Il gol di Maradona all'Inghilterra nell'86', DidìVavàPelèGarrincha detto tutto d'un fiato, Il barcellona di Guardiola, gli olandesi del Milan, quelli dell'82 e del 2006...sarebbero le stesse meraviglie se non ci fosse la gente, se non ci fosse un popolo pronto ad alzarsi e gridare alle magie, se non ci fossero persone pronte a fare fine interminabili pur di toccare con un dito o vedere i propri idoli? Probabilmente senza di noi che ci esaltiamo, arrabbiamo, emozioniamo per il calcio, tutto ciò avrebbe lo stesso valore di un campionato under 12 di Badminton.

Allora perchè chi governa il nostro calcio continua a tagliare fuori i tifosi e quindi le emozioni da questo gioco? 

Una domanda che spesso non trova risposta e che si ripresenta forte più che mai alla folle decisione della lega calcio di vietare la fascia di capitano personalizzata, decisione che impedisce ad una squadra come la Fiorentina che ha perso il suo caro capitano Astori, di ricordarlo a ogni partita con quel simbolo indossato da lui, la fascia di capitano. 

Se il ricordo di una persona cara che se n'è andata è forse una delle peculiarità dell'animo umano, perchè non può esserlo del calcio? Perchè un bambino nato sotto il Giglio, non può sognare di indossare quella fascia e segnare alzandola al cielo, a ricordare quel campione per cui ha pianto tanto? 

Questo non è più calcio, questo è una piazza affari mascherata, dove non c'è spazio per i sentimenti ma c'è spazio per i soldi dei tifosi nelle casse di chi questo gioco lo sfrutta e l'ha reso poverissimo, povero di idee, talento e sopratutto emozioni.