Il derby di ritorno, sul quale i tifosi milanisti riponevano grandi aspettative, è finito nel peggiore dei modi per i rossoneri. Sconfitta, seppur di misura, e controsorpasso.
L'Inter, ferita dalla fresca eliminazione dall'Europa League, falcidiata dagli infortuni e con "il caso Icardi" ancora lontano da una soluzione definitiva, ha rialzato la testa. Il Milan invece ha fallito la prova del nove di maturità.
Per quanto riguarda la qualificazione Champions niente è irrimediabilmente compromesso , ma ci sarà da lottare con le unghie e con i denti contro le romane. Sperando che il contraccolpo psicologico post derby sia contenuto e che la Lazio non trovi la continuità che le ha fatto difetto in questa stagione e che la crisi della Roma sia sufficientemente profonda da scongiurare una rapida rimonta.
Nel frattempo, uniti e compatti verso l'obbiettivo. Ci si augura che "siparietti" poco edificanti come quello che ha visto protagonisti Biglia e Kessié non si ripetano più e che i problemi ed i malumori restino confinati nel segreto dello spogliatoio.
A campionato concluso poi la società e la dirigenza dovranno fare la loro parte per innalzare il tasso tecnico della squadra e far finalmente uscire il Milan dalla mediocrità in cui è piombato.

Per quanto riguarda la panchina il discorso non è dei più semplici.
Gattuso è un cuore rossonero doc, la squadra è con lui e gli va dato il merito di aver raddrizzato una stagione che ad un certo punto sembrava irrimediabilmente compromessa.
Tuttavia il tecnico calabrese ha mostrato anche diversi difetti come un errato approccio ad alcune partite, un gioco un po' sparagnino ed una testardaggine granitica nell'insistere su certi uomini e sul 433 fisso. Anche se su questo punto ha l'attenuante che i giocatori "presentabili" non sono più di 15, forse 16 considerando il prossimo ritorno di Caldara e valutando come accettabili rincalzi Borini e Laxalt, e che la necessità di portare a casa la pagnotta non consente di rischiare molto facendo esperimenti. Però un maggiore utilizzo di Castillejo visto il momento no sia di Suso che di Calhanoglu, ed un minor timore nell'utilizzo delle due punte sarebbero auspicabili.
Tuttavia in caso di qualificazione Champions sarebbe perfettamente in linea con gli obbiettivi fissati  dalla proprietà, anzi per come si erano messe  le cose  addirittura oltre le aspettative, per cui una eventuale sostituzione andrebbe ponderata con grande attenzione.
Inoltre la scelta del sostituto non sarebbe così facile. L'evergreen Antonio Conte probabilmente tornerà alla Juve, necessiterebbe di stravolgimenti alla rosa per renderla adatta al suo 352 ed appare poco in linea con l'idea dell'AD Gazidis di una squadra piuttosto giovane. Mourinho non è prendibile in considerazione per ragioni sia economiche che di opportunità. Gasperini è molto bravo a lavorare con gruppi giovani ma il rischio che la sua dimensione ideale sia l'Atalanta è concreto. De Zerbi ha un bel potenziale ma necessiterebbe di farsi ancora un po' le ossa in piazze con meno pressioni. Di Francesco, fresco di esonero dalla Roma, non convince appieno. Wenger pare non sia più interessato ad allenare. Blanc avrebbe le physique di role giusto e può vantare un ottimo rapporto con Leonardo dai tempi del Psg ma non sembra riscuotere grandi consensi nella piazza. Chi scrive ha un debole per Unai Emery ma pare che il suo all'Arsenal sia un progetto a lungo termine.
Probabilmente il nome giusto sarebbe quello di Leonardo Jardim, ma bisogna capire se il suo ruolo di "salvatore della Patria" a Montecarlo sia solo temporaneo o se sia tornato per restare.

A prescindere dal tecnico sara' necessario intervenire sulla rosa. Si spera che Gazidis sia meno tassativo per quanto riguarda l'età degli acquisti perché una base giovane ci sta ma alcuni profili che garantiscano personalità ed esperienza servirebbero come il pane.
In difesa un giocatore che coniugherebbe queste due cose con un'età non avanzata potrebbe essere Kostas Manolas, in rotta con l'ambiente romanista e possibile sacrificato per esigenze di bilancio in caso di mancata qualificazione alla prossima Champions League. Si potrebbe lavorare ad un'operazione che comporti Caldara o Musacchio in giallorosso più un conguaglio economico. 
Un ottimo elemento a parametro zero per il centrocampo sarebbe il messicano del Porto Hector Herrera. Un eventuale sacrificio di Kessie potrebbe consentire l'acquisto di un profilo di maggiore qualità e Gazidis-friendly tipo Sandro Tonali o Dani Ceballos, poco amato da Zidane e col quale si potrebbe ragionare col Real per un prestito con diritto di riscatto in modo da valutarne la resa nel campionato italiano senza un esborso immediato.
Il sogno di chi scrive sarebbe vedere a Milanello il sergente Milinkovic-Savic ma l'operazione non è facile realizzazione per l'elevata concorrenza sia interna che internazionale.

Ma la vera rivoluzione dovrà riguardare gli esterni.
Suso e Calhanoglu ormai è palese che non girino e spesso questo Milan con loro gioca in nove. 
La classica finta a rientrare per convergere al centro e tirare col sinistro dello spagnolo inizia ad essere ben conosciuta dagli avversari ed ormai gli sono state prese le misure. Inoltre tende troppo a cercare la giocata personale anziché servire la punta.
Calhanoglu è un giocatore che sicuramente abbonda in qualità ma purtroppo difetta in continuità ed il dubbio che serpeggia fra diversi utenti della Community che sia un trequartista e non esterno sinistro è più che fondato. 
Un sacrificio di entrambi, che godono di numerosi estimatori all'estero sarebbe auspicabile.
Secondo voci inglesi lo United sarebbe disposto a dare a titolo temporaneo Alexis Sanchez. Come caratteristiche sarebbe perfetto purtroppo l'età e lo stipendio sono fuori dai parametri di Gazidis. Ma un'eccezione visto che si tratterebbe di un'operazione in prestito si potrebbe anche fare.
Il sogno di chi scrive sarebbe James Rodriguez ma sebbene il colombiano difficilmente verrà riscattato dal Bayern ed un suo ritorno a Madrid per restare tutt'altro che scontato, visti i rapporti non proprio idilliaci con Zidane, l'operazione non è delle più semplici.
Più nelle corde di Gazidis e più fattibile sarebbe arrivare al messicano Hirving Lozano del Psv. Le voci di mercato danno in netto vantaggio sul tricolor il Napoli con Cristiano Giuntoli che ci lavora da mesi ma Leonardo ci ha abituato che quando vuole può agire prontamente e battere la concorrenza anche di club più quotati.
Per la fascia opposta il candidato perfetto sarebbe Yannick Ferreira Carrasco, in grado di coniugare esperienza internazionale con un'età ancora giovane, profondamente pentito della scelta cinese, sicuramente dettata da motivazioni economiche e che avrebbe già fatto sapere di gradire la destinazione Milan.

Infine, sebbene la scelta possa essere controcorrente, io sarei favorevole a dare una chance ad Andrè Silva. In considerazione del fatto che si tratti di un giocatore tecnicamente dotato ma con qualche difficoltà in fase realizzativa si potrebbe provare un suo utilizzo come esterno d'attacco. Potrebbe essere un'intuizione vincente sulla falsariga di quella ancelottiana che fece di Pirlo il miglior regista del mondo.
Nel frattempo testa al campionato per far si che il derby sia solo un incidente di percorso e non sia decisivo per il sospirato ritorno nella Coppa dalle grandi orecchie.