Capitolo III: l’inizio di carriera

  1. 25 giugno del 1983 Mario compì 7 anni e a settembre dello stesso anno i suoi genitori gli fecero il grande regalo di compleanno che sognava; contattarono l’osservatore del Catanzaro che avevano conosciuto e gli fecero fare il provino con la squadra calabrese. Mario non aspettava questo regalo perché i suoi genitori non gliene avevano mai parlato prima di quel giorno ed era davvero emozionato perché il giorno dopo avrebbe dovuto svolgere il provino. L’indomani mattina Mario si svegliò prestissimo perché non vedeva l’ora di fare quel provino e sapeva che se fosse passato per lui si sarebbe realizzata la carriera che sognava. Così i tre si misero in macchina e andarono a Catanzaro, distante 30 minuti circa da Amaroni, a fare il provino.
  2. I tre arrivarono in città e si incontrarono con l’osservatore che li portò nello stadio del Catanzaro e poi al centro sportivo dove prima fu pesato e misurato e poi fu portato al campo dove conobbe l’allenatore di quella che,se avesse passato il provino, sarebbe diventata la sua squadra. Iniziò ad allenarsi facendo palleggi, dribbling, tiri insieme ad altri ragazzi che stavano svolgendo il provino insieme a lui. Alla fine dell’allenamento arrivò il momento della partitella così quando il suo allenatore gli chiese in che ruolo giocasse e Mario gli disse a centrocampo e così iniziò a giocare nel ruolo di Centrocampista. Iniziò la partita e la squadra avversaria iniziò subito ad attaccare, Mario fermò l’attacco e rubò la palla facendo ripartire i suoi e lanciando il pallone in profondità; in quel momento appena prese il pallone pensò a tutto quello che sarebbe potuto succedere se avesse superato quel provino e se avesse iniziato bene la sua carriera calcistica. Mario iniziò bene, riuscì anche a creare qualche buona azione grazie alla sua velocità, ma la partita si mise subito male, infatti la sua squadra andò subito sotto di due gol e Mario provò a mettersi in mostra provando subito a rubare palloni e a ripartire, ma siccome provò a ripartire sempre da solo senza passarla ai suoi compagni non riuscì a concludere nessuna azione nel migliore dei modi facendosi richiamare più volte anche dal suo allenatore. Il provino non fu dei migliori per Mario che deluso lasciò Catanzaro insieme ai suoi genitori che però cercarono di tirarlo su dicendogli che quando sarebbe stato più grande e forte fisicamente lo avrebbero fatto ritentare.