La Juve ha stravinto il campionato e si gioca ancora l'Europa. Rispettando i pronostici, non ha lasciato spazio a presunte anti-juve, più appartenenti al mondo dei sogni che a quello reale. Ha fatto il suo, deludendo solo quelli che pensano non giochi un calcio all'altezza della sua superiorità sulle altre. Liberi di pensarlo.

Le altre, appunto.
Il Napoli, che si accorge che la scelta di innestare il carisma e l'esperienza di Ancelotti in una (pur valida e talentuosa) squadra non è sufficiente senza la presenza di un fuoriclasse in ogni reparto. Quei fuoriclasse che qualcuno vedeva nell'Inter: Handanovic e Skriniar in difesa, Najinggolan a centrocampo, Icardi in attacco.
Ebbene, con le dovute distinzioni sul rendimento e sui motivi, non hanno saputo condurre la propria squadra verso i risultati attesi e nemmeno verso un gioco accettabile. E viene da sé che la panchina richiede già un nuovo tecnico. La Roma ha già provveduto in tal senso; partita tra le più accreditate per un posto tra le prime quattro ( squadra completa e con un tasso tecnico elevato), ha voluto ripetere una scommessa: incassare da cessioni eccellenti e trovare subito rimpiazzi all'altezza degli obiettivi. Stavolta rischia di perdere la posta. Lazio e Atalanta? Fiorentina e Torino? Troppo vincolate al ruolo di sorpresa (un pò meno la Lazio). Buon calcio, esplosioni di nuovi talenti, buona guida tecnica quasi mai bastano senza una decisa volontà societaria di affrontare il prezzo di una simile impresa.

Infine, il Milan. Una nuova Proprietà, dimostratasi finora affidabile, che ha dichiarato gli obiettivi immediati (anche qui... "prime quattro") e messo a disposizione dell'area tecnica le risorse per rinforzare la squadra: in maniera affrettata  nel pre-campionato; più mirata nella campagna invernale. Oggi è quarto e parte della tifoseria è agitata e delusa.

Non posso far altro che domandarmi: sono deluso da questo Milan? Forse un po', non del tutto. Per quel che mi aspettavo ad inizio campionato risponderei che non lo sono per niente mentre le delusioni di oggi derivano, paradossalmente, dalla crescita che il Milan ha saputo darsi: aumentando le mie aspettative ha causato delusione ad ogni intoppo.

Tirando le somme, non sarò deluso se il Milan arriverà quarto, non discuterò se con un'altro al posto di Gattuso..., se quello gioca o non deve giocare..., se quello è fuori ruolo... Non è il piano in cui risiedono i motivi della vera delusione o della vera gioia, il piano che mi interessa. Voglio tornare a frequentare il calcio che conta, il piano che può far male ma che può regalarci quello che, in Italia, meglio di ogni altro noi milanisti conosciamo.
Se quarto posto deve essere quarto posto sia. Come? Chissenefrega.