Senza i titolarissimi Calhanoglu, Theo Hernandez, Bennacer e Rebic, senza le "riserve" Leao, Krunic e Gabbia, una meravigliosa squadra in divisa bianca, ieri sera ha sbancato Cagliari.
Una marcia quasi irresistibile, gloriosa ed emozionante, la banda Pioli non si vuole fermare e i rinforzi arrivano, da Mandzukic a Meite, per fronteggiare la crisi numerica, ma anche per gestire meglio il triplo impegno che la società affronterà nei prossimi mesi.

C'è infatti una partita cruciale come il derby di coppa Italia, dove potremmo far fuori una diretta concorrente per la vittoria finale, si avvicina il derby di ritorno in campionato in un calendario denso di impegni, e a febbraio ci sarà il doppio impegno con la Stella Rossa valida per i sedicesimi di Europa League, e la banda Pioli non ha intenzione di mollare nulla, la banda Pioli vuole tutto, e vuole tutto senza alcuna presunzione, la banda Pioli vuole vincere ogni singola partita, ad ogni costo.

Vedere Kalulu dare sicurezza al reparto in più ruoli, Dalot e Brahim che navigano per il campo anch'essi in più posizioni, la crescita di Tonali grazie al tanto spazio creato dall'infortunio di Bennacer, e prima ancora Gabbia, poi Hauge (anche se un pò in difficoltà nell'ultimo mese), questa squadra ha mille risorse.
Parte tutto da una serata sotto il diluvio in Portogallo, partita pirotecnica che termina dopo una interminabile batteria di rigori, con una squadra che schiera anche il giovane Daniel Maldini e inserisce a partita in corso il giovane Colombo per l'arrembaggio finale.
Una squadra di bimbi guidati da due condottieri carismatici come Simon Kjaer e Zlatan Ibrahimovic, due fari che hanno sbagliato quasi nulla in questa stagione. 
L'obiettivo è chiaro, è la qualificazione alla prossima Champions League, e partita dopo partita si avvicina, ma guai a mollare anche solo un centimetro, non si deve mollare nulla, per tornare a casa, nel proprio habitat naturale, la Champions. Perché Zlatan non l'ha mai vinta ed è giusto che abbia questa grande opportunità, se Champions sarà...

Un ringraziamento unanime per un grande uomo, prima che un grande professionista (le due cose DEVONO andare di pari passo) come Stefano Pioli, e al grande ideatore e costruttore Paolo Maldini, ma non ci dimentichiamo di Zvone Boban, e del passo indietro di Gazidis, è una storia ricca di segreti e aneddoti, ma che ha dato il via a una cavalcata che potrebbe segnare, una volta ancora, la storia di questo club, per tornare a sognare ad occhi aperti.