E' questo il tema, il quale la dirigenza rossonera ha cercato in ogni modo di coprire, che è ormai da un anno al centro dei discorsi e dei pensieri di tutti i milanisti.

E ha davvero dell'incredibile ciò che accade nell'universo dei tifosi rossoneri: visto da un punto di vista neutrale risulterebbe quasi divertente. Da quando Gattuso è allenatore del Milan, il tifo si è diviso in due fazioni ben precise: quelli che lo vorrebbero vedere sostituito da un allenatore con maggiore esperienza e capacità di pensiero tattico, e coloro che invece si pugnalerebbero da soli pur di difenderlo. Nei lunghi periodi in cui il Milan non ha effettuato tre passaggi di fila ed è stato surclassato da qualunque avversario abbia incontrato, la ragionevolezza è salita nelle teste dei tifosi, ma sono sempre bastate due vittorie, non importa se arrivate giocando un calcio indecente per quel che significa la maglia rossonera, perché gli appartenenti alla seconda fazione tornassero alla ribalta. Certo, un poco di chiarezza nelle idee non guasterebbe, ed è proprio questo il problema: da quando Gattuso è allenatore del Milan, la maggior parte dei tifosi non sa se difendere il suo operato, oppure scaricarlo. Io la mia scelta l'ho fatta da tempo.

Il percorso da allenatore del Milan di Gattuso è veramente indifendibile.
Tutti parlano del quarto posto il quale era l'obiettivo primario da raggiungere, ed il Milan a due giornate dal termine del campionato vi dista solo tre punti. Ma non importa a nessuno, in primo luogo alla dirigenza guidicando dalle dichiarazioni, di tutte le figuracce è occorso durante questa annata. Fa niente se siamo stati eliminati ai gironi in Europa League in un gruppo ridicolo dove una squadra ben preparata sarebbe passata a punteggio pieno. Fa niente se in Coppa Italia siamo stati eliminati dalla Lazio, la quale ci ha umiliato sul piano del gioco sia all'andata che al ritorno. Fa niente se nei due derby con l'Inter abbiamo perso subendo due lezioni di calcio di fronte a mezzo miliardo di persone. E fa niente se è palese a tutti, tranne alla dirigenza, che se il Milan è a tre punti dal quarto posto è solo e soltanto per via dell'indegno campionato disputato dalle due romane, le quali hanno una decina di punti in meno rispetto alla scorsa stagione. Ai dirigenti rossoneri, ai giornalisti, e agli opinionisti amici di Gattuso, interessa null'altro che dire "è ma il Milan è a tre punti dal quarto posto e questo è già un grande risultato", fregandosene di tutte le volte nelle quali la nostra squadra è stata umiliata in primo luogo per colpa delle negligenze e le mancanze di Gennaro Gattuso: uno degli allenatori più raccomandati presenti su tutto il panorama europeo.

Ma mettiamo caso che il Milan compia il miracolo e si qualifichi in Champions: voi che state leggendo, le avrete viste di certo le semifinali. E da ciò vi dico, come diamine è possibile pensare che una squadra che fatica a battere anche gli avversari meno quotati nel campionato italiano e che è totalmente incapace di esprimere un gioco degno del calcio di primo livello, possa andare ad affrontare degnamente compagini del calibro di Liverpool, Barcellona, Tottenham, Manchester City, Bayern Monaco, Real Madrid, o Paris SG (per dirne alcune)?
Assisteremmo ad un imbarcata dopo l'altra. Anche in caso di miracolo quarto posto, confermare Gattuso è, almeno agli occhi di un tifoso ragionevole, impensabile e sarebbe una autentica follia.

E poi perché andrebbe fatto, per riconoscenza per caso? Riconoscenza di che cosa?? Come ho già detto il Milan quest'anno è stato schiacciato praticamente da ogni avversario affrontato subendo umiliazioni come poche volte era successo prima, e se arriverà quarto sarà solo grazie ad errori delle dirette concorrenti. Soltanto immaginare questo Milan che andrebbe a fronteggiare gli squadroni che ho elencato primafa venire alla mente preoccupanti pensieri. E non pensate che un centrocampista di qualità cambierebbe le cose: il problema principale di questa squadra è la totale mancanza di mentalità vincente, attributo essenziale in ogni grande gruppo, ed infonderla è uno dei principali compiti dell'allenatore; Gattuso in diciotto mesi da allenatore del Milan non ne è stato in grado e questa è la sua più grande colpa

Dal punto di vista calcistico viviamo un momento storico dove gli allenatori di altissimo livello liberi sul mercato non mancano di certo, non prendere al balzo una di queste occasioni sarebbe da autolesionisti. Ed esonerare Gattuso è cosa legittima se non obbligatoria qualora le intenzioni siano quelle di costruire un grande Milan, la sua squadra presenta evidentissimi difetti sotto ogni aspetto, e chiunque ami il Milan sa in cuor suo, anche se a molti duole dirlo, che presentarsi al cospetto della Champions League con Gattuso in panchina significherebbe mesi di sconforto e vergogna di fronte all'élite del calcio mondiale. D'altronde, basti vedere in campo europeo, contro Betis, Olympiacos e Dudelange, cosa ha combinato il Milan nell'attuale stagione.