Diciamolo da subito, non siamo come gli inglesi, viviamo una società diversa, dal punto di vista civilistico, dal punto di vista giuridico, dal punto di vista sociale. Certo, l'Inghilterra, guardando al mondo del calcio, sarà sicuramente la patria del calcio, dovrà essere d'ispirazione ma adattando il quanto al contesto del proprio Paese, senza stravolgere questo mondo. Siamo il Paese delle canzoni dove la domenica si va allo stadio, dove si ascoltano le partite alla radio che ora, come ha osservato Riccardo Cucchi, con il nuovo formato del calcio spezzatino si rischia di spazzare via oltre 60 anni di calcio raccontato per radio. Perchè tutte le partite giocate in orario diverso spalmate su tre giorni rendono impossibile quel mondo del calcio vissuto attraverso l'ascolto. Ma non è solo questo. Viviamo nel Paese dove sono state liberalizzate le aperture domenicali, dove laicità e sentimento religioso convivono a volte facendo duramente a cazzotti, e dove il calcio, lo sport nazionale per eccellenza ne sta uscendo con le ossa rotte. Si è andati oltre i propri mezzi, le proprie possibilità, tante società indebitate e la dipendenza dai diritti televisivi è enorme. Saranno le TV a dettare legge ora più che mai, il sistema calcio può indignarsi quanto vuole, potrà forse ottenere qualche limatura ma non ha la possibilità di dire no. La palla questa volta passa ai tifosi. Con il più classico degli strumenti. Quello del boicottaggio. Non abbonarsi è il segnale giusto che si deve dare a questo mondo del calcio spezzatino. Certo, c'era già, lo sappiamo, ma non così estremo.
Ritornare al calcio domenicale sarebbe l'ideale, ma oggi non è compatibile con le regole dettate dalla società e da competizioni europee che arricchiscono le casse di tanti club. Ma non così estremo. Uno spezzatino indigesto per il calcio.

Dipenderà tutto dai tifosi. Se lo accetteranno, significherà aver alzato bandiera bianca, se si inizierà a boicottare questo modo di imporre le proprie visioni solo perchè si finanzia il calcio, qualcosa forse si otterrà. Insomma, i tifosi ora hanno la possibilità di ritornare ad essere i veri protagonisti, si spera.