Il calcio negli anni ha avuto tante evoluzioni, se pensiamo che nella sua storia ha avuto moltissimi regolamenti, che soprattutto negli ultimi 40 anni hanno cambiato e non poco il vero gioco del calcio. Le modifiche furono apportate nel tempo, come il bloccare il calcio al di fuori della nazione, quindi ripopolando il nostro calcio pieno zeppo di stranieri negli anni 50-60, per poi sbloccarlo pochi anni dopo ma con un tot di stranieri dai due ai tre per ogni squadra. Negli anni ottanta dopo varie critiche fu abolito il retropassaggio al portiere, che al tempo poteva bloccarla, fu tolto perchè spesso nei minuti finali si giocava al 'io te la passo, tu me la ripassi' tra difensore e portiere e il risultato di 1-0 per la maggiore era certo. Arrivando agli anni nostri, poi c'è stato un exploit; Dal controllo al Fair Play Finanziario, agli slot per gli stranieri, al Var che tanto fu chiesto dagli anni settanta in poi, trovando poi luce soltanto pochi anni fa. Questo è stato il calcio fino ad oggi, ma non solo, perchè i giocatori che hanno calcato e calcano il campo, hanno avuto anche l'opportunità di giocare al calcio, anche dopo gravissimi infortuni, cosa che al in tempi remoti non era possibile, soprattutto se l'infortunio era al testa. Oggi andiamo a parlare di due giocatori che hanno subito fratture al cranio e sono riusciti a tornare in campo e recuperare da tale infortunio continuando a giocare. Ma ricordiamo i pro e i contro che ebbe questa introduzione.

Nel 2003 la FIFA, dopo accertamenti vari, anche molte critiche, introdusse oltre alla maschera protettiva, per rottura di zigomi o naso anche il 'caschetto', una protezione che avrebbe evitato colpi pericolosi per chi aveva ricevuto la rottura del cranio. Questo però venne criticato perchè portava molte persone a pensare che il calcio era uno sport pericoloso, come Rugby o NFL, soprattutto negli Stati Uniti. Detta così fa strano, pensare che un colpo deciso potesse portare alla rottura di una parte della testa, anche se in un caso, negli anni trenta in Scozia in uno scontro perse la vita John Thomson, giovanissimo portiere ventiduenne (di cui scrissi un articolo tempo a dietro) in uno scontro testa-ginocchio con l'attaccante avversario. Questa situazione in quei tempi però oltre a suscitare lo sconcerto dei tifosi del Celtic tra le lacrime, non trovò riscontro nella FIFA che non prese precauzioni. Questo purtroppo ha poi portato negli anni a tanti altri incidenti di questo tipo che spesso hanno portato vicina la tragedia, si ricorda quello di Giancarlo Antognoni contro il portiere Silvano Martina nel 1981 nella gara Fiorentina-Genoa, dove il portiere uscì per anticipare il centrocampista viola e lo colpì con il ginocchio in pieno volto, ma  come lui tanti si trovarono a subire tale infortunio, dove molti giocatori furono costretti al ritiro perchè le federazioni non accettavano rischi di un 'miracolato', temendo che un prossimo colpo potesse essere fatale. Ecco quindi che dopo vari tentativi di introduzione delle protezioni, nel 2003 venne accolta la proposta. Ora andiamo a vedere i casi più importanti che portarono alla protezione del caschetto:

Petr Cech

Il 14 ottobre 2006, durante la partita tra Reading e Chelsea, dopo soli 16 secondi dall'inizio dell'incontro, si scontra con il centrocampista avversario Stephen Hunt, riportando una frattura al cranio ed emorragia, venendo operato d'urgenza. Trasportato in fretta e furia al St Bartholomew's Hospital, dove il professore che intervenne alla delicatissimo operazione, confessò che lo stop sarebbe potuto essere molto più lungo. Al punto da interrompere la carriera del portiere. Rientra in campo a 98 giorni dall'infortunio, il 20 gennaio 2007, nella gara contro il Liverpool, giocando da allora con un caschetto protettivo. Per tutta la sua carriera Cech sarà per tutti ''The Man with the Helmet'' (L'uomo col caschetto).

Cristian Chivu

Lo scontro più eclatante in Serie A, fù in Chievo-Inter del 2010, dove dopo un primo tempo terminato 1-0 per la squadra nerazzurra, nella ripresa dopo appena un minuto di gioco, una palla alta poco fuori dal limite dell'area nerazzurra vede lo scontro di testa tra Cristian Chivu e Sergio Pellissier, che vede il giocatore dell'Inter avere la  peggio cadendo in terra, senza perdere i sensi, ma con una grande rientranza delle testa dalla parte destra. Portato d'urgenza  Dalla diagnosi accertarono la frattura del cranio parte parietale. Il dottor Turazzi, specificò così l'infortunio del difensore romeno "Il trauma ha provocato delle fratture con l'affossamento della teca cranica verso l'interno e un sanguinamento, un ematoma di dimensioni contenute. L'intervento si è reso necessario soprattutto per la presenza di questo ematoma ed è consistito nel risollevare i frammenti ossei sprofondati verso il cervello, nello svuotare lo stesso ematoma e porre condizioni affinché l'ematoma non si riformi. L'intervento è andato regolarmente", sottolinea Turazzi. "La parete celebrale appariva indenne, la scatola cranica è stata ricostruita con l'osso del paziente e ha riacquistato un profilo normale. Tutto si è svolto regolarmente e quindi siamo abbastanza  fiduciosi affinché il paziente possa guarire senza problemi", aggiunge il dottore. "Risulta prematuro dire quando il paziente possa  lasciare l'ospedale. Ma ci sono le premesse affinché tutto possa risolversi nel miglior modo". Dopo settantasette giorni dopo l'infortunio il ritorno in campo nella gara contro il Livorno, accompagnato dal caschetto, che continuerà a portare per tutto il resto della sua carriera calcistica.