Lo scenario peggiore si è puntualmente verificato. La tanto paventata, dai tifosi bianconeri, quanto desiderata, dagli ant-juventini di tutta Italia, eliminazione della Juventus dalla Champions League è realtà.

Il sogno di portare la "Coppa dalle grandi orecchie " alla Continassa si ferma ai quarti ed in semifinale va, con merito, la banda di ragazzini terribili allenata dall'ex secondo di Guardiola Erik Ten Hag.

Non è bastato neanche il cosiddetto colpo del secolo ovvero l'acquisto di "Sua Maestà" Cristiano Ronaldo.

L'essere riusciti a portare in Italia un campionissimo di tale portata è qualcosa che da lustro alla nostra Serie A e può sicuramente fungere da apripista per altri top player. E di questo ad avviso di chi scrive bisogna essere grati alla Juve, sebbene in proposito vi siano parecchie opinioni contrarie da parte di chi invece ritiene che Cr7 non abbia fatto altro che accrescere il divario fra i bianconeri e le altre squadre.

Tuttavia l'arrivo del portoghese è stato un po' il classico nascondere la polvere sotto il tappeto circa le reali potenzialità della "Vecchia Signora".
Gli investimenti sulla difesa non sono stati massicci, di fatto posticipando di un anno/due lo svecchiamento del reparto col risultato di trovarsi un Barzagli trentottenne alle ultimissime cartucce ed un Chiellini che va per i trentacinque ormai logorato dalle tante battaglie e che ha sviluppato una preoccupante propensione agli infortuni. 
Bonucci, riaccolto un po' per ragioni affettive un po' per consentire una exit-strategy in tempi brevi sul fronte Higuain, senza la presenza dei suoi due storici "angeli custodi" ha palesato gli  stessi limiti che gli venivano rimproverati durante la parentesi milanista. In parole povere ha dimostrato di essere si un difensore elegante e col piede educato che gli permette di impostare l'azione partendo da dietro ma anche di avere diverse peccato in marcatura e nell'uno contro uno.
Rugani ha dimostrato di non essere pronto per essere un titolare in una Juve che punta ai vertici continentali, dando torto a chi ne chiedeva un maggiore utilizzo. La cessione a gennaio di Benatia, buon rincalzo nonostante qualche errore e qualche screzio con Allegri probabilmente è stata intempestiva. Fatto sta che i bianconeri hanno un bel po' perso quella solidità difensiva che fino a poco tempo fa era il loro marchio di fabbrica.

Un altro punto dolente sono le fasce. De Sciglio ormai è palese che sia un giocatore che non va oltre il compitino, Alex Sandro si è pesantemente involuto, Spinazzola ha lasciato intravedere delle buone cose ma visto che è stato a lungo assente per infortunio andrà valutato sul lungo periodo. Cancelo, l'altro grande acquisto targato Jorge Mendes, ha dimostrato di essere un giocatore molto particolare capace di alternare partite eccelse ad altre orrende, cross al bacio ad errori da matita rossa in fase difensiva, e sarà necessario che trovi il giusto equilibrio.

Anche in mediana non è tutto rose e fiori. Il centrocampo è più muscolare che tecnico e nelle partite in cui non si accende la luce Pjanic, giocatore non sempre continuo come da tradizione balcanica, va in difficoltà ed il gioco non gira. Betancour pare sempre lì lì per esplodere definitivamente ma questo avviene mai. Non resta che da capire quale sarà l'impatto con il calcio italiano del prossimo sicuro acquisto Ramsey.

A ciò si aggiunge la situazione di Paulo Dybala, anch'egli involuto scontento per la nuova collocazione tattica resasi necessaria dall'arrivo di Cr7 e dall'imprescindibiltà di Mandzukic nello scacchiere di Allegri e che lo costringe ad arretrare di parecchio il suo raggio d'azione, probabilmente anche desideroso di cambiare aria.

A ciò si aggiunge la stagione sottotono di Douglas Costa ed un Mandzukic trentaduenne sfinito dalla cavalcata Mondiale con la sua Croazia.

Infine ultimo, ma non per importanza, c'è Massimiliano Allegri. Il rapporto fra il tecnico livornese e l'universo bianconero pare ormai ai minimi storici. Ed inoltre sebbene il "Conte Max" non sia mai stato un purista del calcio champagne quest'anno la sua Juve pare davvero giocare col freno a mano tirato, a risparmio energetico, accendendosi solo a fiammate o in situazioni disperate come il ritorno contro l'Atletico. E se in Italia basta e avanza in Europa non è assolutamente sufficiente.

Forse sarebbe stato più giusto rinunciare al colpo del secolo in favore di una ristrutturazione organica della rosa?Forse sarebbe stato meglio dare una scossa con un cambio in panchina? Non lo sapremo mai perché la storia non si fa con i se.

Di sicuro a Paratici, orfano di Marotta, spetta l'ardua sfida di dare il via alla rivoluzione e di munirsi di una bella scorta di Buscopan per combattere l'eventuale mal di pancia di "Sua Maestà" Cristiano.