Io credo che ad oggi, 20 marzo 2020, in cui l'Italia combatte contro il coronavirus e in cui tutte le forze politiche, sociali e economiche debbano essere indirizzate in tal senso, anche il calcio debba dimostrate serietà. Purtroppo non ne abbiamo vista molto in questo periodo. 

Dai litigi per le partite chiuse/partite aperte, adesso siamo passati al litigio per la ripresa degli allenamenti. 

A quanto pare ci sarà ancora da lottare e alcuni esperti parlano di un picco che deve ancora avvenire, forse tra due o tre settimane. Quindi  non si può stabilire la riapertura del campionato, qualcuno si parlava di maggio, ma non è assolutamente sicuro. Quindi mi pare folle pensare che le squadre possano tornare ad allenarsi adesso. Pretendere di rientrare anche ad allenarsi prima del 4 aprile, il giorno consigliato dalla federazione dei medici sportivi è follia.

La Federcalcio deve fare un atto di coraggio ma necessario: retrocedere nella categoria inferiore le squadre che si allenano prima di tale data.

Non è possibile che esistano ancora presidenti che mettano le prestazioni della propria squadra prima della salute dei giocatori e dello staff tecnico.
Come abbiamo visto, il coronavirus ha colpito anche protagonisti del mondo del calcio.  

Se il numero dei contagiati sale e quindi le restrizioni, come ha anche preannunciato il presidente del consiglio Conte, verrano prorogate, e quindi di conseguenza non si può stabilire la data della ripresa del campionato, come si può pensare di far allenare la squadra adesso, in questo momento e con diversi club in quarantena?

Io credo che la Federcalcio debba imporsi e fare in modo che non succeda.  Imporre. Chi sgarra, retrocessione immediata o una grande penalizzazione.

Il calcio deve darsi una regolata e mostrare una propria dignità.

 

Bassano Giancarlo 


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