L'Inter si guarda avanti, perché guardarsi indietro non è più possibile: Mauro Icardi è fuori dal progetto nerazzurro, per stessa ammissione della società. Un vero e proprio autogol pazzesco questo, perché ha svalutato il giocatore prima e ridotto l'attacco dell'Inter ai soli giovani prospetti poi. Il club meneghino ha dovuto addirittura richiamare in fretta e furia George Pușcaș (rientrato dopo il fallimento del Palermo) vista l'emergenza in attacco interista. In Spagna hanno dato l'affare Inter-Lukaku come già praticamente chiuso, ma la realtà appare diversa: adesso sembra che i nerazzurri stiano riscontrando delle difficoltà a chiudere la trattattiva con lo United per l'acquisizione delle prestazioni sportive del belga. Il mercato è ancora ben lontano dal concludersi, è vero, ma appare ormai sotto gli occhi di tutti come l'Inter abbia gestito male la situazione là davanti. Non si posso affrontare amichevoli di livello internazionale senza avere attaccanti di livello in squadra, ed è forse per questo che in via Liberazione si comincia a far filtrare di un piano B pronto all'orizzonte (Zapata, Llorente, Cavani e il giovane Rebic gli altri giocatori di interesse di cui si vocifera in queste ultime ore). Conoscendo un minimo il Conte avversario, quello che non vuole perdere neppure in allenamento, credo proprio che l'allenatore nerazzurro possa veramente iniziare a spazientirsi di tutta questa situazione. Io continuo a credere - e lo farò fino alla noia - che un Icardi arruolato, sarebbe stata la scelta più saggia. Nessuno crede davvero alla storia del ricondizionamento fisico, la verità è che il club nerazzurro non poteva portare in tournée un attaccante che non avrebbe avuto interesse a far scendere in campo. Insomma, un grattacapo in più da non aggiungere tra quelli già presenti sulla 'lista problemi' molto poco spuntata di Marotta.
Però è anche innegabile che l'Inter avrebbe potuto sicuramente far giocare l'attaccante rosarino, dandogli un minimo di visibilità per poi prendersela con più calma nelle trattative che la vedono protagonista per gli attaccanti a cui è più interessata - tra cui figura anche il bosniaco Dzeko della Roma -, mettendo così lei pressione ai venditori e non viceversa.
Ogni giorno che passa, l'Inter mostra un certo ritardo nella costruzione della squadra, e questo innervosisce me che sono un tifoso, figuriamoci l'allenatore che non si aspettava di certo ad oggi una situazione simile. Lo stesso allenatore che un tempo disse che non voleva sedersi a un tavolo di un ristorante con soli miseri dieci euro (era alla Juve), oggi si ritrova a sederne in un altro in cui non si può di certo sperare che accettino un pagamento dilazionato. Lo so, la fame è tanta, ma l'Inter sembra non avere neppure quei famosi 10 euro oggi da prestare al mister nerazzurro. Il "ristornante" milanese è ancora coi cartelli dei lavori in corso ben visibili, ma sarebbe bene evitare certi proclami: alla presentazione di Conte, il giovane presidente dell'Inter Stevan Zhang aveva invitato il tecnico salentino a stringergli energicamente la mano, pronti per scrivere insieme una nuova pagina di storia dell'Inter.
Ebbene, per il momento l'unica scrittura significativa che abbiamo registrato all'atto pratico noi poveri interisti da quando è arrivato il neo tecnico, è quella dello "zero" alla voce "attaccanti acquistati nella stagione 2018-'19". Non proprio qualcosa di cui andarne fieri. So che forse sono un tantino esagerato con la mia squadra, in fondo è probabile che i nerazzurri riusciranno a centrare sia il colpo Lukaku che Dzeko a tempo debito (quest'ultimo potrebbe sbloccarsi nel valzer di punte che vede coinvolto anche Higuaín e Icardi), ma va detto che le tempistiche degli affari che la società di via Liberazione sta cercando di portare in porto in questa sessione estiva in tema attaccanti, stanno davvero lasciando a desiderare. Si spera che la proprietà Suning non faccia promesse come quelle fatte a Spalletti tempo addietro e poi mai mantenute, per stessa ammissione dell'ex tecnico di Certaldo in una conferenza stampa.

Conte non è certo rinomato per la sua pazienza, ma sarebbe paradossale aver preso un allenatore per eliminare certi problemi per poi ritrovarselo come problema stesso.
Trasparenza, fiducia e professionalità a Conte di certo non mancano. Adesso la palla passa alla società. La pazienza sta per esaurirsi...