Il Manchester City esce ai quarti di Champions League per il terzo anno di fila. Un sconfitta clamorosa quella contro il Lione, che dimostra che il City non è all'altezza per competere per la vittoria della Champions League. Questo fatto è molto clamoroso se pensiamo ai soldi spesi in questi anni dalla proprietà, ma non basta spendere tanti soldi per arrivare in fondo in Champions. Serve una squadra solida, che giochi da collettivo e abbia giocatori di esperienza e qualità in tutti i reparti.

Sopratutto un'idea di gioco che consenta di valorizzare i giocatori che ci sono nella rosa. In questo senso Guardiola non sta rappresentando il valore aggiunto, quel qualcosa che avrebbe dovuto far fare il salto di qualità alla squadra inglese. Invece ha fatto peggio del precedessore Pellegrini che almeno la semifinale di Champions l'ha raggiunta. Guardiola dopo il Barcellona in 7 anni di Champions tra Bayern e City non è mai ritornato in finale di Champions, neanche una volta. Non si può certamente affermare che non abbia avuto rose all'altezza. 

Dall'allenatore più pagato al mondo non ci si aspetta che si adegui al Lione. Ieri ha abdicato al suo modo di far giocare la squadra per schierare un assurdo 3-5-2, togliendo alla squadra la possibilità di esprimersi al meglio. Nel secondo tempo, tornato a uno schema più consono, il City ha giocato meglio che nella ripresa, anche se non è stato sufficiente. Probabilmente il fatto che il City non sia mai competitivo per la coppa internazuonale è dovuto al fatto che in difesa non ha giocatori importanti, che sappiano reggere e guidare il sistema difensivo. Tuttavia da Guardiola, ritenuto dalla grande massa mediatica calcistica il miglior allenatore del mondo, ci si aspettava molto di più. Sopravalutato?

Giancarlo Bassano