Parliamo di una squadra che meno di due mesi fa era stata esclusa dalla UEFA dall'Europa League. Parliamo di una squadra che aveva un presidente come il cinese Yonghong Li che è risultato inadempiente. Parliamo di una squadra che non è stata acquistata da una nuova proprietà con un nuovo presidente, ma è stata presa dal creditore Elliott, un po' come la banca che si riprende la casa quando non si riesce a pagare il mutuo. Eppure, con il trucchetto del prestito oneroso, il Milan è riuscito a permettersi un campione assoluto come Gonzalo Higuain e Bakayoko oltre Caldara e Halinovic, e sono pure rientrati Bacca e Bertolacci. Faccio la solita domanda. Se invece di riguardare il Milan questa vicenda avesse riguardato qualche altra squadra italiana, magari a strisce bianconere, quanti oggi griderebbero "campionato falsato" sbavando come cani schiumanti di rabbia?

Oggi Fiorentina, Lazio, Atalanta, ma anche Inter e Roma avrebbero tutte il diritto di protestare per come si è rinforzato il Milan, che oggi può lottare per un posto in Champions . Dal punto di vista della giustizia formale nulla questio. Il Milan è nelle regole, bravo Leonardo. Il problema è la giustizia sostanziale. Troppo facile aggirare il fair play finanziario. Così non ha senso, tanto vale toglierlo. Servono regole più strette. Quando una squadra è in regime di violazione del FFP la UEFA dovrebbe far affiancare un suo dirigente a chi guida la società. Un po' alla lontana come avviene per le banche in crisi.

Questo consigliere dovrebbe avallare tutte le operazioni, bloccando di fatto quelle che sono degli acquisti camuffati come il prestito oneroso a 18 milioni di Higuain con diritto di riscatto a 36. Così funzionerebbe e si resterebbe nella giustizia sostanziale che motiva il FFP bloccando società come il Milan e ancora di più il Paris Saint-Germain, che con Mbappè ha dato il via al trucchetto del prestito oneroso per aggirare il fair play finanziario.