Dopo il rinnovo di Dzeko con la Roma, il Fato sembra puntare deciso contro i folli progetti di Fabio Paratici.
L'ennesima rivoluzione della Juve sembra infatti bloccata dal ritardo colpevole con cui si è deciso su chi puntare e su chi no, ammesso e non concesso che tale scelta sia stata fatta.
La folle passione del direttore bianconero per Icardi, con tanto di incontri casuali in giro per il mondo con la moglie agente, rimarrà probabilmente insoddisfatta: anche perché non si capisce come si possa continuare a rinforzare la Juve prendendo giocatori da squadre che arrivano regolarmente a venti o trenta punti di distanza.
L'unico pericolo dal punto di vista tecnico sarebbe infatti Dybala all'Inter, che consentirebbe ai nerazzurri di fare una plusvalenza e orientare il bonus su un centrocampista. Una volta si diceva "squadra che vince non si cambia", ma all'epoca il calciomercato non aveva ancora incontrato la bugiarda malìa delle plusvalenze.

Attendiamo dunque che la cocente esperienza di questa prima estate senza Marotta faccia il suo involontario corso, lasciando nelle mani di Sarri una rosa molto competitiva con soltanto un grande limite: il terzino sinistro, visto che il giovane Pellegrini è stato ceduto.
Per il resto, chi merita di giocare o è funzionale al progetto giocherà, chi non lo merita o non è funzionale resta a casa. Con un Europeo alle porte, molti giocatori si pentiranno di aver fatto gli schizzinosi e forse a gennaio saranno ammorbiditi.
L'anno prossimo, quando potremo valutare il lavoro Sarri con una rosa così ricca, si potrà avviare, per tempo, un eventuale rinnovo della rosa. Ricordiamoci sempre, però, che Moggi vendette Zidane al Real a marzo.
Intelligenti pauca.