La follia antisportiva targata Perez-Agnelli e denominata Superleague è fortunatamente naufragata, ma i problemi da loro posti sono veri e vanno affrontati al fine di essere risolti: l'attuale Champions League è una competizione stantia che diventa interessante solo dai quarti in poi e solo in determinati casi agli ottavi, ma per il resto è abbastanza scontata e alcune squadre che vi partecipano sono del tutto inadeguate a un palcoscenico di tale livello.
Una riforma serve e va fatta unendo le ragioni dei creatori della Superleague con i valori fondamentali del calcio, in questo articolo verranno esposti con precisione i punti e le soluzioni sui quali la UEFA dovrebbe agire.
In primo luogo vanno modificati i campionati nazionali, non nella formula ma nella struttura, che nello specifico devono passare da venti a sedici squadre poiché le ultime quattro (due nel caso della Bundesliga) sono quasi sempre squadre materasso che possono poco contro tutte le altre e portano a sfide scontate soprattutto contro i top-club. In tal modo i campionati diverrebbero più interessanti, più seguiti e allo stesso tempo più corti, presentando trenta partite invece che trentotto, lasciando così spazio a una nuova Champions League che rappresenta il fulcro di tutta la questione.
Essa deve essere un vero e proprio massimo campionato europeo d'eccellenza alla quale partecipano ventidue squadre composte dalle vincitrici, dalle seconde e dalle terze classificate dei campionati delle federazioni che occupano le prime cinque posizioni del ranking UEFA, dalle vincitrici dei campionati delle federazioni che stanno dalla sesta alla decima posizione e dalle vincitrici dell'Europa League e della nuova Conference League; nel caso la vincitrice di una delle due competizioni europee minori sia già qualificata alla nuova Champions tramite il campionato, vi si qualificherà la finalista perdente e nel caso anch'essa fosse già qualificata, ad occupare gli ultimi due posti disponibili in Champions vi andrà la quarta classificata del campionato della vincitrice.

Queste ventidue squadre dovranno affrontarsi in un girone all'italiana che durerà dalla prima settimana di Agosto alla prima settimana di Maggio, fermandosi solo nelle settimane dedicate alle nazionali, e ad esso seguiranno nella prima settimana di Giugno le famose "finals del calcio europeo" finalizzate ad attrarre interesse di livello globale, in uno stadio prescelto, in semifinali e finale in partite secche nelle quali si scontreranno le prime quattro classificate del girone.

I vantaggi di questo nuovo sistema sono molteplici. Prima di tutto accorcerebbe i campionati e li renderebbe più interessanti, alzerebbe vertiginosamente il livello competitivo della Champions League e soddisferebbe tutti poiché semplicemente sarebbe la realizzazione della tanto agognata Superleague ma con la differenza cruciale che sarebbe meritocratica, poiché qualunque squadra vi si qualificherebbe tramite il campionato o la vittoria di una delle due competizioni europee minori.
In totale le squadre partecipanti alle competizioni continentali dovranno sostenere settanta partite su un arco temporale di dieci mesi, un carico di lavoro perfettamente sostenibile eliminando le coppe nazionali, ormai di scarso interesse ai giorni nostri, e da rose più lunghe e più forti e non mirate al risparmio come la maggior parte delle squadre fa oggi.

Come fare ciò?
Eliminando il Financial Fair Play perché le squadre di calcio sono aziende ed è totalmente insensato che un proprietario di un'azienda non possa investire su di essa la quantità di denaro che ritiene necessari
a; non vogliamo calpestare i valori dello sport, ma visto che parliamo di un business miliardario, neppure quelli dell'economia.
Fatemi sapere cosa pensate di questa riforma.