A quasi 24 ore dalla disfatta di Milano, si può cominciare a ragionare con un po' più di lucidità, peccato però che le supposizioni rimangano sempre le stesse.
Facile dire frasi come "se avessimo tolto Perisic", cosa che avrei fatto anch'io già da qualche mese, dopo non aver centrato un traguardo che era ad un passo, ma alla fine non si può far altro che basarsi su questi concetti.

Il calcio è formato da mille sfumature, ed è ovvio che si va alla ricerca della spiegazione più logica al fallimento. Si perde, Perisic gioca male, perdiamo perché Perisic gioca sempre. É un ragionamento sbagliato, ma anche giusto.
Ci sono mille modi per interpretare il calcio o una singola partita, ma vengono dei momenti in cui bisogna ragionare anche semplicemente, senza troppi preconcetti complicati.
Il campo è come la boxe, starci lontano per troppo tempo ti fa perdere qualcosa d'importante, fisico e psicologico. Le scelte di formazione continuano ad essere sbagliate, dopo Gagliardini con la Juventus, ecco rientrare Candreva contro il PSV, dopo aver giocato appena 18 minuti in tutto il mese di Novembre.

Sicuramente le scelte erano ben poche, ma un gol l'abbiamo segnato con Perisic terzino, Politano, Keita, Lautaro e Icardi tutti titolari, quindi il preconcetto che troppi uomini d'attacco rischiano di far prendere gol alla squadra è un qualcosa su cui spero Spalletti rifletta su prima o poi.

Troppi uomini d'attacco però non creano occasioni, ma è dipeso dalla condizione di Perisic, la peggiore mai vista e da come schieri gli uomini in campo.
Ormai il gioco sulle fasce è diventato l'unico che abbiamo, visto il Ninja sempre rotto e Joao che si vede e non si vede. Il tocco in più che fa Politano per portarsi il pallone sul sinistro fa rientrare tutta la difesa, ma intanto è l'unico che crea occasioni. Squadra troppo bassa, troppo distaccata, quasi spaventata dall'idea di correre un po' in più. Non si può pensare che l'assenza di Nainggolan sia il motivo per cui non abbiamo battuto il PSV.

Con l'Europa League alle porte e con la Juventus a -14 punti, qual è il prossimo passo? La Coppa Italia? Frasi dolci che ora non servono più a niente, i tifosi non ci cascano più. Siamo l'Inter, e dopo 8 anni, abbiamo il dovere di credere e giocarci ogni anno una competizione fino alla fine. Possibile che sia già tutto finito dopo 4 mesi? Sì.

Bottom line, se Spalletti non consacra questa squadra alla Champions League del prossimo anno già a Febbraio e se non arriva almeno alla semifinale di Europa League, finisce un ciclo e non vedo perché tante persone debbano continuare a lavorare ad Appiano...