Ci sono cose che vanno oltre il calcio ma che vedono il calcio protagonista. Palcoscenico di oscenità. Come accaduto nella partita contro l'Inghilterra.
Cori razzisti da delinquenti del calcio nazifascisti della Bulgaria. Le reazioni da parte del mondo del calcio sono state importanti, anche se c'è chi dice di non aver sentito nulla. E non aver visto nulla. I cafoni non mancano mai e in Italia lo sappiamo bene. E si chiedono con fermezza delle sanzioni. Punti di penalizzazione, ma anche l'espulsione dall'Europeo. Cosa che andrebbe presa seriamente in considerazione non solo per quanto accaduto in Bulgaria ma anche per quell'atteggiamento antisportivo e arrogante che stanno assumendo diversi giocatori della nazionale della Turchia. Saluto militare per onorare la guerra contro i curdi che l'attuale regime turco se potesse spazzerebbe via dalla faccia della terra. Roba sconcertante, che sconvolge il mondo, e che andrebbe sanzionata a dovere, visto che il gesto è recidivo e soprattutto è stato rivendicato. 

Serve un segnale forte e deciso, altrimenti, tutto il resto, è solo uno slogan privo di senso, inutile, vuoto, una presa in giro di cui se ne fa assolutamente ben a meno.
Fermezza e pugno duro.
Questo è il momento giusto. E a dirla tutta ci si deve chiedere come può questa Bulgaria continuare a stare in Europa viste le misure note che ha adottato nel corso del tempo, tipiche di uno stato fascista, incompatibili con i valori democratici fondanti l'Unione Europea, e questa Turchia, invece, si augura di non averla mai in Europa visto quello che sta realizzando per l'ennesima volta contro i curdi e non solo.