In Italia per quanto riguarda la figura dell'allenatore siamo ancora piuttosto sciovinisti. Infatti nel nostro massimo campionato solo due allenatori sono stranieri. Di questi due uno, Sinisa Mihajlovic, è radicato ormai in Italia da quasi trent'anni, mentre l'altro, Igor Tudor, è uno storico ex calciatore bianconero. Oltretutto si tratta di due subentranti in corsa e che operano in realtà da lotta per non retrocedere.

Le prime della classe, persino l'inter, notoriamente super esterofila e pioniera delle proprietà esotiche, hanno tutte affidato la loro panchina ad un mister nostrano.
Invece fra le big della Serie A potrebbe presto farsi largo la moda dei manager stranieri. A sorpresa è stato pioniere in tal senso il Milan che ha affidato le sue speranze di un ritorno nel gotha del calcio continentale al sudafricano, ma di chiare origini greche, Ivan Gazidis, già direttore generale dell'Arsenal. A lui il compito di trovare un accordo con la Uefa che permetta al Milan di non dover tirare troppo la cinghia, di lavorare alla ricerca di ricchi sponsor, di dettare le linee guida per quanto riguarda il calciomercato e di coadiuvare Leonardo e Maldini nella scelta dei giocatori da acquistare.

Se per i cugini nerazzurri la scelta è caduta sull'italianissimo Marotta, un altro manager straniero potrebbe a breve sbarcare alla Roma, nonostante la fallimentare esperienza dello spagnolo Monchi ex "mago delle plusvalenze" in quel di Siviglia. Si tratterebbe del portoghese Luis Campos. Figura forse poco nota in Italia ma assai apprezzata dagli addetti ai lavori in ambito internazionale.
Classe di ferro '64, Campos non proviene da calcio giocato. Infatti dopo la laurea in " educazione fisica e sportiva" presso il Politecnico di Porto inizia a soli 27 anni la carriera di allenatore, seppur senza straordinarie fortune.
La sue vere fortune sono state la creazione, assieme all'ex allenatore Americo Magalhaes, di un software per ottimizzare i metodi di allenamento e le prestazioni delle squadre di calcio, e l'amicizia con José Mourinho, alcune fonti li danno come colleghi di Università. Ed è proprio grazie all'illustre connazionale che arriva la svolta. Luis sbarca a Madrid in qualità di osservatore, con il compito di seguire lo scouting dei Blancos ovvero di scovare giovani talenti.
Ma la definitiva consacrazione avviene nel 2013 quando la nuova proprietà russa del Monaco gli affida le chiavi della rinascita del club del principato.
Grazie ad un lavoro certosino  basato sul potenziamento del settore giovanile, su un eccellente scouting, su investimenti mirati, in prevalenza di giocatori giovani da acquistare a costi relativamente contenuti lanciare ad alti livelli e poi rivendere, a prezzi da gioielleria di gran lusso, con qualche elemento di maggiore nome ed esperienza a far da traino del gruppo come Radamel Falcao, James Rodriguez e Joao Mourinho, e su un'indovinata scelta per la panchina ha trasformato un club in piena decadenza nell'unica reale alternativa alla corazzata Psg.
In seguito passa al Lille, in qualità di plenipotenziario per conto della nuova proprietà ispano-belga, dove dopo un avvio difficile trova la quadra. Nella stagione in corso il Lille, nonostante le modeste risorse finanziarie, grazie ad investimenti mirati su giocatori giovani e dal sicuro avvenire si trova a lottare per un piazzamento nell'Europa che conta.

Schivo, non ama l'esposizione mediatica e non rilascia volentieri interviste, poliglotta, grande esperto di calcio portoghese e francese, e con un incredibile "occhio clinico" per i giovani talenti, Mbappe' e Bernardo Silva le sue perle migliori, Campos è sicuramente una figura di spessore.
I suoi unici "contro" possono essere la vicinanza al potentissimo super procuratore lusitano Jorge Mendes, in Italia piuttosto malvisto se non addirittura osteggiato, ed una certa lontananza dalla realtà del calcio italiano.

Rimane da capire quale sarà il suo reale ruolo e quali saranno  margini di manovra gli verranno dati, ovvero se agirà da DS oppure da amministratore delegato/plenipotenziario, se avrà larga autonomia o se sarà di fatto subordinato al "consigliere del Presidente" Franco Baldini, come avvenuto con il suo predecessore Monchi, cosa che ha causato più di qualche "conflitto di competenza", se si occuperà solo di mercato o se avrà compiti di coordinamento più generalizzati, come avviene per Marotta e Gazidis.

Questo è ancora presto per saperlo. Per il momento Pallotta prepara la discesa in Campos.