Ho preso a prestito il titolo di un notissimo film del genere cult, il "Rocky horror picture show", francamente non una rappresentazione da Oscar, ma con una bella canzone rimasta nel cuore di molti appassionati di musica: "Let's do the time warp again". Il resto è pura noia! 

Invece  non c'è stata noia al Gran premio di Montecarlo, dove è successo di tutto. Le qualifiche hanno visto una Ferrari superiore alle Red Bull, anzi due, mettendo in pole entrambe le "rosse". E partendo davanti, in una pista come Monaco-Montecarlo, si ha la probabilità di arrivare primo, poichè sorpassare in una pista così stretta e piena di tornanti e pochi rettilinei, persino corti, è un'impresa titanica. Charles e Carlos, hanno annichilito la casa austriaca, lasciandole solo la speranza che succedesse qualcosa, che so,  magari piovesse. E non si sa se ci sia un gruppo di preghiere attrezzato per la causa, ma la pioggia è arrivata. Ed è arrivata talmente forte che sono dovuti passare diversi minuti prima di partire , quindi si è dovuto ricorrere all'uso della Safety Car, che per diversi giri ha accompagnato le monoposto, ma poi persistendo la pioggia anzi, aumentando in dismisura, hanno dato bandiera rossa ed hanno fermato tutto. Attesa di circa mezzora, e poi la pioggia si ferma, e quindi si riparte, di nuovo con la Safety Car a fare l'andatura. Le squadre hanno tutte le gomme wet blue, da pioggia, perché il tracciato sarebbe impossibile da percorrere per chi avesse altre gomme  più veloci. Le Ferrari scappano, con Charles Leclerc e Carlos Sainz che comandano la gara davanti a Perez e Verstappen. La pista si sta  asciugando, e dai muretti delle case automobilistiche attendono dati per seguire le strategie più adatte, ma mancano raffronti. Ci pensa Alexander Albon che sulla sua Williams, ormai dietro abbondantemente, decide di fare il primo pit stop. Cambia le gomme e adopera le intermediate green, non ancora una gomma velocissima, ma sempre più veloce delle precedenti. Ed i primi dati arrivano, con le nuove gomme si hanno già quattro/cinque secondi in meno a giro.

La Red Bull, decide di fare entrare Perez, per provare a seguire la nuova strategia. Nel frattempo la Ferrari, decide di richiamare ai box Sainz, per fare la stessa scelta, ma Carlos si rifiuta, comunicando che secondo lui sarebbe bene si fermarsi, ma per inserire già una "slick", ovvero una gomma bianca, la P zero White. Rimane quindi ancora fuori, mentre intanto Perez comincia a recuperare sui tempi delle Ferrari, grazie alle nuove gomme. Leclerc, ha comunque sei o sette secondi di vantaggio, e può comunque tenere, anche se un overcut non è possibile, visto le differenza di pneumatici. Alla fine, dopo il pit stop di Verstappen, finalmente Sainz viene richiamato per il cambio. Ma nel frattempo viene comunicato a Leclerc la stessa cosa, e quando si accorgono che hanno le due monoposto nella pit lane, viene detto a Leclerc:"Stay out". ma ormai è tardi. Fortunatamente, la squadra riesce a fare i due cambi molto velocemente, ma viene perso troppo tempo ugualmente. Morale, Leclerc, da primo passa a quarto, mentre la posizione di testa viene occupata da Perez, secondo Sainz e terzo Verstappen. Charles, picchia i pugni sul volante, rendendosi conto del guaio successo, sapendo che recuperare a Montecarlo è impresa disperata, soprattutto in un momento di umidità eccessiva del tracciato e le solite difficoltà dello stesso. Intanto non passa molto, che viene fatto un altro pit stop, per mettere finamente le gomme slick, gialle per la Red Bull e bianche per la Ferrari, dando così ragione a Sainz, che avrebbe guadagnato un pit stop se avessero ascoltato i suoi consigli, e così guadagnare venti secondi. Succede che poi al rientro in corsia, sia Perez che Verstappen oltrepassino la riga di uscita dalla pit lane. Il regolamento è chiaro, in tali casi scatta la sanzione di cinque secondi, ma secondo i commissari, c'è stata una causa di forza maggiore, cioè le macchine hanno leggermente sbandato entrando. La spiegazone ci lascia sbigottiti, perché gli unici che hanno sbandato causa pista bagnata sono stati loro due, mentre tutti gli altri sono passati normalmente. E Verstappen occupa così la corsia mentre arriva Leclerc, mentre se si fosse tenuto nella corsia avrebbe perso la posizione. Sainz, è anche sfortunato, perché mentre rientra si trova davanti Latifi, doppiato, che non gli lascia subito la precedenza e che gli fa perdere quei due secondi che lo porterebbero ad essere primo. Come da spiegazioni avute in seguito, si può definire forza maggiore solo l'indebita occupazione della corsia, e non sbandate o altre scuse. Siamo comunque ormai abituati alla consuetudine che in Formula 1, le regole per la Ferrari si applicano, mentre per Red Bull e Mercedes si "interpretano". E questo anche in barba a quanto fu definito in un incontro tra le case automobilistiche, avvenuto precisamente per chiarire tali circostanze, e fu sancito che la corsia non si deve tagliare. Intanto causa pauroso incidente di Mick Schumacher, la Safety ritorna in pista, ma solo per rallentare ancora i tempi e permettere a chi è in testa di potere usufruire del "time out" delle due ore di gara da non superare. Così vincono le Red Bull, ma l'amaro in bocca alla casa di Maranello è forte. Leclerc, intervistato, dice chiaramente  che è furioso, e se anche parla con il "noi", l'accusa al muretto è chiara. Binotto si scusa, dicendo che forse qualcosa è da rivedere, ed aggiunge: "non è facile al Muretto". E qui non ci sto, perchè se guadagni centinaia di migliaia di euro per fare quel mestiere, non puoi dire "non è facile", devi dire piuttosto che hai sbagliato, ma non che è difficile.

Bisogna anche dire che Sainz, seppure avesse ragione sulle gomme, ha danneggiato la squadra, perché se avesse obbedito subito al comando dato dalla squadra, probabilmente ci sarebbe stato un epilogo diverso, e sicuramente non il pasticcio delle due auto in pit contemporaneamente. E se qualcuno vuole portare la discussione sulla prima guida in Ferrari, allora mi permetto di dire che se in corsa uno è in testa, la prima guida in quel momento è di chi occupa quella posizione. E se ti chiamano ai box, ci devi andare perché quel giro in più è costato quattro secondi alla squadra. Inoltre ogni punto sono un milione di euro alla squadra, quindi anche il danno economico è notevole. Per Charles c'è la magra consolazione che, seppure fosse a casa sua, per la prima volta da quando corre nelle varie formule guidate in passato,  è almeno arrivato a vedere la bandiera a scacchi, si pensi  all'anno scorso, pole position ma macchina distrutta, niente gara. Ci dobbiamo consolare sul fatto che l'anno scorso arrivare secondi e quarti non succedeva mai, anzi, spesso si subivano i doppiaggi. Quest'anno la scuderia è molto competitiva, e si spera che da questi errori, si cominci a trovare la forza per tornare a vincere. Quest'anno la macchina sembra velocissima! Auguri!