Ed anche quest'anno siamo affacciati sui social a osservare chi prenderà e chi venderà la nostra amata squadra del cuore.
Le rubriche del calciomercato sono ormai visitate in lungo ed in largo, alla ricerca della notizia che ci farà gongolare o la notizia che ci manderà in depressione.
In realtà le contrattazioni possono essere depositate dal primo di luglio, a meno che non siano contratti da parametri zero, che seguono un'altra strada regolamentare. Ma intanto le squadre ed i loro manager sono già al lavoro da un pezzo e direi che qualche colpo è in dirittura di arrivo.
Le grandi società si stanno muovendo con molta sagacia, perchè le risorse non sono molte e i mosaici da incastrare sono sempre più complicati. Sappiamo che soldi non ce ne sono, e le ultime regole sul Fair Play finanziario e sulla regolarità finanziaria sostenibile hanno logorato ancora di più le già martoriate casse delle società, che cercano in tutti i modi di fare acquisti che migliorino la situazione tecnica della rosa a disposizione.
Intanto non mancano i proclami, che aggiudicano l'uno e l'altro giocatore alla destinazione di questa o quella squadra, ma si pensa che ci siano molti depistaggi ed alcuni proclami sono ad uso dei tifosi, sia per tenerli buoni e sia per invogliarli all'abbonamento. 

E qui si vede la fantasia al lavoro. Ovvero come comprare senza soldi e rivendere a chi soldi non ne ha!
Un maestro di questi "colpi" è senza dubbio Marotta, che ha appena venduto un giocatore a 115 milioni, e l'anno dopo lo riottiene in prestito, svalutato e possibilmente con possibilità di riacquisto a rate posticipate. Mi riferisco a Lukaku, che l'anno scorso se ne andò al Chelsea con il petto in fuori, e che oggi ritorna all'Inter con la pancia vuota ed il morale sotto le scarpe. L'avventura non ha funzionato, e la fortuna di Marotta e di Lukaku è quella di avere trovato una società come il Chelsea, appena passata dalla tempesta moscovita del suo presidente padrone, Abramovic, che ha subito venduto la compagine societaria, praticamente svendendola. Così si ritrovano a dovere fare i conti con ingaggi da risistemare, giocatori a fine contratto e debiti da saldare. Ed in questo scenario apocalittico, Marotta ha trovato la giusta sponda. E Lukaku, separato in casa da mezzo campionato, ne ha tratto la via d'uscita. E la dichiarazione d'amore è passata da Londra a Milano, come il canto di un usignolo triste.
Ma le situazioni non sono sempre rosee, vedi ad esempio la telenovela Dybala.
Attore sempre Marotta, ma che stavolta ha cambiato uccellino, e si è trovato Paulino, ancora con gli occhi lucidi per avere lasciato la sua "amata" Juventus, vecchia "Signora" che non gli ha più corrisposto l'amore eterno che si erano promessi. E sembrava che il nuovo sposalizio si dovesse consumare, ma l'irrompere dell'occasione Lukaku ha sconvolto i piani ed ha rimandato la questione a data da destinarsi. E non è la prima volta che Lukaku e Dybala si incrociano, e fu quando un paio di anni fa la Juventus aveva praticamente l'accordo con il Manchester United  e lo stesso Lukaku, ma Dybala non si prestò allo scambio, si impuntò e rimase a Torino, così Marotta, svelto nell'inserirsi tra le parti, ha soffiato il gigante Belga alla Juventus e lo ha portato a Milano, sponda Inter.
Oggi abbiamo la nuova situazione, con Dybala senza squadra, il suo procuratore senza limiti, e il cerino che sembra rimanere in mano al giocatore argentino. Certamente l'essersi affidato ad Antun, non gli ha portato molta fortuna. Con la Juventus l'anno scorso aveva praticamente il contratto rinnovato, ma l'impossibilità di adempiere ai contratti di Antun, fermò il tempo, e così anche la Juventus ebbe un'altra occasione: Vlahovic! Paulino era uscito dai programmi della società bianconera, anche per via delle sue continue precarie condizioni fisiche.
Ora vediamo cosa succederà, seppure Marotta abbia conservato l'interesse per il giocatore, la questione si complica dal punto di vista tecnico e finanziario. Lukaku si aggiunge a Lautaro Martinez, Dzeko, Correa e Sanchez. E in questo scenario tecnico, Dybala è di troppo. Ci vorrebbe l'uscita di qualcuno di costoro, come Dzeko, Correa e Sanchez, ma se da una parte il mercato non consente facili uscite, dall'altra ci sono giocatori con ingaggi pesanti e sembra che non se ne vadano via facilmente, visto che nessuno gli garantisce gli stessi soldi. Ed è la grande scommessa del nuovo mercato. Riuscire a diminuire gli ingaggi, senza incontrare troppe resistenze o vendere ad altre squadre, che se non garantiranno lo stesso ammontare, possono almeno spalmare per più anni la somma da corrispondere. Bisogna solo vedere se i giocatori vorranno approfittare di tale opportunità, oppure approfittare del buon ingaggio e rimanere, potendo alla prima occasione andarsene, o a parametro zero, o con qualche buonuscita. 

Situazione che vede anche altre squadre alle prese con le vacche grasse da dimagrire.
Il Napoli, ad esempio, sta lottando con Koulibaly, e ha già perso Insigne. Maertens, sembra abbia invece accettato la riduzione.
La Juventus, invece ha salutato Dybala, Bernardeschi e Chiellini, ha ridotto le spettanze di Cuadrado ed ha rinnovato ad altri giocatori con ingaggio minore ma spalmato nel tempo. Ma nel frattempo ha la grana De Ligt. Il ragazzo pare abbia molti estimatori all'estero, e la scuderia Raiola vorrebbe monetizzare, ma mancano ancora due anni di contratto, e la Juventus vorrebbe rinnovare. E questo per presentarsi con più forza contrattuale con pretendenti alle prestazioni del giovane olandese. La clausola di rescissione è di 120 milioni, ma pare che nessuno la voglia pagare, ed allora si potrebbe rinnovare e consentire un abbassamento della clausola a 80 milioni. Vedremo il braccio di ferro dove porterà.
Intanto la società non si preoccupa molto, sa che può monetizzare su giocatori a parametro zero e non creare troppe minusvalenze su giocatori ormai fuori dal progetto di Allegri. Giocatori come Rabiot, Arthur Melo, Mc Kennie, Zakaria, Kean e Alex Sandro, possono salutare e lasciare un bel gruzzolo in mano alla dirigenza juventina, permettendole di continuare un mercato che sono sicuro che sarà molto vivace. Intanto sono arrivati due parametri zero, Pogba e Di Maria, con ingaggi alti, ma a parametro zero, comunque due campioni in grado di rifare partire la squadra e lo spogliatoio, mentre rimane sempre la "grana" Ramsey, sempre sul groppone, ma che potrebbe accettare una sistemazione con annesso indennizzo e possibile approdo in una squadra che lo farebbe giocare, così da potere partecipare ai mondiali con la sua nazionale.
Ci sono anche giocatori in giro che consentono di fare cassa, come Brunori, bomber del neo promosso Palermo (in serie B) o Mandragora, che il Torino vorrebbe riscattare, ma a cifre troppo basse. Probabilmente andrà a Firenze. In più c'è la situazione giovani; Ranocchia, Fagioli, Miretti e Rovella, hanno la giusta pretesa di aspirare all'inserimento in prima squadra, ma sono troppi, e qualcuno andrà a farsi le ossa in qualche altra squadra, sempre che non se le rompano. 

Il Milan è un enigma, ha seguito molti giocatori, ma al momento, il solo Origi pare sia effettivamente arrivato nella rosa di squadra. Il passaggio a Redbird, ha sortito qualche effetto non ponderabile. Ed il primo è stato pensare che ci fossero capitali per fare una sontuosa campagna acquisti, ma il patron Gerry Cardinale, ha subito raffreddato gli entusasmi, sostenendo che la sua visione aziendale è di spese contenute ed acquisti mirati di prospettiva. Intanto gli articoli migliori scappano, vedi Botman, e Maldini si sta spazientendo, a tal punto che vedo un divorzio in vista. La squadra è ben assestata, e probabilmente con due inserimenti validi, può aspirare a successi futuri.
Ma se alcuni giocatori come Kessie se ne vanno, bisogna anche sostituire adeguatamente il reparto, che oggi vede in primo piano il solo Tonali, mentre Bennacer, Saelemakers e Krunic, sembrano ai saluti finali. Nel frattempo in attacco ci sono Rebic, grande giocatore ma carattere difficile, e due vecchietti, Ibrahimovic e Giroud. Meno male che ci sono Leao e Theo Hernandez, che alzano il valore tecnico e atletico  della squadra, ma Leao potrebbe essere venduto per fare cassa. In difesa Tomori e Kalulu sono due sorprese molto liete, ma Kjaer, seppure fortissino, pare abbia molti problemi fisici, che lo avevano già segnato nel corso della sua carriera. In questa situazione, il mercato deve sopperire ad un deterioramento della rosa, ed alla sostenibilità della Champions League, che dovrà affrontare, possibilmente con giocatori di valore più elevato.

Insomma, la situazione non è facile, e si dovrà aspettare per vedere se ci saranno castagne secche o fuochi d'artificio. Perché se la fantasia va al potere, si può ipotizzare ogni scenario, anche il non immaginabile. Si parla di Neymar alla Juventus, di Ronaldo alla Roma, e chissà... Messi al Napoli.
Sognare non costa nulla, ma visti i costi, sarebbe meglio tenere i piedi ben piantati per terra. E per parafrasare Battisti: "Lo scopriremo solo vivendo!".
Saluti a tutti.