Se immaginassimo Milanello come una stazione ferroviaria, a breve potremmo sentire l'altoparlante annunciare che sul binario morto è in arrivo da Siviglia il treno André Silva. E sentiremmo anche, purtroppo, che viaggia in perfetto orario.

Come ampiamente previsto, il bambolotto argentino, elegante come un danzatore di tango, dopo i fuochi artificiali dei primi impegni stagionali, si è mestamente spento anche nel Siviglia, perchè anche il calcio iberico è troppo per lui, seppure meno difficile e carognesco del nostro campionato, non di altissimo livello, ma tignoso. Qualche tempo fa Leonardo e Gazidis si fregavano le mani dalla soddisfazione, come chi prevede di avere a portata di mano il c.d. colpo del bigonzo (il colpo che riesce quando si incontra quel tipo di controparte che fa rima con "bigonzo"), ma ora sono preoccupati e con ragione. Che il Siviglia, infatti, lo riscatti per € 35 milioni di euro non ci crede nessuno. Forse gli andalusi potrebbero rischiare 15 milioni, ma sarebbe tutto grasso che cola.

Cosa succederebbe se il lusitano André Silva da Gondomar, incautamente paragonato ai grandi della storia rossonera da qualche inguaribile ottimista, tornasse a Milanello? Ve lo dico io, verrebbe indirizzato sul binario morto, perché nessuno crede in lui, come non ci credeva nessuno neanche la scorsa estate. a dispetto delle frasi di circostanza. Certo, perché non puoi neanche dichiarare pubblicamente che è un minga bùn, quantomeno per non svalutarlo sul mercato.

Leggo oggi che il Milan potrebbe offrirlo alla Fiorentina per inserirlo in un eventuale affare Chiesa.  Ora, Leonardo e Gazidis dovrebbero discutere con una vecchissima volpe del calciomercato come Pantaleo Corvino da Vernole nella Grecìa salentina. E secondo voi Corvino si fa rifilare André Silva, che il Milan continua a quotare almeno 30 milioni di euro, in un affare che coinvolge Chiesa, attaccante nella lista di molte grandi del continente? Non ci crederei neanche se Corvino mi chiamasse e mi dicesse che acconsente allo scambio, perché penserei a uno scherzo telefonico. Per carità, tutto può essere, pure che Corvino perda il lume della ragione, ma consentitemi di dubitarne, per usare un eufemismo.

Il rischio vero è che vada via Cutrone, perché ha un mercato interessante, e che resti André Silva per mancanza di un disperato che offra soldi per averlo. Resterebbe con la formula degli Imprevisti nel Monopoli: "Fate 3 passi indietro con tanti auguri". E più che di auguri, in realtà, un Milan con André Silva avrebbe bisogno degli scongiuri.

C'è poi anche il rischio che vadano via sia Cutrone sia il portoghese, il primo in cambio di un bel pacco di soldi e il secondo in prestito, sperando che si metta in mostra e si faccia acquistare a fine anno. Magari, come Bertolacci, continuerebbe a essere prestato fino alla scadenza naturale del contratto per andar via gratis senza lasciare rimpianti.

Ma tanto vedrete che, al primo segno di risveglio o al primo gol, qualcuno scriverà che André Silva vale 50 milioni di euro o che il Milan punta forte su di lui. Un romanzo già scritto e già letto.