Un giovane nel Texas compie diciotto anni ed il padre, da buon patriota americano, lo porta in un armeria e gli compra due fucili automatici. Automatici vuol dire che può sparare trenta colpi in rapidissima successione. Se supera quel numero, non è più lecito venderlo. Ma già così, se vuole uccidere, lo fa molto bene anzi, troppo bene. E così il ragazzo pensa che è l'ora di far vedere cosa sa fare. Per prima cosa, spara alla nonna, poi si dirige presso una scuola elementare e uccide diciannove bambini e i due insegnanti che tentano inutilmente di salvare i piccoli a loro affidati. 

Poche ore dopo muore la ventiduesima vittima, il marito di una delle due maestre, il quale muore di crepacuore!
Intanto la polizia interviene ma con colpevole ritardo. E quando riesce a fare irruzione, uccidono il ragazzo. Insieme a lui se ne vanno anche i motivi ed i perché di quella inutile e tragica strage, in uno stato dove il possesso delle armi è una regola imprescindibile per il quieto vivere.
Strano paese l'America, se invece di comprargli un'arma, avesse portato il figlio a bere una birra al bar, probabilmente ci sarebbe stato il netto rifiuto del barman, perché se non hai ventuno anni, non puoi bere alcolici, nemmeno di bassa gradazione. Ma a diciotto puoi comprare tutte le armi che vuoi, sempre che non siano concepite come armi da guerra.
E qui c'è tutto un repertorio di armi, alcune lecite ed altre non lecite, quindi non vendibili. Se poi tu la guerra la fai lo stesso, uccidendo dei pericolosi nemici, come dei bambini delle elementari, tutti si indignano, si addolorano, fanno comunicati di espressione del dolore al quale il Governatore del Texas si unisce, ma non si distingue nel condannare il fatto saliente: la libera vendita delle armi. Vorrei vedere se in quella scuola ci fossero stati i suoi nipoti o i suoi figli, se continuerebbe nella sua battaglia ideologica imperniata su di un Emendamento della Costituzione Americana, il secondo, che autorizza ogni cittadino americano ad organizzarsi in milizie per contrastare ogni tentativo di attaccare e invadere il suolo patriottico.  

Anche la Costituzione Americana è piuttosto strana, infatti è composta da sette articoli, ai quali sono stati aggiunti ventisette emendamenti. Siccome la Costituzione è del 1787, i princìpi delle Leggi Fondamentali, dovevano essere  aggiornati o ulteriormente regolati da successive modifcazioni, che lasciavano l'articolo immutato, ma che si aggiungevano e ne esplicavano l'ambito di applicazione. E' comunque un dato di fatto che la Costituzione Americana è "flessibile", ovvero interpretabile da varie corti, che ne possono fornire diverse interpretazioni. La nostra Costituzione è invece "rigida", nel senso che per poterla cambiare si devono osservare dei procedimenti adatti, specificati nell'articolo 138 della nostra Carta Fondamentale.
L'interpretazione, è lasciata solo alla nostra Corte Costituzionale, che però non può mai emendare gli articoli. 

Il testo in oggetto è il seguente:
A well regulated Militia, being necessary to the security of a free state,
the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed.

Traducendo:
Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia,
il diritto dei cittadini di detenere e portare armi, non potrà essere infranto.

Questo Emendamento è del 1791, e poggiava sul momento storico di allora quando gli Stati Uniti subivano le occupazioni di eserciti Inglesi e Spagnoli, e quindi la necessità di organizzarsi in milizie era l'assunto per una difesa dello Stato, prima ancora che gli Stati Uniti si organizzassero con un esercito vero e proprio.
Ma questo fu sempre considerato un diritto acquisito, e nonostante le numerose proteste ed i continui proclami di coloro che erano contrari a questa interpretazione, la Corte Suprema nel 2008 si pronunciò nella prosecuzione di questa interpretazione, e quindi ognuno poteva continuare a comprare armi.
Sappiamo che negli Stati Uniti la Lobby delle Armi è potentissima, e tra i suoi più noti esponenti ebbe persino l'attore Charlton Heston, famosissimo in "Quo Vadis", "I dieci comandamenti" ed altri film mitologici che ci hanno sempre consegnato un eroe forte contro le avversità e pieno di valori morali inestinguibili.
E pensate che negli Stati Uniti ci sono 380 milioni di abitanti e circolano 390 milioni di armi, detenute però da un terzo dei suoi abitanti, soprattutto di razza bianca e molto spesso con idee suprematiste, molto vicine a Donald Trump.
Ci sono famiglie, che espongono foto con tutti gli appartenenti all'ambito del focolare domestico con in mano armi e tra questi, non mancano nemmeno i bambini, che al posto di orsacchiotti o giochini innocenti, vengono ritratti con fucili e pistole a volte più grandi di loro. 

Strano paese l'America, gli stessi suprematisti benpensanti, figli di una tradizione "puritana", sono coloro che vogliono mettere al bando il diritto all'aborto. Così se non vengono al mondo per una gravidanza interrotta, possono almeno essere sterminati da qualche pazzo disadattato, che magari soffre di balbuzie e così si sente in diritto di sistemare chi lo bullizza.
Ma prendersela con degli innocenti e sconosciuti bambini, che cosa ci azzecca? Certo, personalmente non nutro favore per l'aborto, nel senso che vorrei che i bambini nascessero tutti, soprattutto perché ne nascono sempre meno, e questo è il male degli stati più evoluti in occidente. Ma abolire la legge, senza predisporre una regolazione sensata, non risolve il problema. Anzi, ne acuisce i drammi e le difficoltà che tante donne incontrano nella disperazione in cui si trovano in certi momenti particolari della loro vita. E così, secondo me questa legge, seppure sia crudele, è la migliore che si possa avere.

Ma tornando alla strage di Uvalda, la morte così tragica e insensata di tanti bambini, porterà dolore e disperazione in molte famiglie. La scuola dovrebbe essere un luogo protetto per i nostri figli, ed invece è diventato il luogo dove l'esercizio della morte e la strage ad opera  del pazzo di turno, si sviluppano in continuazione, e da quest'anno sono già stati numerosi  i massacri ai danni di giovani creature indifese, che non potevano usufruire di un'arma per difendersi. Ed anche l'avessero avuta, probabimente non avrebbero mai sparato. Il Governatore del Texas, ha sentenziato che la colpa non è la vendita delle armi, ma la mancata attuazione di servizi armati davanti alle scuole. E contando le scuole di ogni grado e di ogni tipo, chi dovrebbe vigilare? Chi ha il monopolio della violenza legittima, ovvero la polizia? E quanti agenti ci vorrebbero?
Oppure vorrebbe che i cittadini si organizzassero in milizie armate, così da rispettare appieno il mandato del secondo emendamento? Quindi dovrebbero fare la guerra, gli uni contro gli altri. Una guerra civile, come quella di Secessione, nel 1800 che fece più di 800.000 morti. Allora per questioni su diatribe legate alle libertà individuali e precisamente i diritti degli schiavi. Ora invece, per decidere chi può o non può detenere armi, così venderanno altre armi, con buona felicità dei fabbricanti di armi.
Il mercato delle armi in America conta su almeno duecentoquaranta miliardi di dollari ogni anno. Una bella fetta di guadagno, alla quale sembra difficile rinunciare.
Mi viene in mente un bellissimo film, con il grande Alberto Sordi. Il titolo era "Finché c'è guerra c'è speranza". Raccontava di un signore che, per migliorare le sue condizioni di vita e della famiglia, aveva trovato un nuovo mestiere: il rappresentante di armi.
Il nuovo lavoro era tutto sommato piacevole, perché viaggiava molto, aveva clienti desiderosi di riceverlo e soprattutto, guadagnava molto. La sua famiglia non era a conoscenza della sua attività, ma godeva del benessere che portava. Un pomeriggio, diede la notizia alla moglie ed ai figli in che cosa consistesse il suo lavoro. Si indignarono tutti, e si mostrarono delusi nei confronti del loro marito e padre. Allora Sordi disse: "Bene, posso anche cambiare lavoro e tornare a guadagnare un milione e cinquecentomila lire al mese, come prima, ma scordiamoci questa villa e tutti voi dovrete cambiare tenore di vita. Quindi ora vado a dormire, se tra due ore mi svegliate io rinuncerò a questo lavoro, se mi lasciate dormire, continuerò a vendere armi. A voi la decisione!".
Nessuno lo svegliò, ed allora si alzò, aprì la porta e uscì per continuare il suo lavoro.
Com'è facile essere virtuosi se non hai soldi, ma se i soldi possono mancare, può anche andar bene che qualcuno, a causa tua, possa persino morire.

Ed un ultimo pensiero va a tutti quei pargoli innocenti che non vedranno mai la loro vita da adulti, e nemmeno la possibilità di una scelta, per la loro stessa vita, decisa da qualcuno che non ha saputo scegliere da quale parte stare nel mondo.
Ma soprattutto da una politica, corrotta e malata nell'intimo, dove la vita di un bambino diventa importante solo per fare spot elettorali.
A Dio affido costoro, lui saprà meglio di me cosa fare.