Il 17 Marzo del 1986 nasce in Bosnia a Sarajevo Edin Dzeko.

La storia del fortissimo attaccante bosniaco della Roma è semplicemente straordinaria e travalica i confini dello sport. La guerra inizia nel 1992 nel suo paese e lui e la sua famiglia sono costretti a fare una vita da nomade sotto le bombe per tutto il paese. Ma Edin è forte e non molla. Mai. Dotato di una enorme fisicità, di un fiuto del gol incredibile e di una forza incredibile nel gioco aereo, inizia a giocare a calcio nelle giovanili del Željezničar, squadra bosniaca, nel 2002. Successivamente passa in prima squadra in Repubblica Ceca Ústí nad Labem. Successivamente passa al Teplice sempre in Repubblica Ceca prima di fare il grande salto che lo consacrerà nel calcio mondiale in Germania al Wolfsburg. Nella squadra tedesca fa valanghe di gol in quattro anni e viene preso dal Manchester City in Premier League dove diventa uno dei giocatori più forti del calcio odierno. Dopo quattro stagioni fenomenali arriva in Italia alla Roma dove continua a fare il suo mestiere, segnare tanti gol. Dzeko detiene diversi record a livello individuale tra cui quello di aver segnato più gol in una stagione con la Roma oltre a vantare il maggior numero di reti e di presenze con la sua nazionale, la Bosnia. Edin oltre a saper parlare cinque lingue correttamente alcuni giorni fa si è laureato a Sarajevo in Managment dello sport nella facoltà di“Sport ed educazione fisica”. L'insegnamento del forte giocatore bosniaco è un insegnamento per la vita di tutti. 

Come ha dichiarato in una intervista a riguardo della difficilissima situazione del suo modo di concepire la vita: "A me come a tanti bambini hanno rubato l'infanzia. È stato il periodo più brutto della mia vita. A Sarajevo vivevamo in 15 in 37 metri quadrati. Ci svegliavamo a volte senza avere quasi nulla per fare colazione. Mio padre era al fronte e tutti i giorni, quando suonavano le sirene, avevo paura di morire. Andavamo nei rifugi senza sapere mai quanto tempo dovevamo restarci. Certe esperienze rendono più forti e fanno apprezzare la vita nei momenti giusti. Quando hai avuto paura per la tua vita e quella dei tuoi familiari, i problemi del calcio sono niente al confronto. Non ho segnato? Fa niente, segnerò alla prossima partita. Le cose importanti sono altre". 

Complimenti Edin.