Sono giorni, ore, minuti e secondi difficili per il nostro Paese. Questa volta è una corsa contro il tempo: ahimè è tutto vero!  Stiamo vivendo, ore frenetiche, alla ricerca di una spiegazione, razionale, a quell’inquietudine che si prende gioco delle nostre, deboli, certezze. Nel giro di poche ore - da non crederci -  si è passati, tutti, dalle ingenue risatine social e non - Ah! Ah! Ah! Ridi, ridi che adesso ti faccio un c... così! - alla cruda realtà dei fatti: in Italia il numero dei contagi da COVID-19 è in costante aumento e all’orizzonte, purtroppo, c’è il pericolo di una possibile pandemia a spaventare il “MONDO”.

Altro che l’uomo nero venuto dal mare a rubare il lavoro o, peggio ancora, a violentare le nostre donne. Oggi sembra, così tanto, lontano quel potenziale pericolo osannato, solo per campagna elettorale, dal buon Matteo nonché il Capitano in pectore.  

Cresce l’allarmismo, ahimè, talvolta ingiustificato - sotto diverse forme come lo è l’isteria - tra la popolazione italica del bel Paese: l’Italia è il secondo Paese al Mondo con il numero maggiore di decessi a causa del COVID-19.

Per questo risultato, prestigioso, mi sento di ringraziare “ufficialmente” le Autorità e le Istituzioni della Repubblica Italiana.

Per di più, ahimè, a oggi - a rendere la situazione più greve del previsto - nessun vaccino sembra affacciarsi all’orizzonte, sebbene il virus sia stato prontamente isolato, proprio, da un competente ricercatore italiano. Questo non è, proprio, il momento giusto per fare una polemica. Mi consenta, però, caro dottore: “Con la presente vorrei, umilmente, ricordarle che i nostri cari e amati genitori - negli anni passati, presenti e forse anche quelli futuri - hanno, sistematicamente, sottovalutato la potenzialità e la virtù, intrinseca ed estrinseca, della ricerca scientifica”.

“Per quale, valida, ragione tra le tante possibili e immaginabili?”. Mi domando, afflitto come sempre, in preda al dubbio.

Mi rivolgo soprattutto a lei caro politico italiano, luminare - come pochi altri al mondo - della supercazzola con scappellamento a destra, al centro e a sinistra. Purtroppo, in questi anni bui, la ricerca scientifica è stata messa in un angolo - è un dato di fatto oggettivo - a causa di una mentalità gretta e ottusa della nostra classe dirigente e politica. Con il senno di poi, una grave dissolutezza che ha portato all’annullamento di ogni forma di merito a favore del più becero “qualunquismo”.

Lei è un laureato?”;  

Si, Signore lo sono!”

Grida più forte, non la sento! Lei è un laureato?”

Si, Signore lo sono!”

Giovane, chi te lo ha fatto fare?”

Mi perdoni Signore! Perché non è stata, tutta, colpa mia! Se la prenda con Papà che si era rotto, prima, di fare l’agricoltore, poi, l’idraulico e, infine, il muratore”.

Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ridi, ridi che adesso ti faccio un c... così!

Oggi, nel bel Paese, un laureato vale meno di un cantante. Ohhh! Che stai farneticando Arsenico17? Contrariamente a quanto sosteneva un giovane ragazzo (Francesco Guccini), nel lontano 1976, attraverso i versi musicati di uno tra i suoi pezzi più famosi: L’Avvelenata.   

Oggi una cantante, come lo è a esempio Elettra Miura Lamborghini, vale di più di un laureato al Politecnico di Milano.  

Curre curre guagliò! Emigra, subito, all’Estero!”. 

Manco fossi un uccello!”;

U capisti figghiozzo che l’Italia non ha bisogno di te!”.  

Minchia, bedda a’ famigghia!”

Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, L’Italia chiamò

Mamma, oggi ho il male al pancino!”.

Poi sono arrivati, finalmente, i movimenti popolari. Quest’ultimi nati direttamente dalla pancia del Popolo Sovrano; Il miracolo che tutti noi c’aspettavano da tempo immemore: Il popolo che si ribella al padrone perché stufo dei privilegi ottenuti - senza lode e con l’infamia - dalla Casta Politica, Cattolica e, finta, Borghese, per di più, ipocrita e bigotta: “Questa mattina mi sono alzato e ho trovato Renzi e Berluscon, o bel Gigino portami via: O bello Ciao, bello ciao”. 

Finalmente! Ecco il vero cambiamento, il nuovo che avanza per rottamare il vecchio.

Urrà, Urrà, Urrà! Gridò, in festa, il popolo Italico sperando in un futuro migliore.

Caro politico, nato dal niente, vuoi essere il Ministro dell’Interno oppure preferisci essere quello degli Esteri? A te la scelta, difficile, a noi subito il reddito di cittadinanza. Scappo!

Ma icchè tu dici? Si fa come quello che si tagliò i’ cinci pe’ fa’ dispetto alla moglie!”.

Tralasciamo la politica e le battute anche se vanno di pari passo, perché in Italia è sempre meglio non prendersi mai la bega: C’è sempre un altro, tanto, che se lo prende in quel posto...

Per fortuna, in Italia c’è soprattutto il Calcio a rendere liete le nostre giornate, spesso, noiose.

Per tanti italiani questo sport è diventato una forma d’arte, sublime espressione dell’interiorità e dell’animo umano. Sport diventato, persino, più importante tra le principali forme di arte esistenti: la Pittura e la Scultura o, anche, la Letteratura e la Musica o, addirittura, la Danza e il Teatro. Dove lo mettiamo il Cinema? E perdincibacco, la Fotografia?

Allora, rispondi? Bene, ma non benissimo!

Nonostante tutto - nel posticipo serale, a porte chiuse, tra la Juventus di Maurizio Sarri e l’Inter di Antonio Conte - il goal di Dybala è stato una sublime espressione dell’interiorità e dell’animo umano. A modesto parere dell’umile scrivente, la prodezza dell’attaccante argentino è una forma d’arte paragonabile, nientedimeno, alla bellezza scultorea del David di Michelangelo. Questo è il calcio che mi piace, semplicemente, una sublime espressione dell’interiorità e dell’animo umano. Forse lo abbiamo dimenticato, perché l’arte non fa più scalpore come lo faceva un tempo per i nostri antenati.

Ho trascorso infinti pomeriggi, con l’animo e il corpo, in un cortile a tirar due o più calci a un pallone. Ahh, che bei tempi! Sapete lo ricordo, come se ieri fosse stato oggi. Ero io il padrone di me stesso e nessun altro, per nulla al mondo, avrebbe osato strappare via quel tempo mortale dalla mia giovane e minuta mano. Talvolta, ahimè, ci provava la signora del primo piano con una subdola minaccia: “La finisci o no, di tirare la palla sul balcone? Ti giuro, io un giorno o l’altro, quel pallone te lo buco!”. Esclamava quella povera disgraziata, infetta da infelicità cronica dei sui anni mortali, andati, passati, via, puff!

Va bene, Signora! Non lo faccio più”. Le dicevo con un sorriso beffardo, più falso, persino, di quello di Barbara D’Urso.

Ai quei tempi - lo ricordo bene! - noi eravamo astuti come i serpenti e puri come le colombe. Gli infelici ci facevano un baffo, anzi li scrutavamo dal basso verso l’alto, da destra verso sinistra e viceversa: “Vada retro, Satana!”.

Dai! Dai! Su, passami la palla! Passa, passa, su la pallaaa!”. Come un assennato, strepito al nuovo compagno, poco prima, aggiudicato da un patto solenne: “Pari o Dispari? Pari, allora Oronzo tu vieni come me!  Porta o possesso palla? Pari o Dispari?”.

Va bene! Allora se tu hai preso Oronzo, allora Davids26 viene nella mia squadra!”.

In quel modo, a quei tempi, si formavano le più grandi squadre di calcio della storia. Con la conta e non con le trattative barocche dell’attuale calciomercato. Procuratore, zio, fratello, padre, mamma, moglie: “Eh che ca(zzo) di modo di fare è questo?”.

Da bambino, tutto era maledettamente, così, semplice! Come sempre avrebbe dovuto esserlo!  

La vita stessa è semplice come lo è il sorgere del sole, il bagliore della luna, il luccicare delle stelle, il pianto di un neonato, il saluto di un estraneo e il respiro di un albero.

Purtroppo, oggi per me, niente è più come una volta. Da anni non mi sollazzo più in un cortile e, sapete, non faccio più la conta: Pari o Dispari?

Adesso, però, bando alle ciance: sempre le mie!

Avevo promesso, o no, un viaggio gratuito, di sola andata, con la mia imbarcazione, il Titanic?


Prima di partire, in anteprima mondiale, ho il grande privilegio di presentarvi il mio “fantastico” equipaggio:

Il Comandante: il sig. 11Mazizou, detto il Francese con la Testa di Ferro;

Grrrrrrrrrr!

Il Comandante in Seconda: il sig. Qwerty977, detto il Salentino dellu munnu cittadino;

Grrrrrrrrrr!

Medico direttore del Servizio Sanitario: il dr. Massimo48, soprannominato in VxL, il Viaggiatore nel Tempo;

Grrrrrrrrrr!

Direttore di macchina: il sig. Pino70Giuseppe Scara per gli amici semplicemente Pino o, anche, Peppe;  

Grrrrrrrrrr!

Primo Ufficiale: il sig. Davids26, detto il Delinquente;

Grrrrrrrrrr!

Secondo Ufficiale: il sig. Calatino-a-interland soprannominato, genuinamente, il Cazzeggiatore Seriale di VxL;

Grrrrrrrrrr!

Terzo Ufficiale: il sig. Marco57, il fresco super campione mensile. Per festeggiare la vittoria, in onore del Terzo Ufficiale, le divise di tutti gli uomini dell’equipaggio saranno “sempre” di colore nerazzurro.

Grrrrrrrrrr!

Allora cosa state aspettando? Tutti a bordo del Titanic!  Salpiamo alla manovra.  Lei, Davids26 all’argano, tiri sull’ancora. Massimo48 a poppa, molli gli ormeggi!


Quando tutto sembra essere pronto per partite - come in ogni grande storia che si rispetti - c’è sempre il classico imprevisto; niente di grave! Che palle, è la solita voce fuori dal coro, quella della nostra cara caporedattore: “E lei, sig. Arsenico. Sentiamo, quale ruolo avrebbe sul Titanic?”

Un ruolo? Col cavolo che ci metto il piede su quella bagnaróla!!!


Saiiiiiiii, per sopravvivere ci basta un sogno

Saiiiiiii, oh saiiiiiiiii, per sopravvivere ci basta un sogno, saiiiii!!!

 

Caro 11Mazizou poi alla fine ci sono andando all’Esselunga di Settimo Milanese. Sai? E poi il giorno dopo, e ancora l’altro e ci andrò fino all’ultimo giorno della mia vita.

Niente e nessuno mi fermerà... Sai!

Dedicato al Popolo Lombardo.

Sai!

 

 

Arsenico17