Commozione, orgoglio per quello che anche quest'anno la Juventus ha regalato ai suoi tifosi. Uno scudetto che ha dell'incredibile per come è maturato. Prima la sconfitta con il Napoli, poi la vittoria a dir poco rocambolesca contro l'Inter, coincisa con la sconfitta del Napoli a Firenze. Mai come quest'anno è facile individuare il punto di svolta: quei cinque minuti finali a San Siro. Solo la Juventus avrebbe potuto crederci ancora, dopo lo svantaggio e col morale sotto le scarpe. Confesso che sono stato il primo, davanti allo schermo, a dire a me stesso: questa volta non c'è niente da fare, è finita! Il Napoli ha vinto. E lo avrebbe fatto meritatamentente, perchè se il campionato è stato così interessante, avvincente, intrigante il merito è solo del Napoli che con una rosa infinitamente meno profonda di quella della rivale, ha sfiorato un'impresa che può essere definita tranquillamente titanica.

Poi improvvisamente i ragazzi (i giocatori) mi hanno ricordato una cosa fondamentale: la Juve non molla neppure sul letto di morte. E dopo il pareggio, ero convinto che sarebbe arrivata anche la vittoria perchè (devo ricordarmi di non scordarlo mai) l'unica cosa che conta in casa Juve è la vittoria. Qualunque altra squadra avrebbe ringraziato i santi protettori per il pareggio al 90', e avrebbe atteso la fine dell'incontro. Ma la Juve no! I ragazzi si sono gettati a capofitto in area avversaria. Sapevano che l'avversario era ferito e lo hanno azzannato al collo. E' questa la mentalità della Juventus, ed è la prima vera ragione dei successi della Vecchia Signora.

Dopo la sconfitta con il Napoli chiunque avrebbe potuto dire con serenità: "pazienza, ci abbiamo provato, non si può vincere sempre, onore a loro, riproveremo l'anno prossimo". Invece, chiunque indossi i colori bianconeri sa che la pelle si vende cara fino alla fine, e fino al 90' dell'ultima partita bisogna lottare, perchè questo è il Dna della Juventus. E' solo grazie a questo Dna vincente che oggi possiamo festeggiare, noi tifosi e la società, la vittoria più bella e soddisfaciente perchè ottenuta lottando con le unghie e con i denti, come avrebbe fatto qualunque provinciale.

E per questo Dna extraterrestre dobbiamo innanzitutto ringraziare la società, che trasmette i giusti impulsi, che non si sogna mai di mettere in discussione i propri tesserati (nessuno si muove da Torino se non è lo stesso giocatore a chiederlo), che tratta Buffon, Dybala, Higuain esattamente come Sturaro Rugani o Pinsoglio, perchè il gruppo è l'arma segreta della squadra, e Allegri lo ha chiaro in mente prima di ogni altra cosa. Al termine di ogni gara sembra una litania stucchevole, ripetitva fino allo sfinimento. Ormai le sue interviste sono scontate. Ma Allegri parla del gruppo favoloso che ha a disposizione perchè è davvero grazie al gruppo che la Juventus perpetua le sue vittorie, un gruppo che come una spugna ha assorbito e assorbe la "mentalità Juve".

E ieri alcuni membri di questo gruppo ci hanno salutato. Non voglio partire da Buffon, può sembrare scontato. Ricordo invece in primis quanto affermato da Asamoah nei giorni scorsi. Dalle sue parole traspariva emozione e orgoglio per aver indossato i colori bianconeri. Lui che è arrivato da una piccola realtà di provincia e si è ritrovato sommerso da titoli, trofei, vittorie che mai avrebbe potuto immaginare. La seconda persona che voglio ricordare è Stephan Lichtsteiner, uno che sembra sempre messo in discussione (forse perchè, come diciamo dalle nostre parti, ha un "malu carattere"), e invece è uno di quelli più attaccati alla maglia. Lo Swiss Express che non si ferma mai, un moto perpetuo. Anche lui ieri ci ha commosso perchè anche lui è arrivato al capolinea della sua avventura con la Juventus, e non vederlo più con la nostra maglia sarà triste. Su Gigi potrei solo essere banale e scontato perchè tutto è stato detto su di lui. Solo una cosa mi permetto di sottolineare: l'uomo! A quanti compagni si è avvicinato per sussurrare qualcosa all'orecchio? Cosa avrà detto a Marchisio ieri pomeriggio? Sempre una parola di conforto per tutti. Pure gli ultimi arrivati (vedi Douglas Costa) parlano di lui come di un padre putativo, e se l'inserimento nella Juventus è facile per tutti è perchè c'è (ormai c'era) Buffon che aveva sempre qualcosa da dirti. Perchè l'uomo Buffon è colui il quale va da Donnarumma a consolarlo e a incoraggiarlo ("hai solo 20 anni"). Perchè l'uomo Buffon è colui che prima dell'inizio di ogni partita, anche di un quarto di finale contro il Real, abbraccia l'avversario dopo il sorteggio, augurandogli "in bocca al lupo".

Quindi, assieme al carisma della società, i meriti di queste interminabili vittorie sono da attribuire a gente come questi qua, che alla Juventus hanno regalato la loro intera carriera, che mai hanno messo in discussione le scelte dei loro allenatori, che a volte hanno preferito a loro compagni di squadra che mai li hanno fatti rimpiangere. Certo, arriva per tutti il momento di lasciare, perchè sul finire di carriera chiunque ha voglia di provare nuove avventure, soprattutto dopo aver vinto così tanto con un'unica maglia. Loro ringraziano la Juventus, e noi tifosi ringraziamo loro per quanto ci hanno dato.

Anche chi resta deve essere loro grato, perchè la mentalità Juventus si consolida grazie ai senatori che come loro hanno vissuto pienamente il clima Juve. Ed è la ragione per la quale è facile per chi arriva proporsi come senatore, proprio perchè depositario dei valori che i loro predecessori hanno lasciato in eredità. Solo così la Juventus può allungare il suo ciclo di vittorie, solo se i giocatori che arrivano sono non solo campioni di calcio, ma uomini con dei valori.