E'ormai da più di un mese, per la precisione dal 13 febbraio, che l'Inter gioca orfana del suo ex capitano Mauro Icardi.
Dalla cosiddetta "degradazione" con conseguente gran rifiuto di seguire la squadra per la trasferta di Europa League a Vienna l'argentino non è più sceso in campo.

Ieri nella partita che è costata l'addio anticipato anche all'Europa minore, causa la concomitante squalifica di Lautaro Martinez, l'Inter ha dovuto iniziare il match con un inedito Keita Balde in versione punta e chiuderlo facendo debuttare i due primavera Esposito e Merola. Il tutto mentre l'ex capitano assisteva al match seduto comodamente sul divano, si immagina leopardato, di casa sua.

Chi scrive inizialmente pensava si trattasse di una crisi passeggera in cui ognuna delle parti tirava un po' la corda per ottenere qualcosa in più  invece le voci giornalistiche odierne danno la rottura come quasi insanabile.
Icardi e la moglie-agente Wanda Nara non riescono a passare sopra la decisione societaria di privare Maurito della fascia di capitano, mentre la società nerazzurra, nella persona dell'AD Beppe Marotta, rimprovera al giocatore di aver abbandonato la squadra che dice di amare così visceralmente proprio nel momento in cui aveva più bisogno di lui.
Anche il rapporto con la piazza è ai minimi storici. I tifosi accusano Icardi di aver anteposto i suoi interessi personali a quelli dell'Inter ed in caso di una cessione a condizioni vantaggiose per il club non si vestirebbero certo a lutto.
Probabilmente si tenterà un'ultima mediazione per salvare il derby e l'ultima parte della stagione, visto che la qualificazione alla prossima Champions League non è così scontata, ma le possibilità di non vedere più il nativo di Rosario in campo con la maglia nerazzurra sono sufficientemente alte.

In tutto questo lampante esempio di panni sporchi lavati in pubblica piazza un'unica cosa rimane avvolta nel mistero: il reale motivo che portato la società a privare Icardi della fascia di capitano.
Le teorie in proposito si sprecano, irritazione per la gestione ipermediatizzata del rinnovo contrattuale da parte della Nara, contrasti insanabili con i compagni, in particolare con i membri del "blocco balcanico" e/o con il tecnico Spalletti, bizze da primadonna del giocatore, un po' tutti questi fattori messi assieme, ma non è stata fornita alcuna spiegazione ufficiale in merito.
Per cui, come dice il proverbio "a pensar male si fa peccato ma sovente si azzecca", il dubbio che si tratti di una strategia societaria per portare alla cessione del centravanti argentino senza troppi malumori da parte della piazza è legittimo.
Icardi è un grandissimo bomber ma sovente gli si rimprovera di partecipare poco alla manovra, inoltre se troppi indizi fanno una prova qualcosa di vero circa i contrasti con parte dei compagni ci deve essere. Inoltre Marotta, dirigente tutto d'un pezzo e di "scuola Juve" non ha certamente gradito le esternazioni pubbliche di Wanda circa le trattative legate al rinnovo del contratto.

Infine non bisogna dimenticare che l'Inter è sì una società ricca, Sunig è un'azienda di primaria importanza  ed il suo proprietario Mr Zhang è uno dei piu ricchi magnati cinesi, e  a giugno terminerà il Settlement Agreement stabilito dalla Uefa, però non è il Psg. La famiglia Zhang ha più volte lasciato intendere che ci saranno investimenti, anche importanti, ma non spese pazze. Ed ha anche specificato che d'ora in avanti le regole del Fair Play saranno rispettate al fine di evitare contenziosi con la Uefa ed ulteriori sanzioni.

Maurito ha 26anni, fama di cecchino spietato e molti estimatori, in Italia ed all'estero, Real e Manchester United in testa, ed una sua eventuale cessione porterebbe nelle casse nerazzurre una vagonata di soldi.
Soldi che permetterebbero all'Inter un mercato di lusso e magari di portare ad Appiano Gentile, con la mediazione di Perisic e Brozovic, il fresco pallone d'oro Luka Modric.

Probabilmente Marotta ha fatto male i suoi calcoli. Probabilmente pensava che Icardi dopo un'iniziale delusione capisse il messaggio e che dimostrasse il suo sbandierato attaccamento all'inter capendo la situazione e continuando a giocare senza fascia come che niente fosse fino a fine stagione, magari in cambio della promessa di permettergli di scegliere fra le possibili future destinazioni quella a lui più gradita.
Invece Icardi ha forzato la mano sperando di portare dalla sua parte i tifosi, di smascherare la strategia della Società e di dimostrare la sua centralità nel gioco nerazzurro.

Con il risultato che ci ha perso è l'Inter, che rischia di arrivare ad un derby finalmente dopo tanti anni crocevia della stagione per entrambe le squadre a pezzi negli uomini e nel morale.

Perché non sempre il fine giustifica i mezzi...