Tutto ha un inizio e una fine, ma il problema di tanti è che non sanno godersi il "durante". Recitava così un antico detto, e come spesso succede nella vita alla fine i vecchi proverbi sono quelli più salutari. Come il mondo dello sport, trafitto ma non abbattuto dalla forza dirompente del Coronavirus, nonostante i continui attriti che continuano a sorgere in alcuni paesi. Tra questi non figura la Germania, unica nazione in grado di decretare l'avvento del calcio 2.0. Anomalie, novità e tanta voglia di riscatto, anche se tutto è ricominciato da dove lo avevamo lasciato. Un po' come capitato nel derby della Ruhr tra Dortmund e Schalke 04, giocato per la prima volta nella storia a porte chiuse, ma mai privo di quel fascino delle grandi occasioni che ha portato i tedeschi a riunirsi nei bar del centro per tifare le loro squadre, rispettando ovviamente la distanza di sicurezza. Un match che ha fatto da apripista, ma se il buongiorno si vede dal mattino a continuare a brillare è sempre lui, Erling Haaland; che pozioni magiche ha assunto il norvegese durante questa quarantena? Domanda lecita, ma priva di fondamento per un campione. Nonostante la bagarre europea che aveva incorniciato il mercato di gennaio, alla fine è stato il Dortmund ad avere la meglio soprattutto su Juventus e Manchester United. Una scelta azzeccata, testimoniata dai numeri, decimo gol in nove gare giocate in Bundesliga per il norvegese. Bottino da urlo, soprattutto per Favre che ha avuto il merito di improntare una filosofia di gioco offensiva, come i restanti tre gol inflitti alla difesa futile e mal posizionata dello Schalke. 

LA RISPOSTA DEL BAYERN - Non poteva di certo mancare la risposta del Bayern Monaco, impegnato sul campo dell'Union Berlino. Molti definivano questa giornata come decisiva nelle sorti del campionato, ma ancora una volta i ragazzi di Flick si sono resi protagonista di una prestazione convincente. Ritmo basso, gestione dei nervi e qualità offensive. Il classico marchio di fabbrica dei bavaresi, passati in vantaggio grazie ad un rigore segnato da Lewandowsky ma sempre in partita, come nel secondo tempo quando ci ha pensato Pavard a raddoppiare. Sembrerebbe il solito Bayern, pesce grande in Germania ma preda in Europa; la sensazione è che l'avvento del Coronavirus possa aver ribaltato i piani, perchè i bavaresi visti in azione nel pomeriggio di ieri, nonostante una qualità fisica ancora non al top, possono lottare anche in Champions. La prima risposta è arrivata, indirizzata ad Haaland e a tutti coloro che pensavano di avere accorciato il gap con la capolista.

UN KLASSIKER SILENZIOSO: - Segnatevi una data sul calendario: martedì 26 maggio. Sarà un evento unico e raro in tutta la Germania. Il giorno del Klassiker, la sfida eterna tra il Bayern e il Dortmund, giocato in un Signal Iduna Park deserto. Mai come in questa stagione la guerra tattica tra Favre e Flick rappresenterà l'estremità di un filo tanto sottile quanto difficile a spezzarsi; fallire un appuntamento del genere significherebbe per i gialloneri accontentarsi del secondo posto (Lipsia permettendo), ma un eventuale trionfo renderebbe scoppiettante il finale di stagione. Quello che si aspettano i tifosi neutrali, per godersi il termine dell'avventura con il fiato sospeso.
Perchè il "durante" vale più dell'inizio e della fine, anche nel calcio 2.0