Nonostante il tentativo dell'Assocalciatori di far rinviare le partite, appoggiato dal Ministro Spadafora, confermando la confusione che regna ai livelli istituzionali,  le partite rinviate la scorsa settimana si sono giocate.

Juventus-Inter ci ha detto che la squadra di Sarri è tornata su suoi livelli dimostrando di poter tornare a fare un filotto di vittorie in campionato e rimontare la partita con il Lione in Champions League. Una squadra che ha mantenuto la stessa intensità per tutta la partita colpendo al momento giusto e sapendo difendere la propria porta.

L’Inter, a mio avviso, è risultata deludente nel gioco e nell’atteggimento dopo il goal subito. Una squadra che sa attaccare solo in un unico modo (palla agli attaccanti) che però oramai viene facilmente neutralizzato dalle difese avversarie.

Conte sta dimostrando di non essere il tanto decantato allenatore con cui viene dipinto e per cui viene pagato.
12 milioni per uscire dalla lotta scudetto a marzo, dopo essere uscito dai gironi di Champions League a dicembre contro un Barcellona tutt’altro che imbattibile.

Per giustificare il mercato non solo in entrata ma anche quello in uscita, Conte non può che vincere l’Europa League o arrivarci vicinissimo (perdendo combattendo la finale nei tempi regolamentari o oltre).
Dando per scontato la qualificazione tranquilla alla prossima Champions League che sarebbe un passo avanti rispetto alle scorse 2 stagioni, ma è il minimo sindacale.

Tornando alla partita, la squadra di Conte non ha mai dato l’impressione di poter far male alla Juventus, se non con un tiro di Brozovic.

Giocare sempre con lo stesso modulo, a prescindere dagli avversari e dalle qualità dei giocatori della rosa è un grave errore. È palese che Eriksen non sia una mezz’ala del 3-5-2 ma un giocatore che esprime le sue qualità come trequartista alle spalle delle punte o uno dei 3 dietro l’unica punta nel 4 2 3 1.
Eriksen è entrato in una squadra che ormai aveva perso nella partita anche la garra e la determinazione che aveva nella prima parte.

Nelle ultime partite di un certo livello contro Juventus, Lazio e un Napoli in ripresa la squadra ha fatto solo un goal e Lukaku e Lautaro Martinez hanno fatto fatica a trovare anche un occasione da rete.

Nella prima parte della stagione i due hanno fatto molto bene, ma l’errore dell’allenatore è stato quello di caricare i due di tutta la fase offensiva. Far salire la squadra, fare la sponda per i compagni, sfondare le difese avversarie.
Ma è troppo dispendioso e alla fine gli avversari lo hanno capito. Giocare sempre allo stesso modo e nella stessa maniera significa non essere una grande squadra.


Bassano Giancarlo