San Siro sponda nerazzurra è una prova del fuoco paradossale per un giocatore di calcio che ambisce a compiere il salto di qualità: superarla significa dimostrare di essere un grande giocatore ma soprattutto di avere i cosiddetti “attributi” per sopportare le pressioni di un ambiente molto pretenzioso e una stampa mai troppo generosa quando si indossa la maglia nerazzurra.
Il non farlo tuttavia non significherebbe un fallimento totale e terrebbe aperta la speranza di entrare nella lista celebre di nomi che hanno fatto pentire la società meneghina di certe scelte premature.

Roberto Carlos, Pirlo, Seedorf, Cannavaro, Adriano, Coutinho e Zaniolo sono solamente i nomi più illustri di una serie di giocatori che all’Inter hanno raccolto poco ma che altrove si sono saputi riscattare alla grande. In più di un’occasione infatti, l’Internazionale Milano ha dimostrato di non credere in se stessa non andando a valorizzare giocatori da lei stessa formati o comunque scoperti in periodi non sospetti. E dalla celebre coppia Pirlo-Seedoorf sembra sia nato comunque anche il falso mito che vuole che giocatori dell’inter definiti “brocchi” rinascano miracolosamente sull’altra sponda del naviglio, dimenticandosi però dei ben più recenti casi di Vieri, Balotelli, Sylvestre, Amantino Macini, Poli, Destro,Pazzini...

Andiamo tuttavia ad analizzare i casi più celebri  dove a ben vedere, in molti di questi innegabili errori, ci siano anche delle attenuanti piuttosto importanti, che non vengono mai considerate.

Pirlo: Andrea Pirlo è sicuramente il giocatore simbolo di questi “brutti anatroccoli” nerazzurri trasformatisi in splendidi cigni al cambio di maglia,  eppure personalmente, più che un abbaglio clamoroso dell’inter in questo caso mi sento più di tessere le lodi di allenatori come Ancelotti ma forse ancora di più Mazzone che hanno trasformato Pirlo da un lento trequartista ad un magico registra arretrato, ruolo che in quel periodo calcistico ancora non andava di moda, c'è da dire che poi giocare a fianco di un talento come Roberto Baggio a Brescia possa essere stato un passo fondamentale per la crescita del giocatore.

Cannavaro: Lo scambio Cannavaro-Carini è ancora oggi oggetto di grandi sfottò da parte dei tifosi Juventini. Che però sembrano sempre dimenticare le famose telefonate tra il giocatore e Moggi dove quest’ultimo invitava il futuro campione del mondo a giocare male in modo da facilitarne il passaggio alla Juventus.
Le telefonate sono oggettive, che poi Cannavaro abbia effettivamente seguito le istruzioni dell'ex DG è tutto da dimostrare. Ma visto anche quanto successo in occasione della discesa in B della Juventus, il giocatore Napoletano non ha mai dimostrato di avere valori come fedeltà e correttezza nelle sue primissime doti (almeno sportivamente parlando).

Adriano: Un siluro stratosferico contro il Real Madrid al Bernabeu come biglietto da visita e che si fa?
Lo si dà in comproprietà al Parma e per riprenderselo un anno dopo si sborsano un bel po' di miliardi delle vecchie lire. Errore evitabilissimo, ma puramente economico, che in un periodo dove non si parlava di fair play finanziario, bilanci e plus valenze,  al tifoso è fregato ben poco.

Seedorf: In Italia il metodo più facile e brutale per capire se davvero un giocatore con dei lampi da campione “ci è o ci fa” è quello di vederlo giocare contro la Juventus. Seedorf con l’Inter in piena lotta per lo scudetto piazza una doppietta con due bombe da fuori area , una delle quali quasi da centrocampo, ma niente…per il 4-4-2 di Cooper non va bene e lo si cede al Milan…dove vince tutto si,  ma grazie anche ad una squadra piena di fenomeni. Roberto Carlos: No comment.

Coutinho: Coutinho viene venduto alla ridicola cifra di 10 milioni al Liverpool in un epoca dove l’inter sta attraversando il cambio di proprietà di Moratti e c’è fretta di raccattare più soldi possibili. Il Brasiliano approda così in un campionato meno tattico dove riesce ad esplodere (ma senza vincere niente) e a conquistare pure la nazionale (dove è protagonista sopratutto nel 7-1 subito dalla Germania nel mondiale casalingo) finendo poi per essere acquistato dal Barcellona per la cifra record di 160 milioni di euro e…ritrovarsi depresso in panchina tanto da costringere il Barcellona ad acquistare Boateng (…).
Pentimenti? Oggi sicuramente più per il prezzo del cartellino raggiunto dal brasiliano che per il talento effettivo, un po’ pompato da media (ma che comunque avrebbe fatto comodo all’inter in questi anni di niente)  

Zaniolo: L’ultimo affare dell’Inter sia in ordine alfabetico che in ordine cronologico, corrisponde al nome Di Zaniolo di cui credo siate tutti piuttosto aggiornati. La stampa come al solito è passata da indagare su valutazioni “pompate” dei giovani da parte dell’Inter, che a Zaniolo aveva dato una valutazione di circa 4 milioni di euro, salvo poi trovarsi solo qualche mese dopo a scrivere ancora contro l’Inter per aver ceduto un giovane che oggi per tutti, di milioni ne varrebbe 40. Sicuramente un altro chiaro errore dell’Inter che dovrebbe rivedere tutte le sue politiche interne sulla valorizzazione dei propri canterani.
Detto questo Zaniolo oggi così come Coutinho può vantare solo qualche ottima prestazione in una Roma lontana dai primi posti in classifica e un bel 7-1 incassato da protagonista.


Nota Finale: Fatta eccezione per il solo Pirlo dove nella sua era interista era davvero troppo lento come trequartista e ancora troppo acerbo a livello caratteriale, fosse dipeso da un ideale voto dei tifosi nerazzurri a San Siro, io credo che nessuno di questi giocatori citati, avrebbe lasciato anzitempo l’Inter. A dimostrazione del fatto che la società inter, più di qualsiasi altra, dovrebbe iniziare ad ascoltare molto di più le voci del proprio pubblico di casa, che forse, non a caso, è il più numeroso d’Italia.