Avete mai visto quei giocatori che dopo l'addio parlano male della scietà o dell'allenatore? Ecco, oggi vi porto a seguire il percorso di Gary Cahill contro Maurizio Sarri per tutta la stagione 2018-2019.

Gary Cahill era il capitano del Chelsea fino alla stagione 2017-2018 quando Roman Abramovic decide di portare nella stagione seguente sulla panchina dei blues Maurizio Sarri.
Tutto fila liscio fin quando il tecnico decide di mettere fuori dagli 11 titolari proprio il capitano passando la fascia a Cesar Azpicueta. La stagione continua così fin quando un bel giorno il difensore diseredato attacca il tecnico in una intervista "Andrò via in estate e l'ultimo ricordo che voglio avere è la vittoria della FA Cup", guarda caso proprio il trofeo prima dell'approdo del tecnico italiano.
Cahill non ha mai digerito l'esclusione dai titolari, cosa che i tecnici prima di Sarri non avevano mai fatto.

Ma cosa è successo tra i due? Nulla, se andiamo a parlare del ragionamento del tecnico, solamente scelte tecniche, come se oggi alla Juventus decidesse che Pjanic non è più importante a mercato chiuso e lo mettesse in panchina senza mai mettere piede in campo.
Ecco questa cosa non è andata giù al difensore inglese con tanto di "Non è stato giusto, non solo nei miei confronti, ma anche con alcuni giocatori che stanno qui da molto tempo e che hanno vinto tanto", ma sopratutto "Per me è difficile portare rispetto a qualcuno che non è capace di fare altrettanto".
La domanda sorge spontanea: quale sarebbe la mancanza di rispetto di Maurizio Sarri verso lui e altri giocatori? Nessuna, visto che il tecnico decide chi far giocare o meno, o decidere di non far giocare un giocatore che non reputa importante, anche se questi fosse il capitano in carica". Io ricordo un Gattuso che ha messo fuori Riccardo Montolivo capitano, un Max Allegri non far giocare Claudio Marchisio eppure nessuno ha fatto un dramma.
Perché mai a Cahill brucia così tanto questa scelta? Perché gli è costato il posto da titolare in primis, ma soprattutto il dover vedere i compagni sempre dalla panchina e delle volte dalla tribuna.
Sarri non deve nessuna spiegazione a nessuno quando decide chi gioca o chi no, lui è stato scelto per fare il tecnico e da tecnico decide o ha deciso chi doveva giocare, chi meno, chi per niente.

Adesso io da persona comunque e simpatizzante del primo Chelsea, già, quello non di Abramovic ma del suo predecessore Ken Bates, quello che annoverava tra le sue fila il mio pupillo Gustavo Poyet centrocampista davvero molto forte, già era un Chelsea di media fascia, ma a me affascinava e non poco, vorrei chiedere a Gary Cahill - che ha detto "Cancellerò tutto di questa stagione" - di chiedere che nei libri di storia del calcio del Chelsea il suo nome nella vittoria finale di Europa League 2018-2019 venga cancellato e che lui non venga mai nominato dopo la stagione 2017-2018, quindi dal suo palmares venga tolto il titolo vinto di cui lui stesso ha detto di non aver fatto parte con quel "Cancellerò tutto di questa stagione" e che il suo ultimo trofeo sia quella FA Cup che lui stesso ha più volte detto essere il suo ultimo titolo vinto con il Chelsea.
Lo chiedo perchè Cahill non ha mai detto "Chiederò alla UEFA di cancellare il mio nome da quel trofeo", visto che milioni di persone lo hanno visto festeggiare, mentre non essendone parte avrebbe dovuto prendere la via degli spogliatoi, invece era lì a toccare quella coppa, ma come non si sentiva parte e va ad alzarla? Strano, però vuole cancellare tutto, persona che cambia umore come tira il vento.

La doccia fredda arriva però quando Sarri viene esonerato, e lui felice cacciato via dal Chelsea che non gli rinnova il contratto, quindi perchè mai ha attaccato un allenatore che ha portato il Chelsea a vincere un trofeo Europeo che manca da ben sei anni, guarda caso dal primo anno che lo stesso Cahill indossava per la prima stagione la maglia dei blues.
Il rispetto di un tecnico non è quello di mettere fuori dei giocatori, visto e credo che ogni tecnico ha le sue preferenze che si possono condividere oppure no, ma nessuno dei giocatori in rosa deve attaccare un tecnico perchè non lo fa giocare, fosse e ripeto il capitano. Quando un tecnico arriva in un grande club gli viene data carta bianca, su chi deve giocare, quale formazione far giocare, modulo e giocatori che vanno bene o no, nessuno dei giocatori può mettere bocca.
Il signor Cahill si è fatto forte anche grazie ai continui mugugni del pubblico blues e accodandosi a loro ha fatto del tutto per far cacciare Maurizio Sarri prima della fine della stagione, non riuscendoci, quindi ha buttato giù quelle parole come a far passare Sarri da colpevole, mentre se non fosse stato per Sarri e sopratutto per il suo restare fuori dalla rosa preferita del tecnico oggi potremmo leggere negli almanacchi 'Arsenal 2018-2019 vincitrice dell'Europa League'.
Il rispetto verso gli altri lo si porta se questi porta rispetto, ma il rispetto non è soltanto una cosa di obbligo nei confronti di chi ha fatto la storia in quel club, ma in alcuni casi l'accettare le scelte altrui, non sentendosi questo 'signor qualcuno' e scendere dal piedistallo, cosa che Sarri ha fatto proprio con uno che si sentiva 'questo cavolo'.