fare un paragone con gli inglesi, a cui da anni cerchiamo di copiare tutto il copiabile.
Passa in vantaggio la Juventus, e lo fa nell’immediato, al quarto minuto di gioco grazie a Pjanic che con un pallonetto perfetto pesca Dybala, che nell’uno contro uno con Skriniar sgancia un sinistro perfetto che batte Handanovic e porta la squadra di Sarri in vantaggio. È la prima volta in questo campionato che l’Inter prende un goal nel primo tempo, ed è la prima volta che si trova ad inseguire gli avversari; per la Juventus invece, è la prima volta che riesce a segnare un goal nei primi dieci minuti di gioco.
Conte però ha lavorato bene anche psicologicamente sui suoi ragazzi, che non accusano per niente il contraccolpo psicologico, anzi, è l’Inter a giocare meglio e al diciottesimo, De Light provoca un calcio di rigore che Lautaro Martinez trasformerà in goal. I nerazzurri pressano alto e gli ospiti non riescono a costruire gioco, sbagliando spesso l’impostazione e rischiando -come nel caso di Bonucci- di regalare il secondo goal: può sembrare banale, ma è la prima volta negli ultimi quattro o cinque anni, che vediamo soffrire la Juventus a San Siro. Lautaro riceve sui piedi anche un’altra occasione per passare in vantaggio, ma è bravo a deviare in angolo, mentre dall’altra parte è sempre Dybala a tenere a galla i suoi, e si vede annullare una rete per fuorigioco. Per la prima volta, un primo tempo formato turbo.

Una mossa coraggiosa

Nel secondo tempo i ritmi sono matematicamente calati, oltretutto sarebbe stato impossibile pensare di sostenere già alla settima giornata di campionato, un andamento simile per tutti i novanta minuti di gioco.
Due sono le mosse tattiche che gli allenatori scelgono per provare a scrollare la partita da una pareggio che in fin dei conti non avrebbe fatto male a nessuno, rimandando la “prova scudetto” alla gara di ritorno: Sarri toglie Bernardeschi per far posto a Higuain, spostando Dybala al ruolo di trequartista, mentre Conte opta per una mossa inaspettata; fa entrare Bastoni al posto di Godin, dopo essere stato costretto a scambiare Sensi con Vecino per infortunio. Per il ragazzo si è trattato del primo derby d’Italia da protagonista, e nonostante l’enorme pressione, è riuscito a disputare una buona gara, ripagando l’enorme fiducia che l’allenatore ha avuto in lui.

Alla fine la Juventus è riuscita a imporsi, e non si tratta sicuramente di una vittoria immeritata, ma a conti fatti, da quello che si è visto in campo, possiamo finalmente affermare che quest’anno i campioni in carica hanno alle spalle un avversario al loro livello e che sicuramente darà filo da torcere.
Inter-Juventus ha appena aperto le danze, ora godiamoci questo duetto che promette scintille.