Alla fine Icardi è stato riscattato dal Psg per 50 milioni più sette. 
A mio avviso è andata bene, visto come si  erano messe le cose. C'era  il rischio che il club  francese non lo riscattasse e l'Inter avrebbe dovuto cercare nuova sistemazione, gradita a entrambe le parti. Parlo di buon affare per come si erano messe le cose, ovvero di un giocatore che non avrebbe potuto rientrare  in squadra sia per motivi tecnici (Lukaku) sia per motivi ambientali. 
La rottura dello scorso anno è dovuto ai suoi comportamenti e alle parole della sua agente troppo gravi per farla passare liscia. Che poi lo spogliatoio non fosse unito e le crepe ci fossero già primi di febbraio e gennaio era  evidente, ma chi ha toppato alla grande sono Icardi e la sua agente.
Si sono sentiti discorsi circa la svalutazione di Icardi, ma la valutazione in un mercato la dà chi paga un giocatore, non la società che vende. Infatti la clausola di 110 milioni non è stata pagata da nessuno, segno che per chi avesse avuto il pensiero di prenderlo non riteneva adatta quella cifra per prenderlo.
Anche l'anno scorso, prima del pandemonio che aveva coinvolto Icardi e la squadra, la miglior offerta è stata ricevuta da Napoli, 60 milioni.   
In sostanza quasi la stessa cifra con cui l'ha pagato il Paris Saint Germain. 
Ottimo affare da accompagnare con altre cessioni, magari con il riscatto da parte del Bayern di Perisic e di  Vecino che pare avere buon mercato.

Bassano Giancarlo