E' il sogno di tutti. Trovare il punto G, il lato erogeno del nostro corpo e della nostra partner, quello che fa di un rapporto intimo il massimo del piacere. 
Non l'ho ancora trovato, eppure l'ho cercato in tutti i modi. Ricerche in internet, e su libri di letteratura scabrosa non mi hanno aiutato. Qualche libro filosofico me lo ha individuato nel cervello, vicino all'amigdala. Un insieme di sensazioni fisiche e di godimento mentale. Ma è roba troppo difficile per me. E poi cosa gli spiego a mia moglie? Che non sono pazzo, e che dobbiamo fare meditazione e non esercizio corporale? Insomma ti tocco e non ti tocco, ti amo e non ti amo! Ci ho rinunciato!

Ma il punto G potrebbe invece trovarsi in un altro campo: quello sportivo. E qui l'ho trovato, è il fattore Giuntoli, e il suo arrivo alla Juventus. Ora che abbiamo il nuovo mago del mercato possiamo fare grandi progetti. Il problema è che però non è mago Merlino, e non ha neppure la bacchetta magica. E per giunta, non arriva in una situazione ideale e prosperosa (torna il lato erotico), la squadra ha bisogno di ristrutturarsi e di ritrovare quella forza tecnica e mentale che servono per tornare a vincere. 

Non illudiamoci, non sarà un affare di breve periodo, e neppure si partirà in tromba (e daje), perché ci sono molti lati da esplorare e da risolvere.
Il primo sarà come reperire le risorse, vendendo i giocatori che possono portare entrate e comunque fuori dal progetto tecnico del mister Allegri. Riuscire a chiudere contratti troppo onerosi con giocatori ormai bolliti e inadatti al nuovo progetto, come Bonucci e Alex Sandro sono un obbligo di bilancio. Entrambi peserebbero a patrimonio per  ventire milioni di euro, e la loro dipartita sarebbe manna per le casse della società. Ed appunto Manna, direttore sportivo fino all'arrivo di Giuntoli, ha ben operato, vendendo Kulusevski per trenta milioni e chiudendo l'acquisto di Milik, con un paio di milioni in meno a quanto precedentemente pattuito. Rimangono in ballo Zakaria, Mc Kennie e Arthur Melo. Di questi, solo Arthur sarebbe il più difficile da collocare, seppure abbia estimatori, ma i prezzi che la Juventus deve pretendere sono troppo alti, per via del costo in bilancio ancora elevato. Colpa di una plusvalenza che ha depauperato e non bonificato la gestione finanziaria del club.
Ci vorrà una bell'ingegneria commerciale, con capacità di relazioni e possibili mediazioni di agenti compiacenti, ai quali si dovrà in futuro accordare qualche bonus.
Nel frattempo, si deve dare un'occhiata al mercato in entrata. E sembra tutto in stand by, in attesa del colpo che porterà nuovi volti alla corte della squadra bianconera. L'acquisto di Weah, è una scommessa che ha di fatto escluso il rinnovo del contratto di Juan Cuadrado, il "Panita", che fino ad oggi ha sempre garantito un rendimento di qualità e di quantità.
La scelta tecnica è coraggiosa, e forse è dettata dalle intemperanze che hanno contraddistinto ultimamente il rendimento del colombiano. Dall'altra, forse gli arbitri la smettteranno di accanirsi con lui, vista la nomea di "cascatore", che altri giocatori esercitano con maggiore maestrìa, e miglior successo. Forse se talvolta il buon Timothy, verrà steso in area, gli arbitri, almeno per rispetto di suo padre George, Presidente  della Liberia, fischieranno il fallo, per non provocare un incidente internazionale.
Scherzi a parte, il ragazzo sembra forte e di temperamento. 

Ora aspettiamo le notizie che devono arrivare. Ma non illudiamoci, i colpi non saranno subito in arrivo, sia per le ragioni economiche prima esposte, che per le pretese oggi esagerate di chi deve vendere. Il tempo a volte riesce a mitigare i prezzi, perché ora ci sono voci che si rincorrono, di eventuali arabi che sembra vogliano comprare tutto e tutti, avendo soldi illimitati, come se li stampassero pure.
Ma a tutto c'è un limite, e chi non vuole andare in Arabia, non ci va, e se andrà a scadenza l'anno prossimo, il costo si abbasserà, almeno per evitare che vada via a zero già a febbraio.
Alcune voci vengono messe in giro ad arte, ma nessuno ci casca, se non i soliti tifosi, che bevono notizie di tutti i tipi sui giornali, che spesso smentiscono quello che era una notizia precedente, per poi riapparire come notizia imminente. Il gioco della disinformazione è sempre in voga, con procuratori che lodano le virtù dei loro protetti, presidenti che sparano cifre e che vorrebbero provocare un'asta sul proprio giocatore. Ma c'è un fattore da non dimenticare, ed è la volontà del giocatore e l'accordo del procuratore. In questi casi, il presidente deve cedere, per due motivi. Il primo, perché in questi casi non si rinnova e non si rimane motivati alla corte di una società che non si  considera più la propria.
La seconda, il tempo tiranno, il quale porterà alla fine di un contratto con un'uscita a zero, e quindi non conveniente. Dovranno venire ad un accordo soddisfacente per le parti e senza esborsi esagerati da parte di chi compra. 

Altro mercato fiorente è quello secondario, ovvero il mercato dei giovani, spesso scambiati con plusvalenze di favore, come il caso Sassuolo/ Roma, ingenuamente ammesso da Carnevali, ma che se avesse implicato la Juventus, avrebbe messo in moto la macchina giudiziaria della procura generale sportiva. Ma sembra che ora siano in ferie, e che non si accorgano di nulla. Mentre qualcuno ha già in tasca l'abbonamento con la Roma, per vedere le partite e tifare de "core e contento". Insomma "daje de tacco e daje de punta, ti freghiamo la sora Assunta", ovvero la Juventus!

Nel frattempo, siamo in attesa di sapere se la Juventus farà la Conference League, o se potrà parteciparvi la Fiorentina, anch'essa finita sotto la lente dell'Uefa, seppure le intemperanze subìte dai giocatori fiorentini da parte dei tifosi inglesi non sembra siano state considerate dal massimo organismo europeo. Questo ritardo non è comprensibile, perché le società coinvolte devono potere programmare la loro stagione in base alle partite che dovranno disputare. E questo comprenderà più o meno giocatori da tesserare, con esborsi  o risparmi, a seconda dell'esclusione o meno.

Ieri sono usciti i calendari della serie A, ma non pare abbiano scaldato gli animi più di tanto. Il prodotto calcio si sta trasformando in un rospo brutto a vedersi e che gracida in modo fastidioso. Non si intravedono principesse in grado di "baciare" l'anfibio, semmai incubi che possono ritornare, e sconvolgere un settore che sta ricercando una sua nuova visibilità, e la speranza che questo campionato sia meno dominato da una squadra troppo forte, e forse anche protetta, e non si vedano altre squadre che scoppiano sul più bello, con debiti enormi e succubi di mercati più forti finanziariamente. Come la Premier, ricca e prepotente, che  può gestire con facilità gli acquisti e le vendite dei migliori protagonisti del calcio mondiale. A volte non c'è storia, il giocatore che vorrebbero le società italiane scappa verso altri lidi, causa soldi che noi non possiamo permetterci. Intanto devono anche loro gestire i loro esuberi, molto più costosi dei nostri. E qui nascono opportunità, ma il mercato è lo stesso difficile, poiché questi giocatori sono ben abituati a compensi impossibili per le nostre tasche. 

Stiamo sempre aspettando l'effetto domino, che è quello che scatena il mercato. Si cerca di intravedere chi farà la prima mossa, come un gioco a rimpiattino, in modo di accumulare risorse per comprare altri giocatori, a loro volta liberati dagli incassi ricevuti per il trasferimento di altri tesserati. Il FPF la fa da padrona, e nessuno si sente più al sicuro. Le necessità sono molte, e spesso non si vende per non dovere ricomprare a costi più alti.
Un po' il caso Chiesa e Vlahovic, che tutti danno per partenti, ma che rimpiazzare con la stessa qualità tecnica, obbliga sicuramente a spendere più soldi ed avere meno garanzie tecniche. Il buon mercato si dovrà fare anche con quello che si ha in casa, come la buona casalinga che non butta via niente e riesce a cucinare un bel manicaretto con gli scarti e gli avanzi. E giocatori che quest'anno hanno fatto qualche flop, potrebbero essere un fattore positivo per la nuova stagione, fornendo prestazioni finalmente consone  al livello che sono in grado di esibire! 

Aspettiamo altri protagonisti che non hanno dato il meglio l'anno passato, come Pogba, che schierato a centrocampo con il redivivo Rabiot e  qualche altro buon acquisto, potrebbe innescare il salto di qualità necessario a sbloccare i meccanismo di squadra.
A volte basta poco, un po' di fortuna, qualche giocatore che esplode o riesplode, un acquisto azzeccato, e anche gli asini cominciano a volare! Buon campionato a tutti.