Gazidis è un accountant, un contabile, e in ciò non c'è nulla di male, anzi c'è molto di positivo. Senza soldi si può fare davvero poco ed è importante che ci sia qualcuno che si preoccupi di come farli arrivare e farceli rimanere. Niente da dire, ma il problema è che, secondo me, il manager sudafricano è solo un contabile e questo limita di molto la sua capacità di pensare in grande. Al contabile, infatti, basta pensare in medio, se quel medio produce un risultato positivo da presentare ai suoi datori di lavoro o ai suoi committenti.

A un contabile non può andare bene Leonardo, che conosce il calcio e lo vede come uno spazio verde in cui 22 giocatori inseguono una palla. Non lo vede di certo come uno sport che si gioca coi caschi e le mazze. Il dirigente brasiliano ha un carattere tutto particolare ed ha commesso fin qui diversi errori, forse molti, ma sa cos'è il calcio e sa che è cosa diversa dal baseball, dall'hockey e dal football americano. Per Gazidis il calcio non è che un insieme di libri contabili e scritture di bilancio. Non è che uno sport professionistico miliardario come qualunque altro.

Leonardo non ne può più di Gattuso, perchè sa che il tecnico calabrese è un allenatore di livello medio, con tutti i limiti da allenatore di livello medio, ma con le pericolose velleità da grande allenatore, pericolose in quanto se non lo sei non puoi permetterti il lusso di averle. Con Gattuso potrebbe anche capitare di raggiungere l'obiettivo e magari qualcuno potrà anche dire che è quello, e non altro, a contare. Con Gattuso, tuttavia, non potrai aspettarti nulla di più di quell'obiettivo. Con Gazidis e Gattuso è difficile sognare, anzi è impossibile, perchè i sogni muoiono di fronte a un centesimo bucato di attivo.

Credo che Gazidis, come dice qualche voce incontrollata, sia davvero il tipo da barattare la partecipazione all'Europa League, che vale solo 20 milioni di euro, con un anno in più di margine per ripianare i bilanci. Si batterebbe contro la UEFA solo per la Champions, eh sì perchè l'Europa League dà solo onore e prestigio, non quel centesimo sui bilanci da presentare ai propri datori di lavoro o committenti. Cosa volete farci? I fessi sognano, i contabili no.

L'Inter prenderà Conte e la Juventus prenderà Sarri, ma il Milan probabilmente (lo temo davvero) si terrà stretto Gattuso e lo si capisce da come Rino si definisce da se stesso bravino. Niente male Rino: giudice e giudicato! Del resto perchè il contabile Gazidis non dovrebbe tenerlo? Gattuso è già a libro paga della società, è ben visto dagli ultrà, ha una schiera di intellettuali conformisti che lo protegge, ma soprattutto non ha l'autorità per chiedere acquisti e quindi basterà tacitarlo confermandolo in panchina. Tò Rino, prenditi la conferma e lasciaci lavorare, ok?

Ma una cosa è certa, se Gazidis è un contabile, l'unica cosa certa è che il futuro del Milan non è nè incerto nè nebuloso. Non è nello stile dei contabili vivere nell'incertezza e nella nebulosità. Gazidis sa già con esattezza chi resterà in società e chi andrà via. Sa già che strategia adotterà con la UEFA. Non sa come cambierà il parco giocatori, ma sa di certo quale sarà alla fine del mercato il monte ingaggi dei rossoneri. Se no che contabile sarebbe?

Il vero problema è che siamo noi tifosi a non sapere cosa succederà, anche se i segnali non sono affatto incoraggianti. Per assurdo, se anche ci ritrovassimo in Champions, potremmo piangere calde lacrime al pensiero di parteciparvi con i lanci lunghi a Piatek e con Gattuso che va in conferenza stampa a scusarsi, perchè, meschinetto, deve ancora migliorare. Fra poco sarà nonno, ma sarà lì a dire che deve ancora migliorare.

Mi auguro di aver sbagliato tutto. Sono il primo ad augurarmelo.