In Serie A 704 sono il totale dei giocatori di cui 383 sono stranieri, ben più del 50%, dunque. Ed i dati recenti del CIES hanno evidenziato che sono solo il 39% gli italiani che risultano essere titolari ed aver avuto maggior presenza in campo. Una media che in rapporto alle 5 big, vede il nostro Paese collocarsi al penultimo posto. Peggio di noi solo la Premier, al 35%. I francesi che giocano in Francia sono il 62.7%,  gli spagnoli, in Spagna, il 61%, i tedeschi nella Bundesliga quasi il 49%.

Dunque Italia e Inghilterra che sono tra le prime cinque competizioni quelle che hanno più stranieri, ovviamente vedono una presenza di concittadini effettivamente ridotta. Ma a dirla tutta l'Italia fa anche peggio dell'Inghilterra. Perché se la Premier League ha il 67% circa di giocatori stranieri ha in proporzione una percentuale di giocatori inglesi superiore rispetto a quella di italiani nella Serie A.

E le conseguenze si vedono. Perché se in Inghilterra sono riusciti a costruire una Nazionale che sarà la Nazionale da battere, in Italia, siamo messi male. Basta vedere nelle ultime partite quello che è successo.  Se vai a vedere la classifica attuale dei primi dieci marcatori, gli italiani sono solo 4. Ed il primo è Immobile. Ma il problema non riguarda solo l'attacco, anche il centrocampo ed una difesa che necessita a breve di essere ringiovanita.

Insomma, i dati sono chiari e gli effetti si vedono anche sul campo. Se non si possono formare le quote di stranieri per campionato, è il caso di valutare di far scendere in campo come titolari una percentuale consistenti di italiani con delle quote di stranieri?
Altrimenti dobbiamo interrogarci su cosa si intenda effettivamente quando si parla di calcio italiano, inglese, spagnolo e tedesco con un calcio moderno sempre più e giustamente globalizzato e mondializzato. Le Nazionali per come concepite o vengono riviste, aprendo le porte anche a chi gioca ad esempio in Italia, senza che sia cittadino italiano, oppure rischieranno l'estinzione perché anacronistiche rispetto alla direzione intrapresa, e non conciliabile con il sistema delle Nazionali come oggi esistente. Per fare ciò, ovviamente, andranno riviste le regole a livello globale. Dunque le Nazionali non saranno più rappresentative di calciatori italiani in quanto cittadini italiani, ma di giocatori italiani perché militano nel campionato italiano.

Per la direzione intrapresa oggi, questa è l'unica soluzione che io vedo come possibile per dare un senso ancora alle Nazionali, altrimenti chiuderanno baracca, non rappresentando più nulla e perdendo ogni senso di logica.