Capitolo IX

La prima cotta

Era stato fidanzato nel corso della sua adolescenza alle superiori ma non si era mai innamorato così come adesso. Quando vedeva la Samuela, non capiva più niente, sentiva un grande nodo allo stomaco e diventava rosso come un pomodoro. Ogni volta che la vedeva capiva che lei era la cosa più bella che gli era capitata e ogni volta non vedeva l’ora di incontrarsi e stare con lei. voleva dichiararsi ma non sapeva da dove partire e soprattutto non sapeva se lei provava qualcosa per lui. Mario ogni giorno faceva le prove nella sua stanza come se avesse lei davanti e dovesse chiederle di fidanzarsi con lui.
Così un giorno le diede appuntamento per una cena e lei accettò. quella sera doveva chiederle di fidanzarsi con lui ma non sapeva da dove cominciare e il pomeriggio lo passò a fare le prove per come si sarebbe dovuto dichiarare la sera stessa. aveva comprato l’anello di fidanzamento per Samuela che le avrebbe dovuto regalare la sera stessa.
La sera si incontrarono e insieme andarono a cena a ristorante, così dopo aver mangiato e scherzato andò in bagno dove per l’ultima volta riprovò il discorso, dopo essere tornato al tavolo Samuela chiese a Mario se poteva dirgli una cosa e disse a Mario una cosa inaspettata; Samuela chiese a Mario se voleva diventare il suo ragazzo perché sin dalla prima volta che l’aveva visto si era innamorata di lui. le regalò l’anello e le raccontò che anche lui la sera stessa si sarebbe voluto dichiarare, così i due si fidanzarono e dopo un anno decisero di andare a vivere insieme.
Aveva compiuto vent’ anni e Samuela ne aveva ventuno così i due andarono a vivere insieme grazie ai soldi che Mario stava guadagnando facendo il cameriere, aveva iniziato nel periodo in cui era all’università e lavorava per mantenersi da solo gli studi in attesa di finire l’università e diventare un giornalista sportivo, il suo sogno era quello di avere un programma tutto suo dove parlava di tutto ciò che riguardava il gioco del calcio, ma soprattutto un programma dedicato a scoprire i giocatori giovani che, secondo lui erano poco valorizzati in quegli anni.