Capitolo VII

                   Il fratello africano

  1. che aveva tanta voglia di giocare a calcio, iniziò il suo provino con la squadra biancoceleste, e riuscì a segnare un gran gol su calcio di punizione riuscendo così ad entrare nella squadra della Lazio. Mario fu molto felice per il fratello che finalmente era riuscito ad ambientarsi con la sua nuova famiglia, e siccome Adisa non conosceva niente dei suoi genitori, Mario gli regalò il suo braccialetto dicendogli che glielo avevano regalato da piccolo e Adisa da quel giorno lo tenne sempre con sé. Purtroppo questa magia durò poco, Infatti Adisa non si trovò bene con la sua nuova squadra e quindi, anche se aveva delle grandi potenzialità come aveva detto anche il suo nuovo mister, decise di andarsene e i suoi nonni lo iscrissero in una scuola calcio, la Lodigiani, storicamente terza squadra di Roma. Nello stesso anno in cui Adisa esordiva negli esordienti a Lodigiani, anche un ragazzo di nome Francesco Totti, Adisa non era nella sua stessa squadra perché era più grande del ragazzo ghanese. Ad Adisa piaceva tanto il gioco di Francesco ed ogni volta che andava a vedere le partite dei giovanissimi lo seguiva con una certa attenzione perché aveva un grande talento e si vedeva che avrebbe fatto carriera. Le cose per Adisa si misero subito bene, in campionato era uno dei migliori della sua squadra e dopo 10 giornate era il capocannoniere del campionato. Il suo ruolo era quello di centravanti, era molto alto e aveva un grande fisico, anche se aveva solo 10 anni. Alla fine di quella stagione Adisa vinse la classifica dei capocannonieri e fu il miglior giocatore del campionato, tanto che fu premiato e la Lazio, tornata alla carica, gli offrì un posto da titolare nella squadra a degli esordienti. Adisa pensò molto alla proposta dei biancocelesti ma dopo quella della Lazio arrivarono anche diverse offerte da altre squadre e Mario, che aveva finito la sua stagione e purtroppo non aveva vinto niente riuscì solo a fare 6 gol e 5 assist in tutto l’anno, che voleva il fratello alla Roma gli consigliò di scegliere lui la sua nuova destinazione, tra queste c’erano Inter, Catania e Bari che erano anche molto interessate al ragazzo. Mario aiutò suo fratello a scegliere la destinazione, che se non avesse scelto di andare a giocare nella Lazio sarebbe andato a vivere nel centro sportivo di una squadra di un’altra città, in una scuola diversa e senza i suoi nuovi familiari. Per diventare calciatori però bisogna fare dei sacrifici e insieme a Mario, scelse di andare a giocare nel Bari. I suoi nonni lo accompagnarono nella città pugliese e dopo essere rimasti per 1 mese nel corso delle vacanze estive, tornarono a Roma insieme a Mario. Il distacco con la sua famiglia fu molto difficile per Adisa che però riuscì subito ad ambientarsi, in camera fu con un suo connazionale, dopo un’ estate piena di fatica e lunghi allenamenti iniziò la stagione giocando una bella prima partita, il Bari pareggiò 2-2 e Adisa riuscì a segnare un gol su punizione, che erano le sue specialità sin da quando era alla Lazio. Per Adisa fu una stagione di assestamento, infatti non riuscì ad andare in doppia cifra, segno 7 gol, ma contribuì lo stesso a portare la sua squadra in Serie A, dove giocava anche Mario e sicuramente negli anni successivi si sarebbero incontrati.