Qualcuno rimprovera ad Allegri che in nome di Mandzukic si sacrifichi non solo Higuain o Douglas costa ma soprattutto Dybala.
Allegri non ha mai espresso una scelta tra Mandzukic e Dybala, anzi, per permettere a Dybala di consolidarsi aveva pensato ad una Juve, quest'anno, con un 4.2.3.1 con Mandzukic centravanti al servizio di Dybala e due esterni d'attacco.

Lo ripete spesso quanto Dybala abbia bisogno del croato, non in quanto tale, ma come tipologia di attaccante. Per questo mise alla porta Higuain, facendogli capire la cosa sin dalla finale di Coppa Italia col Milan dell'anno scorso dove in effetti si vide una grande Juve ed un grande Dybala giocare a rimorchio del bisonte croato.
E per questo era stato preso Emre Can, mediano perfetto per una mediana a 2. 
Quando c'è stata l'occasione di arrivare a Ronaldo i piani però son cambiati, perchè Ronaldo ha preso il posto di Dybala nello scacchiere. 
Mandzukic è stato semplicemente messo a far da spalla al portoghese senza entrare in antitesi con Dybala che ha conservato la sua posizione da trequartista. Chi ci ha necessariamente rimesso è Douglas costa che non può esser alternativo a Mandzukic che è palese sia essenziale per far rendere al meglio Cr7.

Quella di trequartista, per Dybala non è una snaturazione, un cabiamento di posizione, che è la stessa con cui anno scorso ha fatto 20 e passa gol e 5 e passa assist. La differenza la fa il contesto tattico non i compiti tattici. Senza Ronaldo usava Mandzukic e uno o due esterni per farsi aprire i varchi per andar al tiro.
Con Ronaldo che accentra i compiti di finalizzazione, al tiro arriva poco, perchè il portoghese non lavora per creargli occasioni, ma per crearsele, tutt'al più mette palloni in mezzo per Mandzukic. 
La verità è che se Ronaldo fosse meno bulimico, lasciandogli le punizioni e qualche rigore, lo score realizzativo di Dybala crescerebbe, crescerebbe la sua serenità e ci guadagnerebbe anche Ronaldo, visto che chi lo deve lanciare in porta è proprio l'argentino. Il quale non ha mai avuto in Allegri il suo nemico.
Il Dybala arrivato alla Juve in due anni di gestione Allegri è passato dall'esser una promessa, un talento, a diventare una ipotesi di nuovo Messi.

Trovo al riguardo vergognoso che si imputi ad Allegri di voler snaturare Dybala quando nella posizione in cui lo mette fa 2 gol in campionato, 5 in champions, quasi che renda a dispetto del suo allenatore quando da quella posizione sforna 25 gol e 5 assist.
La sfortuna di Dybala è stata, è in qualche misura, che la costruzione del progetto tecnico juventino è condizionata da variabili che non possono vedere in lui un elemento fisso. La presenza di un Khedira calante fisicamente e di Pjanic ha impedito ad Allegri anno scorso di continuare con un progetto di 4.2.3.1 che vedeva l'argentino al centro del progetto, non a caso visse i mesi di maggior rendimento, con tre gol a partita, per ripiegare su un modulo ibrido con Matuidi che faceva un pò l'esterno un pò il mediano a sostegno di Pjanic.

Quest'anno quando i piani eran delineati si è profilato Ronaldo che ovviamente essendo il miglior attaccante del mondo, gli ha imposto un contesto tattico dove nel modo di arrivar alla conclusione non è centrale Dybala, ma appunto CR7.
E ciononostante, nel progetto di Allegri Dybala continua ad esser un calciatore importante. Zidane ha vinto i suoi palloni d'oro nonostante avesse goleador in squadra come Ronaldo, al Real, o il duo Delpiero-Inzaghi alla Juve.

Stiamo dando troppa importanza a quanti gol ha messo a referto Dybala, si faceva lo stesso errore con Zidane, chiamando in causa Platinì, che giocava in un calcio diverso, più lento, con squadre più lunghe in un'era dove il pressing era quasi uno sconosciuto.
Oggi giocare in quella posizione non ti permette di avere score da punta, hai subito la pressione di due-tre uomini, le squadre stanno o cercano di star corte con linee strette proprio per sporcare il gioco di chi ama star tra le linee. La loro differenza non la devon far sui gol a referto, ma sulla facilitazione della fase offensiva che permettono.
E Dybala checchè gli si contesti finora l'ha fatto alla grande.

Non è Zidane, e non può esser Platinì, ma finchè la squadra è stata in salute ha fatto delle eccellenti partite. A fine dicembre e per tutto gennaio la squadra è stata in difficoltà di ossigeno e questo ha pesato soprattutto su di lui che deve aver la lucidità necessaria a veder prima i corridoi che portan al gol.

Lucidità, una parola usata non a torto ieri da Allegri, lucidità quella cosa che dopo una partita e mezza a respirare si è materializzata nell'assist a Ronaldo da cui è partito il terzo gol di Emre Can di ieri.