A quanto pare non basta la decisione quantomeno "particolare" di inizio stagione di rinunciare all'inno "pazza inter", per cambiare il DNA Interista. L'Inter rimane "Pazza", ma a differenza di prima, dove il termine "pazza" era più che altro associato a rimonte vincenti, dalla gara madre contro la Sampdoria fino arrivare a "Vecino" passando per Kiev, oggi sembra essere solo rimasto il lato negativo di quella pazzia. Sono già 2 e mezzo le rimonte che l'inter ha subito, dopo aver giocato SPLENDIDI primi tempi. Barcelona, Sassuolo e Dortmund.

Eppure a ben vedere il "pazzo", in senso affettuoso, più che l'Inter in sé, sembra proprio essere "Conte". Incapace di adattarsi agli uomini e alla rosa a disposizione, nonostante un'ottimo avvio di stagione, focalizza sempre l'energie sui lati negativi e su quello che non può materialmente fare, anziché concentrarsi per trovare soluzioni facendo un po' di sana auto-critica.
Sembra quantomeno azzardata la scelta di spingere al massimo in qualsiasi momento della partita e in qualsiasi momento della stagione. Non è un caso che le "quasi 3 rimonte subite" sono seguite proprio dove si è segnato nei primissimi minuti. (Barcelona e Sassulo si è segnato al 2° minuto , Ieri a Dortmund al 4°). Se si parte a fuoco poi bisogna anche capire i momenti della partita dove bisogna rifiatare a maggior ragione se giochi contro "Cavalli" come Hakimi Witsel Brandt, con in campo pesi leggeri come Biraghi, Politano, Brozovic, Candreva, che per questioni prettamente fisiche possono fare la partita della vita solo per 60 minuti.