Come ben sapete dopo la sfuriata di Conte post-Dortmund, le notizie sul mercato nerazzurro di gennaio sono iniziate ad impallare.

Dal canto mio quella sconfitta per come è arrivata ha che vedere poco col mercato. L'Inter aveva condotto in maniera straordinaria il primo tempo. La ripresa non può imputarsi ad un calo fisico anche perchè appena 20' prima i nerazzurri con una splendida azione firmavano il 0-2. Evidentemente la lezione di Barcellona non è bastata. È andare a riposo con quel risultato ha fatto credere alla compagine del tecnico salentino di aver già vinto... Visto che stavolta non c'erano Messi e Suarez a dover riaffrontare. È di conseguenza si è sottovalutato un avversario già battuto in casa col medesimo risultato. Niente di più sbagliato.
Ma c'è ancora speranza. Visto che i milanesi restano in vantaggio negli scontri diretti con i tedeschi. Basterà vincere entrambe le prossime gare per qualificarsi ma di sicuro è più facile a dirsi che a farsi.
Le parole dell'ex CT che son passate meno inosservate di tutte nel dopogara in sintesi sono: "La squadra è stata programmata male" e "A chi chiedo esperienza internazionale, a Sensi e Barella?".
Ma Conte stravede per i due, non era un attacco diretto a loro due, ma bensì ancora a Marotta.
Sì, proprio lui. Perche ai più è sfuggito di ricollegare l'intervista fatta all'AD dell'Inter pochi minuti prima dell'inizio della sfida di Champions in terra teutonica. Quando ha chiuso definitivamente alle porte dell'idea Vidal dal Barcellona. Il vero pallino di Conte per rinforzare il centrocampo nerazzurro.
È da lì che escono i motivi delle dichiarazioni del tecnico e che sono servite anche a giustificare qualcosa che come detto prima resta ingiustificabile: Il crollo clamoroso nella ripresa all'interno del "Muro Giallo".

Ora ritornando al mercato, a gennaio è risaputo che all'Inter servono un centrocampista e un attaccante. Nonostante l'AD Varesino continui a smorzare i toni e Conte abbia diminuito il volume del caso creatosi nel post-gara.
Ma comunque resta il fatto che servono come il pane.
Perchè Borja Valero è trattato come un ex giocatore dall'attuale tecnico interista e in attacco per il rientro di Sanchez potrebbero volerci più dei due mesi dichiarati da Marotta. Quindi, per l'attacco il nome di Olivier Giroud si fa sempre più caldo. Per via del suo spazio al Chelsea che va via sempre diminuendosi, con 4 presenze in Premier League ed 1 in Champions (tutte da subentrante) e un contratto in scadenza a fine stagione la strada è più che fattibile. Ed anche Conte approverebbe visto che è un suo estimatore e lo ha già allenato per 6 mesi al Chelsea. Arrivato a Gennaio 2018 proprio per sostituire il mancato arrivo proprio come accaduto ancora, questa volta con l'Inter, dell'altro suo pallino, Edin Dzeko.

L'unico ostacolo alla trattativa dicono i giornali è il fatto che i 'Blues' abbiano il mercato chiuso fino a giugno e che comunque il francese campione del mondo è pur sempre una scelta possibile da mandare in campo. 
Ma è proprio per questo motivo che l'operazione diventa ancora più fattibile. Perchè è impossibile continuare a tenere in panca, per di più come terza scelta a giocani attaccanti che non possono vantare il palmares di un giocatore che stasera sarà titolare con la sua nazionale e che aspira ad esserlo anche ad Euro 2020. Tenerlo contro voglia è un'eresia.
Se l'affare troverà il beneplacito di Suning si farà. Come già accaduto ad altri che si son trovati in queste situazipni prima di lui. È evidente. Visto che sondando già i terreni esploratori, al francese ex Arsenal andrebbe bene un contratto trimestrale spalmando il suo attuale ingaggio pur di venire a Milano. Al Chelsea andrebbe una cifra non superiore ai 7,5 mln che eviterebbe di perdere un giocatore a parametro 0 e gli garantirebbe una piccola ma pur sempre utile plusvalenza.

Diverso invece il discorso a centrocampo. Dopo Marotta anche lo stesso Vidal sembra aver chiuso ad un suo possibile addio ai blaugrana.
E se per Kulusevski se ne dovrà riparlere a Giugno con Percassi. Perchè è impossibile che il Parma che tiene tesserato in prestito lo svedese fresco di convocazione con la sua nazionale dalla dea, accetti di farlo tornare alla base con 6 mesi in anticipo visto il suo rendimento con i ducali.
Per De Paul dell'Udinese il discorso è meno intricato. Ma il club friulano dei Pozzo si ritrova come ogni anno a questa parte da parecchio tempo ormai, a lottare contro le fanaline di coda. Anche se ora la situazione sembra più tranquilla forse a gennaio potrebbe non esserlo. È comunque con un De Paul in meno il proseguio della stagione potrebbe lo stesso complicarsi.
Va registrato però che il DS dei bianconeri Pierpaolo Marino non ha del tutto chiuso all'affare qualunque sia la situazione in classifica a gennaio. A parte però, che si tratti di cifre irrinunciabili... Ora quale sia l'ammontare dell'irrinunciabile non è dato sapersi...

L'unica cosa certa è che all'Inter il giocatore piace. Ma si parla sempre di un giocatore dal rendimento non proprio costante. E arrivare a strapagarlo, inserendolo nel complesso meccanismo tattico di Conte nel bel mezzo del campionato, quando abbiamo visto che Valentino Lazaro, giocatore voluto dallo stesso Conte, rientrato dall'infortunio, ci son voluti più di due mesi per assimilare i concetti dell'allenatore.

Beh... queste situazioni potrebbero di sicuro diminuire ulteriormente la bontà dell'operazione...