Christian Eriksen ha fatto fare il salto di qualità decisivo alla squadra dal momento in cui è stato inserito stabilmente titolare. 
Dalla partita con il Benevento il danese ha cominciato a giocatore titolare sempre e la squadra ha infilato undici vittorie consecutive nel girone di ritorno: 14 vittorie su 16 partite giocate.  
Prima del suo inserimento aveva degli spazi, ma giocava sporadicamente e usciva spesso al  sessantesimo minuto. Il processo di adattamento al calcio di Conte è durato tanto ma alla fine ha prodotto i suoi frutti. Eriksen ha permesso alla squadra di gestire il pallone con più qualità e di migliorare i tempi di gioco e di ripartenza. Prima dell'inserimento del danese, come mezz'ala sinistra si alternavano Vidal e Gagliardini. Vidal è un giocatore che palesemente è arrivato senza benzina, e la percezione che è sia stato molto più utile fuori dal campo che dentro. Anche se rimane il goal contro la Juventus. Gagliardini è un onesto gregario che ha fatto il suo e ha dato il suo contributo, ma Eriksen ha fatto fare il salto di qualità.
Lui è un giocatore che si esprime meglio dietro le punte e quindi si è adattato a fare un ruolo non proprio suo. Bisogna considerare che lui aveva compiti sopratutto in fase di non possesso, lavoro oscuro e di fornire qualità al servizio del gioco proposto da Conte. La gestione del pallone e il giusto posizionamento nella fase di non possesso sono compiti che Eriksen ha svolto in maniera egregia. 
Nelle vittorie sono determinanti i goal, gli assist, ma anche la gestione delle varie fasi della partita. In questo caso Eriksen è stato determinante, formando un centrocampo con Barella e Brozovic di tanta qualità e quantità.
Grazie Christian, anche tu resterai nei nostri cuori per l'eternità.
MAGO.

 

Bassano Giancarlo.