E' notizia di ieri che le due più grandi società calcistiche di Milano, il Milan e l'Internazionale, hanno presentato al Comune un piano congiunto che vorrebbe la costruzione di un nuovo stadio nell'area nella quale è ad oggi ubicato lo storico "Giuseppe Meazza", progetto che prevederebbe anche l'abbattimento di questo. Nelle premesse l'idea sarebbe di costruire non solo uno stadio, ma bensì, dalle parole riportate "un distretto urbano, moderno, sostenibile e accessibile, che ruoti intorno a un impianto sportivo innovativo dai più elevati standard internazionali". Inoltre gli altissimi costi di costruzione, circa 1,2 miliardi di euro, sarebbero condivisi tra le due società.

Al di là delle belle parole, in questo particolare caso c'è da essere schietti e non bisogna avere peli sulla lingua poiché ci sono in gioco le sorti non di un semplice stadio, non solo di un monumento, ma di una struttura che rappresenta un'eccellenza italiana nel mondo. Francamente, dal mio punto di vista, dato il non entusiasmante progetto, dico che tanto vale tenersi e ristrutturare l'attuale San Siro che rimane a tutti gli effetti uno degli stadi più belli e invidiati globalmente. La propagandistica descrizione fatta dalle due società del progetto sa tanto di un qualcosa di trionfale, ma se si guarda il tutto più attentamente, è impossibile non accorgersi della mediocrità del piano esposto: da quello ho capito esaminando le varie dichiarazioni e i vari dati emessi, il prodotto finale sarebbe una classica arena ovale con copertura, del tutto priva di pregi architettonici e con una capienza relativamente ridotta: solo 60.000 spettatori. Questo è il punto che mi lascia più perplesso, soprattutto giudicando l'alta capienza degli impianti dove giocano gli altri top-club europei:

  • Il Barcellona gioca al Camp Nou, un gigantesco stadio da quasi 100.000 posti; 
  • Il Real Madrid disputa le proprie gare interne al Santiago Bernabeu, struttura da 85.000 spettatori, e l'altra squadra della città, l'Atletico, possiede il Wanda Metropolitano che ha una capienza massima di 68.000.
  • l'Allianz Arena di Monaco di Baviera, dove gioca il Bayern, può contare su una capacità di 70.000 posti.
  • Il Borussia Dortmund addirittura gioca in uno stadio, il Westfalenstadion (ufficialmente Signal Iduna Park), da ben 81.000 posti.
  • Per finire la lunga lista di storici top-club europei, vi è il Manchester United ed il suo Old Trafford, impianto da circa 76.000 spettatori.
  • E poi c'è Wembley, lo stadio della Nazionale inglese e probabilmente il più bello d'Europa, con una capienza di 90.000 spettatori.

Per prima cosa sottolineo che nessuno capisce il motivo per cui Milan e Inter vogliano a tutti i costi avere uno stadio condiviso invece che uno solo per sé e magari anche di proprietà come qualsiasi altra grande squadra in Europa dato che determinerebbe guadagni assai maggiori in innumerevoli sensi, ma a parte ciò, che è un vasto dilemma che forse mai avrà risposta, quello che io veramente non comprendo è perché Milano, che è oggettivamente la seconda città calcisticamente più prestigiosa in Europa, dovrebbe avere uno stadio assai meno capiente rispetto a quello degli altri top-club europei.

Personalmente il progetto presentato dalle due società non mi piace affatto e se questo fosse confermato come tale spererei vivamente che alla fine prevarrà l'idea di ristrutturare l'attuale "Giuseppe Meazza". Per come la vedo io, se proprio è così talmente ripudiata l'idea di avere due stadi entrambi di proprietà come qualsiasi altro top-club europeo, una città come Milano deve avere oltre che uno degli stadi più grandi di tutto il continente (almeno 80mila posti, meglio se 90mila), anche uno dei più belli, che sia riconoscibile a vista d'occhio e possa essere un simbolo di elevata architettura nel mondo; l'attuale progetto propone uno stadio mediocre e che assolutamente non rispecchia i due ambiziosi parametri di cui ho appena parlato, i quali dovrebbero essere in ogni modo intesi come punti cardine, anche nel rispetto di ciò che rappresentano le due società di Milano sul panorama calcistico internazionale.

Lo stadio Giuseppe Meazza in San Siro è, insieme all'Old Wembley, probabilmente lo stadio calcisticamente più simbolico di sempre: se proprio bisogna abbattere la Scala del Calcio, ipotesi che da la pelle d'oca solo a leggerla, lo si sostituisca con una struttura degna in tutto e per tutto di ciò che è stato e che ha rappresentato il suo predecessore (non con una semplice arena coperta da soli 60.000 posti!), esattamente come è stato fatto in Inghilterra dove al posto del leggendario vecchio Wembley è stata costruita l'impressionante struttura omonima che oggi tutti conosciamo.

Fortunatamente sia il sindaco di Milano Beppe Sala, sia la maggior parte dei milanesi e dei tifosi delle due squadre, sia addirittura il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, si sono detti fortemente contrari all'ipotesi di radere al suolo il "Meazza", consapevoli di quello che rappresenta non solo per il Paese, ma in particolare per le vite di tutti gli italiani. Pertanto, vista la difficoltà nel mettere d'accordo gli enti competenti, il via libera al progetto pare davvero duro da ottenere: allo stato attuale San Siro continuerà ad esistere ancora per tanti anni. Quanto a Milan e Inter, se proprio vogliono un'altra struttura dove giocare, vedano di presentare un piano più ambizioso ed appetibile rispetto alla mediocrità esposta ieri. La Città di Milano e le stesse due società interessate, per la loro storia e per tutto ciò che simboleggiano, meritano ben di più di quello che è nelle idee attuali.

P.S. Sulla questione capienza, è perfettamente congruo per qualunque persona ambiziosa che sia proiettata sull'argomento pretendere uno stadio da 90.000 spettatori se proprio deve essere sostituito il "Meazza": le due squadre meneghine anche nei loro periodi peggiori più recenti risalenti a non più di quattro o cinque stagioni fa avevano medie di affluenza altissime intorno ai 60.000 spettatori, e tenete conto che ci si trovava oltretutto in piena crisi economica; ora che in particolare l'Inter ma anche il Milan stanno tornando alla ribalta del grande calcio e la recessione dell'economia è molto meno pesante, l'affluenza non potrà che salire arrivando a medie persino superiori ai 75.000 spettatori per ogni gara e fare sold-out occupando tutti i 90.000 ipotetici seggiolini non sarebbe difficoltoso nelle partite di cartello. Costruire un impianto con una capacità massima di soli 60.000 posti sarebbe fortemente limitante.

Se siete d'accordo con le motivate opinioni che ho esposto nell'articolo, condividetelo di modo che quante più persone possibili possano avere un'idea mirata ed ambiziosa sulla questione stadio San Siro.