Tra pochi giorni ricorrerà l’anniversario per la morte di Davide Astori, scomparso in una tragica notte di Marzo.

Davide Astori nasce il 7 Gennaio 1987 a San Giovanni Bianco, comune italiano della provincia di Bergamo. Per vocazione fa il calciatore, di ruolo il difensore centrale. Forte fisicamente grazie a un fisico strappato al Reggimento Corazzieri: ben 1.88 m di altezza per un peso forma di 80 kg. Niente male per un calciatore, l’ideale per un cestista o un pallavolista. Di piede mancino - come il più grande di tutti i tempi - il ragazzo è dotato di una buona tecnica di base; di necessità una virtù che gli consenta di essere schierato in campo sia come difensore centrale in una difesa a quattro, sia come centrale sinistro in una difesa a tre.

Nello sport la virtù non basta mai e nulla deve essere affidato al caso: “Perché se decidi di diventare qualcuno ci diventi. Nessuno ti regala niente. Te lo devi prendere con tutte le tue forze!”.

Sia chiaro tanto per non passare per uno sprovveduto o peggio ancora per un fesso: La vita non può essere paragonata a un lungometraggio di Martin Scorsese, ma talvolta ci va molto vicino”. Il giovane Davide è destinato a fare la gavetta, come una tra le tante anime pie che si affacciano in settori diversi da quello privilegiato del calcio. C’est la vie! Tra prendere o accettare occorre bene pensare: Dovete sapere che quando parti dal basso ogni giorno è una nuova opportunità per dimostrare a te stesso e al mondo il tuo talento.  Una volta raggiunto l’obiettivo nessuno è così stupido da privartene senza una valida ragione.

Davide inizia la carriera nella primavera del Ponte San Pietro. Quelli sono gli anni più belli. Nonostante i piccoli ma grandi sacrifici di un piccolo ma grande uomo: “A quei tempi avevo solo il calcio in mente. E quel campetto dove l’inverno non trovavi un filo d’erba nemmeno con una lente di ingrandimento, tuttavia era il nostro San Siro. Il nostro pallone pesava più di dieci chili e d’inverno era un macigno da spostare, soprattutto quando pioveva. Il fango nelle scarpe e tra i tacchetti fino a dentro le calze e, persino, nelle mutande per la felicità di mamma e di papà! Ora i palloni sono leggeri come l’aria. Con un tiro vanno dritti in cielo! E alla fine di ogni duro allenamento, c’era sempre un ultimo tiro verso la porta. Tutti a casa, ma mai stanchi: pane e salame per merenda! Offre il blogger, Massimo Perin.

Davide questa sera vai a letto prima! Domani ti ricordi? Hai anche la scuola oltre al calcio. Mi raccomando, lo studio viene sempre prima di tutto!

Altro luogo comune della vita: tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Proverbio non applicabile per Davide, perché nella vita c’è sempre l’eccezione alla regola. E oggi non mi fate arrabbiare! Davide è un tipo tosto - nonostante quella faccia da bravo ragazzo - al quale affideresti per necessità anche la tua morosa. Davide è determinato a diventare un calciatore professionista e, badate bene: non una semplice meteora o, peggio ancora, una sterile figurina di cartone da attaccare per una sola stagione sull’album dei calciatori Panini.  Nella vita, purtroppo, nessuno ti regala niente. E’ la regola delle regole soprattutto per chi, come il giovane Davide, si appresta a lasciare il nido familiare. Difatti dopo una lunga militanza nella Primavera nel Ponte San Pietro - squadra satellite del Milan -  Davide va a spaccare legna in serie C1 nel Pizzighettone e nella Cremonese.

Nel 2008 l’esordio in Serie A con i colori rosso e blu della gloriosa maglia del Cagliari. Quella di Gigi Riva - Rombo di Tuono per intenderci - il più grande attaccante italiano di tutti i tempi. Nella bellissima cornice sarda, Davide ci resta per sei indimenticabili stagioni dal 2008 al 2014. Proprio tutti in Sardegna - all’orecchio si racconta anche l’Anonima Sequestri - vogliono un gran bene a quel bravo ragazzo.

Nonostante l’affetto, Davide decide nuovamente di abbandonare il nido per volare sempre più alto: ogni giorno è una nuova opportunità per dimostrare a te stesso e al mondo il tuo talento. 

Il 24 Luglio del 2014 - nel pieno della maturità calcistica - Astori è chiamato a vestire i colori della magica maglia della Roma. Musica per il violino scordato di Rudi Garcia il quale ha bisogno - come il cacio sui maccheroni - di un difensore esperto e affidabile. Il tempo passa per tutti ma spesso ti spiega: Dalla primavera del Ponte San Pietro, Astori si ritrova a contendere il posto da titolare a calciatori di livello internazionale come, il marocchino, Medhi Benatia e, il brasiliano, Leandro Castán. A fine campionato la Roma conquisterà il secondo posto in classifica - anche grazie alle ventinove presenze di Davide Astori - subito dopo la Juventus cannibale (da allora i bianconeri non si sono più fermati nemmeno per pisciare).

Purtroppo il prestito oneroso di due milioni, non si trasforma in una proposta di acquisto da parte dei giallorossi. Davide rientra subito alla base, a Cagliari, ma ci resta solo per poche settimane.  Il 4 Agosto 2015 viene ufficializzato il suo passaggio alla Fiorentina nella quale diventa il capitano e, suo malgrado, un mito da rimpiangere per tutti i tifosi gigliati e gli amanti del calcio.

Il 4 marzo 2018 il corpo di Astori è stato trovato senza vita in un albergo di Udine che ospitava la Fiorentina prima della partita contro l'Udinese del 27º turno di Serie A; secondo i risultati dell'autopsia, il calciatore è deceduto per morte cardiaca improvvisa seguita a fibrillazione ventricolare dovuta a una cardiomiopatia aritmogena silente.

Era legato alla modella Francesca Fioretti, dalla quale aveva avuto una figlia, Vittoria, nata il 17 febbraio 2016.

A due anni dalla morte di Davide, il pensiero è rivolto alla piccola Vittoria; Purtroppo la storia di Davide non ha avuto un lieto fine, come tutti noi ci saremmo aspettati. Davide lascia in eredità una valigia piena di ricordi e la consapevolezza che la vita sia un dono prezioso, al contrario la morte un mistero di difficile comprensione.

Per questo motivo - quando ho il bisogno di capire - mi rifugio nella musica per cercare di dare una spiegazione logica a quell'innaturale incomprensione. In supporto, in questi giorni, è caduta a fagiolo una bellissima canzone del maestro, Fabio Concato.

Canzone che vorrei dedicare alla piccola Vittoria, sperando che lei possa ascoltarla e magari, un giorno, rendere comprensibile quell'innaturale incomprensione….

 

Mi manchi

Non puoi sapere quanto

Sarà che non esisti

E allora io Ti invento

Ti immagino e Ti scrivo

E così

Mi pare che ci sei

E se non posso amare così tanto

E farmi amare

A cosa servirei?

 

 

Arsenico17