Ora che la stagione è giunta alla fine, quasi, e la verità è sotto gli occhi di tutti, quel "il re è nudo" con cui esordii alla vista, sconcertato, della Juventus di Roma contro la Roma, bollato come un'eccesso di frettolosità, alla fine ci è esploso addosso in tutta la sua fragorosa evidente rumorosità.

Non solo si è perso uno scudetto da una squadra vera ma non più forte della Juve come dimostrò l'andata ritorno di coppa Italia quando c'era qualcosa da giocarsi e ce lo si giocò domando l'avversario sterile ed impotente dinanzi ad una squadra allegriana fino in fondo, forte di quella forza, secondo alcuni debolezza, giammai in nulla di Pirlo.

Perchè Pirlo è un'autodidatta, con delle idee, oso dire caotiche e quindi confusionarie, in gran parte autoreferenziali, nel senso che esistono e son vere ma le può leggere lui con la sua testa di pensatore di gioco giammai un Mc Kennie od un Bentancur, un Arthur od un Rabiot che quelle cose non le possono vedere per intuizione ma per induzione, ovverosia imparandole. E Pirlo non è un'insegnante. Non lo è uno appena uscito da una laurea magistrale che deve affinare il metodo con l'esperienza, non lo è lui che di esperienza non ne ha fatta.

Oltre allo scudetto si è perso il filo di un senso di sè che dava forza alla squadra al di là dei risultati centrati. Del senso di cosa significhi essere la Juve. E qui la colpa non è di Pirlo ma di indirizzo.

La Juve ha scalato le vette che da due settimi posti la separavano dai 9 scudetti di fila fondando la scalata sulla operaia dedizione del primo nucleo messo a disposizione di un'allenatore operaio come Conte. 

Non aveva, non ha neanche adesso la fluidità di spesa che ti permette di non essere bravo a far mercato, come può esser per il Real od il City, che vanno sul mercato se gli serve un centravanti e comprano Haaland. 

Si è vero che abbiam preso Ronaldo, ma è stata una spesa che hai sottratto ad altre. Gli esborsi di quelli non sono come la coperta di linus che tiri di qua per coprirti scoprendoti di là, alla Juve le risorse son limitate e se prendi Ronaldo poi fai fatica a prendere anche i Pirlo, inteso come calciatore sublime ovviamente.

In nome di questa necessità di arrangiarsi,  dopo che Conte decise di non volersi più arrangiare, capiterà cosi anche anno prossimo all'Inter...., fu scelto un tecnico, Allegri, che era plastico, non aveva un'indirizzo, aveva la capacità di adattarsi al materiale umano, esaltandone i punti forti e mascherando quelli deboli.

Aveva dei contropiedisti e dei gestori di partita, degli incursori? Prima Juve dell'ultimo Tevez, e faceva un certo tipo di gioco.

Aveva una squadra modesta a centrocampo e appena sopra la media in italia, ti costruisce un fortino invalicabile che con una sequenza di clean sheet epocale fa 25 risultati utili consecutivi fatti di golletti del più forte di quella serie A, Dybala, e vince ancora, risalendo la china da un 12° posto.

Aveva una squadra vogliosa di essere imperante anche nella qualità oltre nel risultato, invidiosa del Napoli di Sarri? Ti cambia il paradigma e ti schiera un 4.2.3.1 con Mandzukic e Cuadrado ai lati di Dybala, con Higuain di punta, e Pjanic e Khedira a dar equilibrio e ti arriva a Cardiff, vincendo l'ennesimo scudetto.

Partiamo da questi due dati, la Juve non è in grado per sua struttura finanziaria ed esigenza di portar a casa risultati di far una programmazione tecnica all'altezza delle sue ambizioni. Quindi ha bisogno di far con quello che riesce a metter assieme. La Juve però vuole apparir meglio di quel che l'è sopratutto quando l'ultimo anno mette in mano ad Allegri il più forte al mondo e si scopre vestita male per il più per figo del quartiere.

Da qui nasce la separazione da Allegri, ed è importante fissar questo concetto perchè la Juve che verrà non sarà sicuramente la Juve di Pirlo ma potrebbe riesserlo di Allegri.

Al quale, se lo si riporta a casa, va chiesto quel che lui può dare, non certo di scimmiottare Guardiola o più modestamente Sarri.

Non ne è capace e rivivremmo l'ultima sua stagione.

D'altro canto la Juve non è neanche in condizione di prender un'altro tipo di tecnico e costruirgli le basi per il suo calcio. Non con Sarri almeno, a cui è stato chiesto, ma è accaduto anche con Pirlo, di far un calcio con giocatori che non lo sanno e non lo vogliono fare quel calcio là.

Non Ronaldo che non attacca la profondità, anche perchè sa che adesso non c'è neanche più Pjanic a lanciarlo.

Non i centrocampisti che non si muovono mai senza palla, che non amano i ritmi alti, la famosa intensità che fa la differenza in Europa.

Pirlo e la società han pensato di ovviare con un 4.4.2 in linea, idea non sbagliata se non fosse che si appoggia a centrocampisti  alla Davids, alla Emerson che non hai modo di arrivar a portar a casa. 

Come può essere la Juve di Allegri? Intanto come sempre sarà a immagine e somiglianza dei suoi componenti, i migliori in rosa, giammai del suo allenatore. Non gli interessa, a meno che non abbia cambiato qualcosa il biennio di pausa.

Cosa farebbe Allegri con questa rosa? Vedrebbe i punti forti, Chiesa, Ronaldo e gli costruirebbe attorno la squadra.

A Ronaldo serve una prima punta, siccome credo che Haaland alla Juve non ci possa andare spero che possa andare al Real, perchè significherebbe la possibilità di andar su Benzemà. Sennò il suo compagno di reparto non può essere Dybala. A meno di far il calcio di Manchester tutto ritmo e fraseggio, c'era Cuadrado a destra dove ci sarebbe Chiesa. Allegri non ci credette e dopo aver fatto vedere la più bella Juve della sua gestione, seconda solo a quella dei sontuosi successi con Barca e col Real la notte del rigorino di Ronaldo, tornò alla formula della prima punta forte, Mandzukic, dietro Ronaldo. 

Ci crederà stavolta? Se resta Ronaldo io credo di no. E quindi Dybala devi cederlo. Se non resta allora Allegri rispolvererà un 4.2.3.1 con Dybala dietro la punta e due esterni come Cuadrado e Chiesa ai loro lati. Ma pretenderà un maggior nerbo a centrocampo.

La verità è che Allegri di preferenza ama un centrocampo folto e forse questa è l'epoca in cui i centrocampi devono essere folti. Il suo modulo, se una volta tanto cedesse alle sue preferenze sarebbe un 4.1.2.1.2.

In uno schema del genere Chiesa non avrebbe posto tuttavia.

Ed è per questo che la strada che tiene insieme i cocci è il 4.4.2 che ci sia ancora Ronaldo, da tenere in coppia con una prima punta, sacrificando sul mercato Dybala, o che non ci sia investendo su Dybala ed una prima punta forte.

Questa opzione, quella attuale, però deve rispettare le caratteristiche dei calciatori, deve affidarsi a 2 mediani che abbiano gamba per 4, a degli esterni generosi nei rientri, non certo Kulusevski, e ad una difesa capace di giocare sull'anticipo, magari un po bloccata, meglio Danilo che un Cuadrado lì dietro e meglio un Cuadrado di un Bernardeschi o Kulusevski sull'ala.

Se la struttura della squadra è quella che interessa a noi. Altrettanto importante diventa la struttura societaria.

Non sono per i repulisti anche se dopo 9 anni intensi anche il più bravo può far fatica ad essere lucido nelle scelte.

E così è capitato, sono però per l'analisi.

Gli ultimi 3 anni son stati un coacervo di errori strategici. Non so se era meglio un Ronaldo in meno e tanti giocatori forti in più, so che non va bene decidere di cambiare modo di far star in campo i giocatori, scegliere Sarri, non perchè è Sarri, ma scegliere quella metodologia e abbondanrlo al suo destino per il rigetto dei calciatori.

Nessun calciatore è più importante della società e del suo indirizzo, neanche Ronaldo.

So che è stato un'errore dopo il fallimento annunciato dalle premesse con cui è stato difeso il progetto Sarri ed anche portato avanti, non riflettere bene prima di nominare l'allenatore. Non mi si venga a dire che si è risparmiato...perchè ora ad Allegri non darai bruscolotti e Pirlo da esonerato costa uguale.

Anche se di meno degli altri due.

E' un'errore lasciar Paratici da solo, non è un pianificatore, è uno scout di talenti. Finissimo, il più bravo o quasi forse, ma non ha un'idea d'assieme, ne risultan squadre squilibrate. Non ce l'ho con lui perchè Spinazzola è a Roma e Frabotta a Torino, lì rispetta le esigenze di denaro della sua società, ce l'ho con lui che costruisce un'attacco senza una prima punta che possa alternarsi con Morata costringendo la squadra a riciclare nel ruolo un ragazzino che hai solo bruciato in quel modo, Kulusevski.

C'è bisogno di qualcuno che discuta con lui da superiore su cosa viene fuori dalle opzioni di mercato, pescandole in funzione delle esigenze della squadra.

E se non puoi aver Marotta od un'altro DG di qualità, devi fidarti dell'allenatore ampliando i suoi poteri, a meno che non chiami Lippi che faccia quel che non sa fare Nedved.