La Roma si merita un voto discreto per questa sessione di calciomercato? No? Boh! Panico! E invece questa volta, mi spiace deludervi, è assolutamente un “SÌ”. Ma va! Onde evitare figuracce, perché l’esperienza m’insegna, è sempre meglio tenersi un po' larghi di manica nel giudizio. Per cui il voto al mercato della Roma è un buon 7.30 anziché un modesto 7. Del resto il calcio è uno sport imprevedibile come poche altre discipline sportive al mondo. Difatti anche per questa valida ragione, prima di pubblicare il pezzo in unplugged su VxL, ho deciso saggiamente di rettificare subito il voto di mercato della mia e amata Roma. Credo sia più corretto un 7.30. Come diamine avranno fatto i nostri eroi giallorossi a passare da un voto discreto a uno più che discreto? Si chiederanno, giustamente, i videolettori e i migliori giudici votanti nel mondo; Quelli di X Factor, Tú sí que vales, Ballando con le Stelle, The Voice, MasterChef, Pippo Russo e ci vogliamo dimenticare di Italia's Got Talent?
Dovete sapere che nello sport tutto può essere fattibile, specialmente con la forza del pensiero. Sì! Però c’è un'eccezione alla regola: “Sempre e se, ahimè, la matematica non c’inganna!”. Ahimè, talvolta, questa disciplina scientifica può ingannare anche i migliori matematici.  

“Pòta a 'l dis ol frat quand che 'l se scòta, se 'l frat a 'l se scota mia pòta 'l la dis mia”.
Cosa? Ahimè non imparerò mai il bergamasco…

Allora alle 18 o’ clock del 7/10/2020 faccio il punto della situazione sul calciomercato dei giallorossi. Il voto finale al mercato della Roma è quindi un 7.30. Questo voto è maturato grazie alla permanenza in giallorosso di Edin Dzeko. Se avessimo preso il Sig. Chi troppo vuole nome/Te lo prendi in quel posto (Arkadiusz Milik), il mio voto sarebbe stato decisamente più basso. Una sufficienza presa per il rotto della cuffia e soltanto di incoraggiamento per la mia squadra del cuore.
Senza ombra di dubbio - secondo il mio autorevole giudizio - il bosniaco è attualmente il miglior calciatore della rosa giallorossa. Ci sono dei dubbi in merito? Eventualmente togliamoceli con il più classico tra i questionari on line:

a) Non capisco nulla di calcio perché tifo per l’Inter;
b) Di recente sono diventato un tifoso del Benevento;
c) Non seguo il calcio perché vince sempre la Juventus. Preferisco il curling.

Tralasciando il questionario (del quale avremo i risultati in serata) sulla questione Dzeko non mi aspetto nessun tipo di contraddittorio dal mondo virtuoso del web; neppure da parte del tifoso giallorosso più tignoso. Magari potrei, ma non vorrei, aspettarmelo da quello di fede laziale: il classico prezzemolino bianco e celeste. Colui che s’imbuca nei commenti altrui, senza un invito, soltanto per destabilizzare l’ambiente dei giallorossi.  
In questa società contemporanea i calciatori professionisti vengono valutati soprattutto dai key performance indicator. Tipo? Uno di questi, ad esempio, è il numero di marcature siglate in un numero totale di partite giocate. Dzeko con la maglia giallorossa ha siglato ben 106 reti in 224 presenze. Decisamente, eh già, un bel bottino per un calciatore della “Magica”. Che in media goal fa? Calcolatrice alla mano 106 diviso 224 è uguale a 0,47. Una media di tutto rispetto per lo standard del campionato italiano.   

Quanto sarebbe stato bello, da uno a diciassette, ammirare il gigante buono nella Roma di Capello? Magari al centro dell’attacco al posto di Omar Gabriel Batistuta (ugualmente fortissimo, non fraintendetemi).
Quando faccio sesso con la mia compagna mi piace fantasticare sulla formazione titolare della Roma. Quella virtuosa nella stagione 2000-2001. La butto lì, alla vostra mercé: Antonioli, Samuel, Zago, Zebina, Candela, Cafu, Emerson, Tommasi, Totti, Dzeko, Delvecchio.
Tanta roba, gnam, gnam, sarebbe stato un tridente offensivo composto da Totti, Dzeko e Delvecchio. Roba da orgasmo multiplo. E quando mi capita nella vita?   
Questo giochino di fantasia, per la verità un po' perverso, non è stato fatto dallo scrivente per ridimensionare la bravura del Re Leone, bensì per enfatizzare il seguente concetto: un grande calciatore può permettersi d’essere considerato tale indipendentemente dal periodo storico in cui si trova.
Ad esempio un certo “Diego Armando Maradona” sarebbe stato un grande calciatore in qualsiasi periodo storico; Magari nell’attuale Napoli di Rino Gattuso al posto di Insigne. Non reggerebbe nemmeno il confronto tra i due calciatori partenopei. Decisamente meglio Insigne…. (E qui ci sta una riflessione profonda sul calcio contemporaneo).  

Ritorniamo alla Roma attuale senza perderci in un romanticismo, forse fine a sé stesso ma realistico, soltanto per portare a casa la pagnotta.   
#ATTACCO
Sarebbe stato un delitto contro l’umanità giallorossa lasciar partire il forte centravanti bosniaco. Soprattutto perché l’intesa con Henrikh Mkhitaryan cresceva allenamento dopo allenamento e partita dopo partita. Insomma il rapporto di coppia tra i due forti attaccanti stava funzionando alla grande. I due ci davano dentro e di brutto durante i novanta minuti di gioco. Mi sembrava di essere tornato ai bei tempi, quando in giallorosso c’era un po' di Salah nella coppia.
Modestamente ritengo i due calciatori assolutamente complementari perché entrambi tendono a interpretare il calcio allo stesso modo: Come uno sport di squadra fatto di fraseggi, movimenti a smarcare, sponde e assist verso il compagno di squadra.    
In realtà questa disciplina sportiva non è così difficile da interpretare anche se, purtroppo, molti calciatori contemporanei sistematicamente lo dimenticano per qualche strano difetto di forma.  
Anzi rispetto ad altri sport - come ad esempio la pallavolo e il basket - per giocare a calcio non c’è bisogno di una grande tecnica di base. In gergo tecnico si direbbe di conoscenza dei fondamentali. Giorgio Chiellini ce l’ha dimostrato.
Gli ormai ex Under e Kluivert tendevano a interpretare il gioco del pallone come uno sport individuale. Lorenzo mi passi la palla per favore? E intanto, giusto per sgranchirmi un po’ le ossa o le articolazioni, mi faccio una corsetta di riscaldamento sulla fascia. Ma non vi aspettate niente da me perché oggi non sono in vena. Ah dimenticavo, che sbadato, se mi capita tiro pure in porta….ma non vi prometto niente!  
E quando “cappero” si vincono le partite con questa attitudine? E infatti la Roma in questi ultimi anni non ha vinto nulla, nemmeno una misera Coppetta Italia.
Durante i novanta minuti c’è bisogno di tutt’altro! Ad esempio? Tanta determinazione e altrettanta ferocia agonistica durante l’intero match. Eh devo dire che, sotto questo punto di vista, Giorgione Chiellini è assolutamente un virtuoso della sfera ovale.  
Mi meraviglio che nessuno in casa giallorossa gliel'abbia mai insegnato a quei due vagabondoni che non sono altro. 

Ormai, ahimè, non mi stupisco nemmeno più di tanto perché nel calcio non esiste più la figura dell’allenatore. Ormai il ruolo è diventato solo manageriale. E a questo punto, eh già, domandarsi è lecito: E se ci fosse stato sulla panchina della Roma un maestro come il boemo, Zeman? Beh sono sicuro, al cento per cento, che i vari Under e Kluivert sarebbero diventati due ali con il pelo e il contropelo. Stesso giochino fatto alle spalle di Batigoal: Mancini, Petrescu, Matrecano, Consacra, Codispoti, Picasso, Barone, Shalimov, Kluivert, Baiano, Under. 
Mamma mia! Ma come giocava il Foggia dei Zdeněk Zeman? Pozzo, facci un pensierino finché sei in tempo. Del resto Zdeněk ha appena 73 anni, soltanto 34 in più di Zlatan.
E invece, ahimè, Justin e Cengiz si sono rilevati come due pippe colossali. Così scarsi da fare invidia a calciatori del calibro di Ranocchia e Rugani.   
Per questa valida motivazione, ho assolutamente colto con entusiasmo la scelta della Roma di spedirli il più lontano possibile da Trigoria. Il turco in Inghilterra e l’olandese in Germania. Fuori dalle palle di Trigoria. Magari lontani dalla Capitale, Justin e Cengiz avranno la fortuna che meritano: Quella di entrare a far parte finalmente di una boy band musicale! Perché Il calcio non fa per loro. Meglio la musica!

Anzi, a dirla tutta, la loro cessione è stata un miracolo. A questo punto suggerisco di abolire per sempre la figura del Direttore Sportivo nell’organigramma della Roma. Visto i danni fatti da quel pelatone di Monchi a Trigoria. E mai possibile che i pelati a Roma danno sempre un po' d’acido? Spalletti docet. Pastore purtroppo ce lo dobbiamo tenere sul groppone. L’argentino sta troppo bene a Roma. Del resto come dargli torto. Roma è una delle città più belle del mondo. Tecnicamente il calciatore non si discute. E’ un grande campione. Al contrario fisicamente è sempre rotto. Tifosi della Roma non preoccupatevi per questo. Dan si sta informando con il suo commercialista. Vorrebbe usufruire del bonus del 110 per cento per rifagli gratis il cappotto. Magari l’argentino - ai margini del progetto tecnico in simbiosi con le mura Trigoria - in questo modo renderebbe almeno lo spogliatoio giallorosso più caldo. È una possibilità tra le tante.  Assolutamente da prendere in considerazione.  
Sarebbe stato un colpo al cuore poi vedere il gigante buono in coppia con quel “Cristiano” di Ronaldo. Per fortuna, poi, la Juventus ha comprato Morata, preferendolo di gran lunga a quella vecchia volpe di Dzeko. La moglie di Alvaro aveva grande nostalgia di Torino. Lo spagnolo alla Juventus l’hanno ripreso principalmente per questo motivo. Adrea Agnelli sembra un po' burbero, ma in realtà il ragazzo è un bravo figliolo. Del resto è cresciuto in una “Grande Famiglia”, dove tutti si volevano tanto, ma tanto bene. Anche grazie all’esempio “virtuoso” di quei santi uomini di Moggi, Giraudo e Bettega. E il dr. Agricola ce lo vogliamo dimenticare? Che brav’uomo! Portava ogni giorno i farmaci gratis a tutti. Ce ne fossero di uomini come quelli nel mondo del pallone! Bei tempi ma anche questi non sono malvagi per i bianconeri.  

Ma ritorniamo al colpo Morata. Andrea era venuto a conoscenza da un’amica in comune del profondo disagio di Alice (la moglie di Morata). Del resto, ahimè, stare lontano da casa non è facile per nessuno. La giovane coppia, poi, viveva in un piccolo monolocale alla periferia di Madrid. Per raggiungere il centro della capitale spagnola, Alice prendeva le Tres Nord (la donna aveva trovato una fonte di reddito integrativa come operatrice in un call center). Non vi dico. Ritardi su ritardi da parte della compagnia ferroviaria spagnola. I due erano stufi, decisamente meglio le compagnie di trasporto italiane.
Ebbene, quando Pirlo ha confidato a al suo Presidente la necessità di avere un altro attaccante in rosa, beh, quel santo uomo di Andrea ha subito pensato ad Alice… Riportiamoli a casa! A cose fatte, Andrea quando l’ha saputo da Paratici si è sentito un po' un Pirlo. Il bresciano voleva a tutti i costi Edin Dzeko. Ma da buon juventino acquisito non ha proferito verbo anche perché difficilmente ci riesce in condizioni normali.
Ricordate il paragone tra Insigne e Maradona? Decisamente molto meglio Morata di Dzeko… E per questo non vorrei aprire un altro questionario. È oggettiva la questione. Il caso Morata è chiuso!
E io da terrone emigrato al nord mi sono commosso da cotanto nobile gesto da parte della famiglia Agnelli. Per questa ragione ci tengo ad augurare ai gobbi personalmente tutte le soddisfazioni del mondo. Ehm, e possibilmente senza l’aiutino del sig. Orsato… o dell’arbitro di turno.

Ad aggiungere qualità ed esperienza al reparto offensivo della Roma è stato preso nientepopodimeno che Pedro Eliezer Rodríguez Ledesma, meglio noto come Pedro o Pedrito. Sono sicuro che il ragazzo di soltanto 33 primavere alla Roma farà più che benissimo alla corte di Fonseca. La classe non gli manca di certo. Questo è uno che in carriera ha giocato in coppia con Messi. E’ stato uno dei protagonisti indiscussi nel mitico Barcellona del Tiki Taka. Nel suo curriculum vitae c’è evidenziato a lettere cubitali, 160 goal in 585 partite. Tanta roba per la Capitale. Tutto ciò sempre e soltanto Fonseca permettendo. Perché il gioco offensivo della Roma è un po' latitante negli ultimi mesi.
Con Charles Pérez e il neo acquisto Borja Mayoral, il reparto offensivo della Roma merita un bel otto senza alcuna riserva. Aspettando con ansia il recupero di Nicolò Zaniolo. Piccola nota dolente è stata la cessione affrettata di Diego Perotti. Forse perché si dava per scontato il ritorno a casa di Stephan El Shaarawy? Una mossa un po' da principianti. E’ qui si sono viste tutte le lacune della nuova società.  
Personalmente ritengo Diego Perotti un ottimo calciatore e comunque un buon rincalzo, magari il sostituto naturale di Mkhitaryan. Staremo a vedere perché soltanto il tempo ci darà una spiegazione logica. 

#CENTROCAMPO
A centrocampo la Roma non ha acquistato nessuno di rilevante. Qualcuno che possa portare un valore aggiunto nel reparto nevralgico del campo. Un gravissimo errore tattico e tecnico. Gli obiettivi importanti si raggiungono soprattutto con una grande mediana. Vorrei ricordare alla dirigenza USA giocatori come Di Bartolomei, Ancelotti, Prohaska e Falcão. Gioco facile perché stiamo parlando del centrocampo titolare della Roma scudettata.  Magari e perché no? Si poteva fare un piccolo sforzo economico per prendere in prestito Lucas Torreira in uscita dall’Arsenal. Così non è stato fatto, purtroppo, e ci dobbiamo accontentare. E non è poco considerando il periodo di crisi. Per questa ragione il centrocampo della Roma merita un bel sette, soprattutto perché non sono stati venduti i pezzi pregiati della rosa giallorossa.  

#DIFESA
Il tasto dolente per il calciomercato della Roma è stato in difesa. Da otto e mezzo la trattativa che ha riportato a Trigoria il forte difensore centrale, Chris Smalling. Una bellissima storia di calcio.
Da dieci in pagella la trattativa di mercato che ha sottratto agli odiati cugini un profilo difensivo di tutto rispetto come quello di Kumbulla (il sogno erotico di Indaco). Ma la Roma merita 0 per non aver sistemato entrambe le fasce. Bruno Peres, Santon e Karsdorp sono l’anti-calcio professionistico per eccellenza. I terzini per caso. Perché? Peres è in grado soltanto di offendere (tra l’altro solo quando è in forma, previa una convergenza di entrambi i piedi), Santon è capace a mala pena di difendere (parolona grossa per un italiano solo all’anagrafe) e infine Karsdorp…mamma mia! L’olandese non è capace a fare nulla de’ che all’interno del rettangolo verde. Insomma la Roma è messa malissimo sulle fasce. Di peggio c’è solo la Juventus tra le big d’Italia. Di conseguenza quest’anno in difesa ci sarà da soffrire. Molto! Sulla fascia sinistra abbiamo il solo Spinazzola che all’occorrenza può essere utilizzato sulla fascia destra. Incredibile la storia calcistica di questo ragazzo. Non è stato preso dell’Inter perché non ha passato le visite mediche. E adesso, dopo soltanto pochi mesi, si ritrova ad essere il titolare inamovibile di entrambe le fasce della Roma…!  Per questa criticità Kolarov si doveva tenere. E comunque non è stato sostituito con un profilo di eguale valore tecnico. Se fossi il DS della Roma, farei più che un pensierino all’attuale mercato degli svincolati. Ad esempio? Come terzino sinistro si potrebbe pensare ad Asamoah. E invece come terzino destro c’è il trentacinquenne Valencia, nonché l’ex capitano del Manchester United. Un usato sicuro! 
Insomma, questa Roma è in fase di costruzione, sperando che la stagione in corso sia decisamente migliore di quella precedente…

Per quanto mi riguarda, dopo il fattaccio di Torino, ho deciso di disdire con effetto immediato l’abbonamento decennale con Sky Calcio. Sia messo a verbale Sig. tifoso di calcio. Questo Sport non mi appassiona più come un tempo. Ma io la mia e amata squadra del cuore non l’abbandono. Mi diletterò a guardare le partite dei giallorossi con la telecronaca in russo, rumeno o in cinese o in qualsiasi altra lingua al mondo. Poco importa se nella mia vita non ci saranno più gli Adani o i Bergomi. Perché un fatto è certo!
Di sicuro lo farò gratis! Gratis! Gratis! Così Dan impara a non comprarmi un terzino decente… cafù!

Arsenico17