Mario Balotelli, detto Supermario, torna a casa. Torna in Italia per giocare nella sua Brescia, luogo in cui è cresciuto da piccolo dopo l'adozione della famiglia Balotelli. Mario Balotelli in realtà nasce a Palermo il 12 agosto del 1990. Poco dopo la sua nascita, la sua famiglia biologica per cercare lavoro, si trasferisce a Bagnolo Mella, in provincia di Brescia. Il piccolo Barwuah,  suo cognome prima dell'adozione, nei primi tre anni di vita soffre di problemi intestinali per i quali viene sottoposto a una serie di interventi chirurgici. A seguito di questo e dei problemi economici della sua famiglia, quest'ultima decide, su suggerimento dei servizi sociali, di dare in affidamento il piccolo Mario, che viene adottato dalla famiglia Balotelli di Brescia. Dai tre anni in poi crescerà con la sua famiglia adottiva nella città lombarda.

Mario Balotelli Barwuah, svincolato dopo la sua esperienza nell'Olympique Marsiglia, era stato cercato anche dal Flamengo, club brasiliano. Dopo vari rumors che si rincorrevano, spiazzando i più, sceglie di tornare nella sua Brescia. Massimo Cellino, patron della squadra lombarda, lo ha convinto con un ingaggio di circa 1 mln e mezzo che con i bonus potrà arrivare a 3 mln netti. E' una scelta intelligente da parte di Balotelli che lo potrà rilanciare anche in ottica nazionale, con Roberto Mancini, suo estimatore e suo coach nelle esperienze all'Inter e al Manchester City, che ne seguirà le gesta.

Brescia come Bologna, sono rinomate per essere due piazze magiche per il rilancio dei calciatori. Vengono visti come due squadre piccole, ma in realtà possono essere considerate delle schegge impazzite, delle "piccole anomale", poiché costruiscono organici spesso competitivi in cui al loro interno puoi trovare anche dei palloni d'oro e dei top player. Sono come se fossero dei Kinder sorpresa. Apri e trovi  Roberto Baggio, al quale il Brescia, in suo onore, ha ritirato la maglia numero 10, ma anche Andrea Pirlo, Josep Guardiola, Gheroge Hagi, tanto per citarne alcuni. Questo per quanto riguarda il Brescia. Anche Bologna è una piazza rinomata per il rilancio dei calciatori top o potenziali top. Anche per il Bologna possiamo citare lo stesso Roberto Baggio, che ha giocato anche nella squadra bolognese, Giuseppe Signori, Marco Di Vaio, Julio Cruz e tanti altri.

Balotelli poteva ambire ai massimi livelli. A una carriera ancora più prestigiosa di quella che ha avuto, che è comunque una carriera di tutto rispetto e dove ha militato in squadre di grande blasone. Colpa dei suo colpi di testa, delle cosiddette "Balotellate", comportamenti al di sopra delle righe. Cresciuto nelle giovanili del Lumezzane, nel 2005/2006 esordisce in C1 proprio con il Lumezzane. Nel 2006/2007 passa all'Inter. Primo anno in primavera  per poi nel 2007/2008 esordire nella prima squadra nerazzurra. Non è un titolare dell'Inter, fa vedere sprazzi del suo talento, ma non emerge del tutto. Verrà ricordato, durante la gestione Mourinho, per aver fischiettato e canticchiato l'inno del Milan nello spogliatoio nerazzurro, con Marco Materazzi suo compagno di squadra che era contrariato per questo suo comportamento. Mario Balotelli che si dichiarerà tifoso del Milan durante la sua militanza all'Inter. Non arriva mai in doppia cifra con l'Inter. In campionato in 3 stagione di Serie A in 59 presenze realizzerà 20 reti e complessivamente con i nerazzurri realizzerà 86 presenze e 28 gol.

Nel 2010/2011 si trasferisce in Inghilterra, dal suo mentore che lo fece esordire nel calcio dei grandi con i nerazzurri e raggiunge Roberto Mancini al Manchester City. Anche qui bravate varie ne compromettono l'esperienza, dalla maglietta Why Always me, divenuta un cult, per rispondere alle polemiche sul suo riguardo, alle freccette lanciate per divertimento ai ragazzi delle giovanili del City, fino a due litigate con Roberto Mancini, una in allenamento, e una in amichevole per una leziosità poco professionale fatta in campo. Dal gennaio 2013 passa al Milan per quella che sarà la parentesi migliore della sua carriera a livello individuale e di realizzazione. Qui si rilancia e da gennaio a giugno in campionato trascina il Milan alla qualificazione in Champions League con 13 presenze e 12 gol, quasi un gol a partita. L'anno dopo 30 presenze e 14 reti in A sempre con il Milan e anche 10 presenze e 3 reti in Champions League. Nel 2014/2015 passa al Liverpool ma qui l'esperienza non è delle migliori. Solo un gol in campionato e chiuderà l'annata con 28 presenze e 4 reti. L'anno dopo torna al Milan ma questa volta delude. Solo un gol in campionato i  20 presenze e due reti in coppa Italia in tre presenze. Complessivamente con il Milan gioca 63 volte andando a segno per 27 volte. Successivamente militerà nel Nizza per tre stagioni, e per un anno nel Marsiglia, in Francia. Nel suo palmares figurano un campionato primavera e un torneo di Viareggio con la primavera dell'Inter, 3 campionati, 1 coppa Italia, 1 supercoppa italiana, e 1 Champions League con l'Inter pur non essendo protagonista e titolare. Con il Manchester City vince 1 premier league, 1 Fa cup e 1 Community shield.

Le sue migliori annate sono state, numeri alla mano, senza ombra di dubbio, il secondo anno nel Manchester City, dove in campionato realizza 13 gol in 23 presenze, nel Milan, nella sua prima venuta, e il primo e il secondo anno al Nizza dove realizza 15 e 18 gol rispettivamente in 23 e 28 presenze. Nel Marsiglia in Ligue 1 15 presenze e 8 reti. Si vede che il colore rossonero lo esalta. I colori sociali del Nizza sono rossoneri come quelli del Milan e come la seconda maglia del Manchester City nel 2012.

Brescia è una piazza nel quale Balotelli potrà esprimere il suo potenziale senza troppe pressioni. Potrà rilanciarsi e farsi notare da Roberto Mancini in Nazionale. Può ancora dare qualcosa al calcio. Poteva dare tanto di più, ma le sue "Balotellate" glielo hanno impedito. Di certo farà di tutto per fare bene nella città dove è cresciuto. E questo può essere positivo per lo stesso Balotelli e per il proseguo della sua carriera, per la stessa Serie A, e per la stessa nazionale italiana e per Roberto Mancini. Magari contro il Milan faccia il bravo e cerchi di non farsi notare. 

La Serie A recupera così un protagonista che a livello mediatico è un top player ma in campo poteva essere un top player ma non lo è stato. Resta comunque un ottimo calciatore, con un potenziale davvero pazzesco che non è riuscito a far emergere del tutto ma che può ancora fare molto. Balotelli è tornato. Good luck Balo!