Ciao Davide, scusa se ti scrivo solo ora... 
Era il mattino del 4 marzo, appena avevo letto su Internet che eri andato a far visita ad Agostino Diba, sono rimasto senza parole, ho passato il cellulare ad un amico laziale e anche lui è rimasto in silenzio.

Mi è tornata in mente la tua esultanza del tuo gol non gol con l'Udinese; purtroppo devo chiederti scusa se mi sono ricordato il presunto schiaffo da parte di Destro, che produsse una squalifica ingiusta e, ma ora cosa importa, tutto viene azzerato, polverizzato dal tuo sorriso di chi affronta la vita con serietà ma disincanto, come se passassi di lì per caso, ma non e' stato così.

Grazie perché sei stato con noi per un po', per averci donato la tua semplicità che ha trasformato un numero controverso, il numero 13 della tua maglia (chi è superstizioso dice che porti sfortuna, alcuni invece lo chiamano fortunello), in qualcosa di leggendario che rimarrà per sempre nella storia del calcio, scolpito nei nostri cuori.

Grazie Davide